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Dieta “vegana”, bimba di 12 mesi in rianimazione a Genova. Ma Ciampolillo (M5S) smentisce: “Mangiava parmigiano”

AGGIORNAMENTO DEL 1 LUGLIO 2016

LETTERA DI UNA MAMMA VEGANA AI PEDIATRI  (PER MEZZO DI 24ZAMPE)

Cari Pediatri,

dopo l’ennesimo caso (mediatico?) della bimba vegana ricoverata in gravi condizioni, è arrivato il momento di fermarsi un momento a riflettere. Non si tratta di mettere sul banco degli imputati i genitori vegani, come fanno solitamente i media nei cosiddetti spazi di approfondimento, ma di chiederci quale sia il compito dei pediatri. I pediatri hanno o non hanno il compito di garantire assistenza a tutti i bambini, rispettando le decisioni, specie se etiche, prese dai genitori nell’interesse dei propri figli? I pediatri hanno o non hanno il dovere di formarsi e aggiornarsi anche in relazione a regimi alimentari “particolari”?  Lo chiedo perché quando tre anni fa è arrivato per mia figlia il momento del divezzamento, il pediatra che la seguiva si è rifiutato di supportarci nella nostra scelta: o facevamo mangiare alla bimba animali e derivati o potevamo andare via. Siamo dovuti andare via, rivolgendoci a un pediatra privato. Mi confronto con decine di genitori vegani che subiscono la stessa discriminazione: i pediatri, quasi tutti, impongono alle famiglie la loro volontà, invadendo la sfera etico-educativa e costringendo di fatto i genitori (che possono permetterselo) a rivolgersi a privati o, peggio ancora, inducendoli a commettere errori con il fai-da-te. Tutto ciò è di una gravità inaudita. Anche i pediatri sono obbligati al rispetto della potestà genitoriale, dei diritti e delle libertà individuali. Una puntualizzazione piuttosto banale, in un Paese democratico, ma a quanto pare necessaria.  L’American Dietetic Association e l’American Academy of Pediatrics sostengono che una dieta vegana appropriatamente pianificata è adatta a tutte le fasi del ciclo vitale, infanzia inclusa. I vantaggi della dieta vegana sono ormai ben noti, anche in riferimento alla salvaguardia dell’ambiente, al risparmio idrico e alla possibilità di salvare bambini riducendo la fame nel mondo con una più equa distribuzione delle risorse. E puntualizzo che mia figlia, quattro anni a settembre, svezzata vegana con il supporto di esperti, cresce oltre la media e gode di ottima salute. È ora di uscire dal surreale clima della caccia alle streghe e cominciare tutti insieme a interrogarci sull’opportunità di sostenere un cambiamento sociale e culturale che avanza e che può solo portare benefici, al Pianeta e a tutti i suoi abitanti. Io da mamma che spera nel futuro ci conto.

Arianna Fioravanti

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AGGIORNAMENTI DEL 30 GIUGNO 2016

APPELLO LAV: “LE DIETE VEGETALI, SE BEN PIANIFICATE, SONO IDEALI PER GRANDI E PICCINI”

Il caso della bimba cosiddetta “vegan” di Ventimiglia riportato dai media ieri, non può essere utilizzato per denigrare, facendo “di tutta l’erba un fascio”, una scelta alimentare che, se correttamente praticata e ben bilanciata, ha solo benefici, come confermato ormai dai maggiori istituti scientifici internazionali. La storia della piccola rappresenta comunque un caso limite, oltre che raro, in rapporto all’altissima percentuale di bambini onnivori obesi (9,8%) e in sovrappeso (20,9%) – di cui di cui l’Italia è leader in negativo a livello europeo – con le relative patologie connesse ed elevati costi per il Servizio Sanitario Nazionale, per i quali però nessuno grida allo scandalo. Secondo l’American Dietetic Association (ADA), una delle più autorevoli fonti in materia di nutrizione, “le diete vegane e latto-ovo-vegetariane, pianificate in modo appropriato, soddisfano i bisogni nutrizionali di neonati, bambini e adolescenti e inducono una crescita normale”. Anche l’American Academy of Pediatrics si attesta su posizioni analoghe. Nella stessa direzione vanno anche le recenti note del Ministero della Salute che ribadiscono il diritto a ricevere – senza certificato medico –  pasti vegani nelle scuole. E’ evidente che, affidandosi alla guida di professionisti qualificati e preparati, l’alimentazione vegana non ha controindicazioni per nessuna fascia d’età. Ma in tema di scelta veg esistono, anche tra i professionisti, molta disinformazione e preconcetti diffusi. Nonostante le evidenze scientifiche, la stragrande maggioranza dei pediatri sconsiglia ancora un’alimentazione basata su  cibi vegetali  e costringe molti genitori a un rischioso e negativo “fai da te”. E’ dunque tempo che pediatri e nutrizionisti si aggiornino e diano informazioni corrette ai genitori vegan. Per colmare un gap formativo che, se riempito, sarebbe di fondamentale aiuto per le famiglie che optano per un’alimentazione vegan, la LAV rivolge un appello al Ministro della Salute, al Ministro dell’Università, ai Rettori delle Facoltà di Medicina, ai Direttori delle Scuole di Specializzazione in Pediatria, alle Società Scientifiche di Pediatria e ai competenti Ordini Professionali affinché aumentino le opportunità di formazione e informazione a favore di questo genere di alimentazione, all’interno della programmazione dei loro Istituti. (Comunicato)

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CIAMPOLILLO (M5S): NON E’ VEGANA, MANGIAVA PARMIGIANO

La notizia della bimba ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova per grave carenza vitaminica causata da una dieta “rigidamente vegana” sarebbe una bufala. A rivelarlo il senatore M5S Lello Ciampolillo, vegano, che lo avrebbe scoperto parlando con il direttore sanitario del Gaslini. La bambina, secondo le dichiarazione del medico al senatore, non sarebbe stata alimentata con dieta vegana, anzi avrebbe mangiato “abitualmente parmigiano”, forse nell’ambito di una dieta vegetariana. Nel video dei parlamentari M5S qui sotto il racconto dei fatti di Ciampolillo intervenuto a Palazzo Madama.

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AGGIORNAMENTO DELLE 22

La bambina ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova ha un anno, e non due abbondanti come riferito in precedenza, ma rispetto alle sue coetanee sembra molto più piccola. Sia fisicamente che come sviluppo motorio. Ha una forte carenza di vitamina B12 e l’emoglobina molto bassa, a causa della cattiva alimentazione seguita dalla mamma che da anni è vegana e che non avrebbe però integrato le proteine non animali con altri alimenti o con gli integratori. La piccola avrebbe bevuto un latte materno poverissimo di proteine e vitamine e poi, nella fase dello svezzamento, la sua alimentazione non sarebbe stata bilanciata adeguatamente. “Le sue condizioni sono in miglioramento – spiega il direttore sanitario dell’istituto pediatrico Silvio Del Buono – ma la degenza sarà ancora lunga. Ed è ancora presto per stabilire se vi siano danni neurologici. Ma sta rispondendo alle cure e i genitori stanno collaborando con i medici”. Dovrà essere “rieducata” a una corretta alimentazione. L’istituto sta facendo una sorta di indagine interna per poi inviare una relazione approfondita ai servizi sociali. “I genitori non sono dei mostri – sottolinea Del Buono – ma forse la mamma non si è informata correttamente su come integrare la dieta vegana. Non credo si possa parlare di maltrattamenti, forse di piccole disattenzioni”. Quello di Genova è il terzo caso in un anno di bambini ricoverati per malnutrizione legata a una dieta vegana. A luglio dello scorso anno un bimbo di un anno era stato ricoverato al Mayer di Firenze per denutrizione, mentre a ottobre era finito in ospedale a Belluno un bambino di due anni. Nel primo caso i genitori erano stati indagati per maltrattamenti in famiglia. E non è detto che i genitori della piccola ricoverata a Genova non possano essere indagati per lo stesso reato o per lesioni colpose.

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AGGIORNAMENTO DELLE 21

“Da adulti siamo ciò che mangiamo da piccoli, per cui è fondamentale evitare diete carenziali e seguire una corretta alimentazione”. E’ quanto spiega il vicepresidente della Società Italiana di Pediatria e primario di pediatria generale Alberto Villani in riferimento alla bimba di tre anni, figlia di genitori vegani, ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova per denutrizione e con problemi nei movimenti. “Il nostro primo dovere è spiegare ai genitori quali rischi corrono i bambini. Ma quando i genitori sono determinati nelle loro convinzioni alimentari – aggiunge Villani – quello che possiamo fare è semplicemente arginare i danni con degli integratori che rendano meno carente la dieta carenziale. Ma anche così ci sarà sempre qualcosa che non va”. “Come pediatra – conclude – aderisco in pieno alle linee guida per i primi ‘Mille giorni di vita’, fondamentali per costruire salute anche da adulti, che insieme con il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità abbiamo promosso come Società Italiana di Pediatria. I primi mille giorni di vita sono fondamentali non solo per la salute dell’individuo e lo sviluppo fisico, ma anche per lo sviluppo  cognitivo e socio-emotivo del futuro adulto. E le proteine animali sono fondamentali per la crescita”. (Ansa)

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POST ORIGINALE

Una bimba di neppure tre anni è stata ricoverata in rianimazione all’ospedale Gaslini di Genova a causa della dieta “rigidamente vegana” decisa dalla madre della piccola. A riferire la storia è il quotidiano La Repubblica. La coppia ha portato la figlia all’ospedale genovese su indicazione della Asl di appartenenza, nell’estremo ponente ligure.”I medici del pronto soccorso si sono ritrovati di fronte a una bimba con un peso decisamente inferiore rispetto alla media della sua età, con una scarsa reattività e un complessivo rallentamento dei movimenti”, racconta il giornale. L’allarme è cresciuto ulteriormente dopo i primi esami: la bambina aveva valori bassissimi dell’emoglobina “che associati a carenze di vitamine fondamentali, come la B12, comportavano il rischio di conseguenze soprattutto neurologiche ma pure muscolari gravi”. La vitamina è coinvolta nel corretto sviluppo cerebrale. Dopo alcuni giorni passati in terapia di emergenza, i valori sono migliorati e la bimba è stata trasferita nella clinica pediatrica. I medici hanno così scoperto che i genitori sono entrambi vegani: a casa loro non entra alcun cibo di provenienza animale e anche se la mamma ha allattato al seno per molto tempo la figlia, il suo latte era scarsamente nutriente. “La quantità di vitamina B12 è particolarmente importante e deve essere garantita per le partorienti e durante l’allattamento, per i neonati e durante i primi anni di vita”, spiega il sito dell’Unione vegetariana internazionale (Ivu). Ma la vitamina B12 si trova esclusivamente in cibi di origine animale e i vegani normalmente la integrano. Un’informazione che, forse, mancava ai genitori, che hanno però assicurato di “essere premurosi e di aver seguito un regime in grado di soddisfare i bisogni della neonata” risulta al quotidiano. Il caso è stato segnalato agli assistenti sociali e sulla vicenda potrebbe intervenire anche il Tribunale dei Minori.

  • Guido Minciotti |

    Gentile Danilo, le notizie vanno verificate ma se la fonte è l’agenzia Ansa, la prima agenzia italiana d’informazione, mi aspetto (io come tutti i giornalisti di tutti i giornali) che la verifica sia già stata fatta. Certo non sono immuni da errori ma nessuno lo è, vegano o no. Grazie saluti gm

  • Guido Minciotti |

    Gentile Danilo, grazie del suo commento ma non tutti sembrano pensarla come lei. Il vicepresidente della Società Italiana di Pediatria e primario di pediatria generale, Alberto Villani, dice che “le proteine animali sono fondamentali per la crescita”. Saluti gm

  • Danilo Freiles |

    Grazie per aver aggiornato la notizia. Potete anche cancellare tutti i miei commenti, ma vi prego di verificare prima e meglio le vostre fonti.

  • Danilo Freiles |

    La dieta vegana (meglio se crudista) è la più sana se seguita correttamente. ED A TUTTE LE ETA’. Ovviamente nei primi mesi di vita il neonato prende il latte dalla madre che gli fornisce tutto ciò di cui ha bisogno se è in salute.
    La notizia è falsa.

  • Guido Minciotti |

    Dal suo commento ho dovuto eliminare l’ultima parte, che segnalava un sito che riporta la smentita della notizia da parte del senatore Ciampolillo. E’ contrario alla policy aziendale pubblicare nei commenti link a siti esterni. Ho comunque aggiornato il post. Grazie della segnalazione e di leggere 24zampe, saluti gm

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