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Terremoto, nella corsa contro il tempo un grande aiuto dai cani con il “superfiuto”

AGGIORNAMENTO DELLE 13.05 DEL 26 AGOSTO 2016
Nella foto IPP/picture alliance, un cane delle unità cinofile di soccorso sembra consolare un vigile seduto sulle macerie delle case di Amatrice, Rieti. Questi animali, detti “cani da macerie”, sono pastori tedeschi, pastori belgi, pastori tedeschi da lavoro detti grigioni, labrador e border collie. In molti già li definiscono piccoli eroi, anche se il loro impegno è legato all’ottenere un premio: un pezzetto di cibo, soprattutto wurstel di cui sono ghiottissimi, un sonaglietto, una pallina, abbinata all’affettuosa carezza del conduttore. Al lavoro in Centro Italia decine edecine di cani (ogni squadra è composta da un animale e quattro persone) che hanno salvato la vita a 60 persone, anche se il loro lavoro a Pescara del Tronto (Ap) sembra ormai esaurito: ormai da ore i cani non fiutano più persone vive.
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AGGIORNAMENTO DELLE 19.30 – PICCOLO MISTERO: QUAL E’ IL LEO GIUSTO?
C’è un piccolo mistero: il ministro dell’Interno Angelino Alfano nel pomeriggio del 25 agosto ha twittato una foto di Leo, nell’immagine sotto, che mostra un cane diverso da quello fotografato dall’Ansa (foto sotto ancora). Sono due cani della Polizia, entrambi neri, ma il primo è un pastore tedesco e l’altro un labrador. Non ha in realtà molta importanza dare un “muso” al protagonista del salvataggio della bambina estratta dalle macerie di Pescara del Tronto, il merito di ogni singolo piccolo grande risultato è equamente condiviso tra tutti i cani delle unità cinofile impegnate nell’emergenza terremoto.
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AGGIORNAMENTO DELLE 18.50 IN CODA – IL SOCCORRITORE: “CANI UTILI NELLE PRIME 48/72 ORE”
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AGGIORNAMENTO DELLE 12.00 – IL SINDACO: “I CANI NON FIUTANO PIU’ PERSONE VIVE”
“Le vittime tra Pescara del Tronto e Arquata sono 57. Al momento si stanno cercando due persone sotto le macerie ad Arquata centro e ci hanno segnalato anche una coppia che dovrebbe trovarsi sotto una casa che è completamente crollata a Pescara del Tronto, ma purtroppo i cani molecolari non fiutano la presenza di persone in vita”. Lo riferisce all’Adnkronos il sindaco di Arquata del Tronto, Aleandro Petrucci.
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QUAL E’ IL LEO GIUSTO?
Il Leo di Alfano…
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… e il Leo dell’Ansa.
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POST ORIGINALE
Una corsa contro il tempo quella che i cani delle unità cinofile di protezione civile, vigili del fuoco, soccorso speleologico, polizia di Stato e di vari enti e associazioni pubblici e privati, impegnate nei soccorsi, stanno combattendo nei diversi comuni duramente colpiti dal sisma. Proprio come ieri sera, a Pescara del Tronto, una frazione quasi cancellata dalle scosse, quando una bambina di cinque anni è stata estratta viva dalle macerie dai Vigili del Fuoco, al lavoro da ore nelle zone colpite dal terremoto che ha colpito il centro Italia nella notte. ”La bambina è stata fiutata da un cane da ricerca della Polizia ed è in buone condizioni”, ha detto il sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli (nella foto subito sopra, Ansa/Gian Matteo Crocchioni, il cane labrador Leo della Polizia di Stato che ha ritrovato la piccola insieme a molte altre persone). Ad Arquata e Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, sono state impegnate per tutta la giornata numerose unità cinofile con l’obiettivo di salvare quante più vite possibile. “In questi casi i cani sono fondamentali – affermano gli esperti di una delle tante unità di protezione civile impiegate fin dalle prime luci dell’alba a Pescara del Tronto – con il loro fiuto arrivano dove noi non arriviamo. I nostri labrador sono stati bravissimi, noi abbiamo scavato tutti con le mani”. Oltre ai due labrador della protezione civile, solo nel pomeriggio, a Pescara del Tronto sono arrivati anche tre malinois del soccorso speleologico, giunti anche per dare il cambio ai ‘colleghi’. Unità cinofile che si sono succedute fin dal mattino, anche se con il passare delle ore la possibilità di trovare persone ancora in vita è sempre più fievole. “I cani servono per cercare i vivi”, dicono gli accompagnatori. Tra le decine e decine di unità cinofile impegnate fin subito dopo il sisma delle 3,36, anche sei unità del corpo nazionale soccorso alpino e speleologi operative ad Accumuli ed Amatrice, unità cinofile della Lombardia, della Misericordia di Firenze, della protezione civile della Regione Calabria, anche con cani molecolari. Dieci le unità cinofile dalla Regione Abruzzo. Un elenco il più completo possibile delle squadre cinofile intervenute sui luoghi della tragedia 24zampe l’ha compilato già da ieri, si può leggere quiCani da macerie, addestrati a ritrovare i dispersi nei casi di calamità naturale e che in molti casi sono riusciti ad indicare ai soccorritori i punti esatti in cui scavare. Ma oltre ai cani delle varie associazioni sono tanti anche i cani portati da privati cittadini che da questa mattina sono accorsi nelle zone terremotate per cercare di dare il proprio aiuto. Un aiuto difficile, anche perché per tutto il giorno di sono succedute continue scosse di assestamento. (foto Reuters, Ap, Afp)
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AGGIORNAMENTO DELLE 18.50 – IL SOCCORRITORE: “CANI UTILI NELLE PRIME 48/72 ORE”
In caso di terremoto, le unità cinofile di soccorso sono una vera e propria arma in più nelle ore più difficili, quelle febbrili e angosciate in cui si cercano eventuali sopravvissuti. Una lotta contro il tempo che deve coniugare due attività complesse e pericolose come la localizzazione di un organismo ancora vivente e il suo successivo recupero. E i cani, autentici droni a quattro zampe, sono in grado di fiutare, con l’olfatto o con l’udito, anche i più deboli segnali di vita sepolti sotto le macerie.
Le unità cinofile sono giunte sui luoghi del sisma che ha devastato il Centro-Italia, inquadrate nei reparti dei volontari della Protezione civile. Un responsabile di queste squadre spiega come lavorano queste veri e propri angeli pelosi, sguinzagliati ventre a terra tra macerie instabili e sempre pericolose, in cerca di qualcuno da salvare. “Se i cani segnalano, chiediamo l’intervento dei vigili del fuoco perché noi come volontari non entriamo in materia. Se i nostri cani non segnalano per noi non c’è nessuno. Ci viene fornita una cartina topografica con il quartiere da bonificare, quando finiamo entriamo in un altro quadrante. Siamo al lavoro attualmente con sessanta cani dell’Unità cinofila italiana di soccorso, inquadrata nel dipartimento nazionale della Protezione civile. Altre squadre sono in attesa di partire. Perché i cani servono per le prime 48/72 ore, poi diventano inutili… Trovano i morti. Quando trovano un ferito, guaiscono e abbaiano. Se invece si tratta di un cadavere lo indicano senza abbaiare ma comportandosi in maniera anomala, guaiscono”.