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Nell’Artico il ghiaccio di ritira e gli orsi polari diventano prede di squali e orche

Con lo scioglimento dei ghiacci artici dovuto al riscaldamento globale, gli orsi polari rischiano di essere divorati dalle orche e dagli squali della Groenlandia. L’allarme è stato lanciato alla conferenza scientifica ArcticNet a Winnipeg, in Canada, da ricercatori dell’Istituto Polare Norvegese e della Manitoba University canadese. Il ritiro dei ghiacci artici, che negli ultimi anni è aumentato a ritmi allarmanti, costringe gli orsi polari a nuotare molto di più per cacciare le foche. In questo modo i plantigradi sono più esposti alle orche e agli squali della Groenlandia. Questi predatori inoltre tendono a cacciare sempre più a nord, a causa del ritiro dei ghiacci. Le orche diventano una minaccia anche per le foche e per cetacei come i beluga, le balene franche e i narvali. Questi sono protetti per molti mesi all’anno dai ghiacci, dove l’orca non si avventura. Se la calotta ghiacciata si riduce, i cetacei perdono il loro rifugio. Kit Kovacs dell’Istituto polare norvegese ha detto di aver trovato una mascella di orso polare nello stomaco di uno squalo della Groenlandia. Per Steve Ferguson della Manitoba University, le orche potrebbero diventare il culmine della catena alimentare nell’Artico. Nella Baia di Hudson, l’immensa insenatura nel nord del Canada, 57mila beluga sono oggi preda delle orche. (Ansa)