Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
caccia1

Caccia, domani la preapertura: si spara in 16 regioni, critici animalisti e ambientalisti

AGGIORNAMENTO DEL 12 SETTEMBRE 2016 – RICORSO WWF, IL TAR FERMA LA CACCIA IN ABRUZZO
Il presidente del Tar Abruzzo ha accolto il ricorso del Wwf che la scorsa settimana aveva chiesto l’annullamento della delibera 515 del 2 agosto 2016, della Giunta regionale abruzzese che approvava il calendario venatorio 2016-2017. I giudici del tribunale amministrativo regionale hanno ritenuto che il calendario venatorio varato dalla giunta D’Alfonso sia da sospendere in quanto sussistono “condizioni di estrema gravità e urgenza tali da non consentire l’avvio della stagione di caccia almeno per le date previste per il mese di settembre, fino all’esame collegiale del ricorso che è stato fissato per il 28 prossimo”. In attesa della trattazione in giudizio, il Tar ha ritenuto di accogliere la richiesta di misure cautelari monocratiche, avanzata dal Wwf, per impedire il verificarsi di effetti irreversibili sulla fauna a seguito dell’apertura.
+++
POST ORIGINALE
Prende il via domani, 1 settembre 2016, in 16 regioni italiane la stagione della caccia, nella forma delle consuete quanto contestate preaperture in deroga al calendario venatorio, che per legge inizia la terza domenica di settembre. I cacciatori potranno puntare le doppiette contro ghiandaie e colombacci nei boschi, germani e anatre selvatiche in stagni e lagune, ma anche tortore, merli, tordi, gazze, cornacchie nere e grigie, quaglie, marzaiole, alzavole e beccaccini. Nel complesso sono 12 le specie coinvolte, ma i numeri e le date variano in base alle regole stabilite dalle regioni in cui si potrà sparare, e che sono tutte tranne Lombardia, Liguria, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige. Inevitabile l’opposizione degli ambientalisti, sia alla pratica venatoria in sé – “700mila cacciatori, poco più dell’1% della popolazione, compiranno l’ennesima mattanza ai danni di decine di milioni di animali“, denunciano – sia alle preaperture, colpevoli di esporre le specie al fuoco in un periodo di vulnerabilità. Per l’Enpa, “le maglie nere vanno a Marche ed Umbria, dove sarà possibile sparare già a ben 9 specie, contro il parere dell’Ispra. A seguire il Friuli, con 8 specie”. La Protezione animali e le associazioni animaliste e ambientaliste ogni anno inviano alle regioni stesse “richieste ben precise, senza mai ricevere risposta alcuna: sarebbero questi i futuri rappresentanti del nuovo Senato, prospettato da un Governo non certo amico degli animali?”. Alla fine dell’estate, evidenzia il Wwf, ci sono “piccoli ancora immaturi, uccelli migratori che devono prepararsi a lunghi voli, la scarsità di acqua e cibo a causa delle siccità estive e degli incendi, insieme a specie che stanno ancora nidificando”. Inoltre, “oltre al danno si concretizza anche la beffa perché alla strage di migliaia di animali dichiarati cacciabili dalle Regioni bisogna aggiungere il disturbo alle specie non cacciabili e le numerose uccisioni ‘accidentali’ (molte specie possono essere confuse) o, peggio, veri e propri episodi di bracconaggio”, osserva sempre il Wwf. La Lipu accende i riflettori sulla tortora selvatica, “a rischio strage”, e punta il dito contro “la mancanza o le gravi carenze dei piani faunistici venatori delle Regioni: vecchi, prorogati o addirittura inesistenti, tale da far concludere che la caccia italiana è nel suo complesso totalmente illegittima, ovvero priva delle condizioni di base per la sua sostenibilità”. Parla di “rito barbarico e ingiustificabile” la deputata Michela Vittoria Brambilla, presidente della Leidaa, Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, imputando parte della responsabilità ai produttori di fucili e munizioni, “ragione ultima della sopravvivenza della caccia oltre e contro ogni logica”. “Un esercito ben armato invaderà i boschi e le campagne, pronto a sparare su qualsiasi animale abbia la sventura di trovarsi sulla lista delle specie cacciabili, sulla base di calendari venatori che in alcuni casi – sottolinea – sfidano apertamente le norme europee e quindi procureranno nuove procedure di infrazione”. Solo Fenaveri, la neonata Federazione nazionale delle associazioni venatorie riconosciute, difende il ruolo dei cacciatori: “Siamo utili, necessari nel controllo della fauna selvatica al servizio degli agricoltori e della collettività tutta. Per la tutela delle colture agricole serve l’uomo-cacciatore, il cinghialaio e il controllore, i loro fucili”.
  • Fabio |

    E stasera….polenta e uccelli!!! Però questo farà indignare un sacco di persone…che esprimeranno il loro dissenso mangiando una cotoletta!! Grande Italia…paese dove un finguello ha più diritti di un Siriano (vero on. Brambilla??). Cacciatori sempre uniti contro i pregiudizi….chissà se questi signori sanno chi tiene puliti i sentieri e gli argini…forse le guardie wwf?

  • Stefania saturni |

    Qualsiasi commento è superfluo. Se si sentono utili all’umanità salvatori dell’essere umano ditemi voi con chi dobbiamo combattere. Per non parlare dei politici che per 1 voto venderebbero la loro madre.

  Post Precedente
Post Successivo