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“L’autista rifiuta i cani-guida” e i ciechi Usa portano Uber in tribunale

guidedog

La National Federation of the Blind della California, l’omologa Usa della nostra Unione dei ciechi, ha fatto causa a Uber per le ripetute inadempienze delle norme sul trasporto degli animali guida, e ha avuto giustizia. La società pagherà alla Nfb 225mila dollari e obbligherà i conducenti a rispettare la regola: i cani guida vanno trasportati. Molti autisti, infatti, anche adducendo problemi religiosi, rifiutano di caricare i cani guida dei clienti ipovedenti e non vedenti e tentano poi di addebitare all’utente respinto la penale di cancellazione della corsa. Le cronache Usa, ma non solo, sono piene di episodi di questo tipo. A Menlo Park, California, un autista, dopo aver accettato la corsa, una volta visto l’animale di servizio ha urlato “Niente cani” ed ha sgommato via. A Sacramento, invece, un driver avrebbe accettato il cane solo caricandolo nel bagagliaio, quando invece dovrebbe stare accanto al suo assistito. A Leicester, in Uk, uno studente 22enne si è visto rifiutare qualche giorno fa il trasporto dell’animale-guida perchè considerato “impuro” per la religione dell’autista, che non è stata però specificata. In questo caso l’azienda si è scusata pubblicamente. In Usa, Uber nega politiche discriminatorie, ribadisce che i cani-guida e altri animali di servizio hanno pieno diritto al trasporto ma sostiene anche che, trattandosi solo di un servizio che connette autisti e passeggeri, non ha l’obbligo di sottostare a tutte le norme che governano il trasporto pubblico. Ma un tribunale di San Francisco, California, non è d’accordo. E ha disposto che Uber informi esattamente i driver dei propri obblighi, si impegni a rimuoverli dalla piattaforma in caso di mancato rispetto delle disposizioni e l’ha anche condannata al pagamento di 225mila dollari, in tre anni, alla Nfb. Uber, lo spiega qui, invierà ora avvisi pop-up sulla app dei driver e comunicazioni periodiche per ricordare loro gli obblighi nei confronti degli animali di assistenza. Mark Riccobono, presidente della National Federation of the Blind, ha detto che “Uber e altri servizi analoghi rappresentano, quando funzionano a dovere, delle opportunità straordinarie” per la vita di ipo e non vedenti. Purtroppo la Disability Rights Advocates, un’associazione di consumatori disabili, sta trattando una controversia con un concorrente di Uber, Lyft, per lo stesso genere di problemi.

Abbiamo già scritto di cani guida qui, qui e qui su 24zampe.