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La crisi in Venezuela non risparmia i cani e gatti di casa, i canili e gli animali negli zoo

Il Venezuela sta affrontando una crisi economica senza precedenti. A maggio scorso il presidente Nicolas Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza e, in un paese dove scarseggiano acqua, energia elettrica e medicinali, dove i padri si tolgono letteralmente il pane di bocca per nutrire i figli, per gli animali è davvero durissima. Le famiglie dell’ex classe media, quella più colpita dalla crisi economica, hanno smesso di dare dar loro da mangiare, dal momento che il prezzo del petfood è di circa quattro dollari al chilo e uno stipendio medio non arriva a trenta. E così le persone si trovano di fronte all’incredibile necessità di abbandonare i propri animali in strada, nella speranza che trovino rifiuti dei quali nutrirsi. Se i gatti sono più abili nel procurarsi un pasto, non è raro vedere cani di razza frugare nella spazzatura e Russer Rios, il veterinario responsabile del Centro di controllo e protezione degli animali del quartiere Baruta, a Caracas, dice di aver registrato circa dieci abbandoni al giorno durante l’estate. “Un anno fa, il numero era zero”, ha detto Rios. Nei canili insegnano ai proprietari a individuare soluzioni alternative per sfamare i pets, cercando così di contrastare gli abbandoni. A El Junquito, periferia della capitale, puntano sul pastone delle galline: “Non abbiamo altro” spiega Katty Quintas del rifugio Funasissi, che ospita 200 tra cani e gatti. Persino il canile-modello Mission Nevado, voluto da Maduro e intitolato al cane (“dal manto bianco come la neve”) dell’eroe indipendentista Simon Bolivar, è collassato sotto il peso degli ingressi fuori controllo. Non va meglio per gli animali negli ippodromi o per quelli ospiti dello zoo. In primavera, al circuito di Santa Rita a Maracaibo, 72 cavalli sono morti di fame e i dipendenti dello zoo di Caracas hanno dichiarato di non avere abbastanza cibo per i grandi mammiferi come tigri e tapiri. Sempre nella capitale, pochi giorni fa un gruppo di disperati ha scavalcato la recinzione e ha rubato uno stallone nero, raro e unico nel paese. A pochi chilometri di distanza sono state rinvenute la carcassa e la testa. Sono una cinquantina gli animali scomparsi dagli zoo del paese. Chi non sopporta di veder dimagrire fino all’osso il proprio cane cerca di trovargli una sistemazione. Maria Galindo, casalinga, offre la sua golden retriever di 5 anni Princess in adozione: “Non ho altre opzioni, fino a oggi ha mangiato quello che avanzavano i vicini di casa ma adesso, se do da mangiare al cane, tolgo il cibo ai miei figli…”. (nella foto Ap/Fernando Llano, un cane del canile Funasissi a El Junquito, Caracas. Sotto, Katty Quintas soccorre un cucciolo randagio in strada)
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