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La paziente e silenziosa battaglia della tartaruga italiana, minacciata da quella Usa

2010 ROSSIN giu29 testuggine PALUSTRE EUROPEA (14)(1)
E’ l’unica specie di tartaruga palustre che ha origini italiane. Da circa 30 anni, con proverbiale pazienza, la Emys orbicularis combatte una silenziosa guerra senza quartiere con l’americana Trachemys scripta per la sopravvivenza dei propri figli nell’habitat di origine. Considerata “minacciata” (endangered, dicono gli americani), e per questo inserita nella Lista Rossa delle specie in via di estinzione, l’Italia ha scelto Emys erbicularis come testimonial della campagna europea “Let it grow! – Lascialo crescere!” che in Italia verrà inaugurata oggi al Parco Natura Viva di Bussolengo (Vr) con il primo di sei “weekend della scienza”, consacrato alla causa della lotta alle specie aliene. “La Trachemy scripta, l’antagonista americana della nostra tartaruga palustre, è stata introdotta in Italia a partire dalla metà degli anni ’80 in seguito agli abbandoni di privati che dopo l’acquisto, hanno pensato di disfarsene – spiega Telmo Pievani, professore di Filosofia delle Scienze biologiche presso l’Università di Padova – . Ma noi possiamo arginare la diffusione delle specie aliene, riconoscendole e sapendole collocare.  Secondo la rivista Science, queste rappresentano oggi la seconda causa, dopo la deforestazione selvaggia, di estinzione di massa della biodiversità”. Di specie invasive abbiamo già scritto qui su 24zampe, quando uno studio ha calcolato che negli ultimi 30 anni il loro numero sarebbe cresciuto del 76 per cento, con una spesa per i Paesi europei di oltre 12 miliardi di euro all’anno. L’Italia, uno degli ecosistemi più biodiversi ma particolarmente vulnerabile all’ingresso delle specie aliene a causa delle sue caratteristiche geografiche e climatiche, ospita 3mila specie terrestri, circa metà animali e metà vegetali. Se ne è parlato all’Università La Sapienza, nel corso dell’incontro “Le specie aliene in Italia: emergenze e ri-emergenze per Ambiente e Salute”, organizzato dalla Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell’Ambiente.
  • Guido Minciotti |

    Grazie del suo commento. Se le interessa, le segnalo questo altro post sulle specie invasive e il relativo interessante dibattito nella sezione commenti: http://guidominciotti.blog.ilsole24ore.com/2015/12/19/nutrie-scoiattoli-e-gamberi-per-lue-sono-specie-invasive-dal-2016-obbligo-eradicazione/
    Grazie di leggere 24zampe e saluti, gm

  • Angelo Troi |

    Difficile credere che in Italia possa essere applicata una razionalità scientifica. Si è tentato di salvare lo scoiattolo rosso dall’invasione dello scoiattolo bruno, di proteggere i fiumi dalla nutria e la fauna dai domestici inselvatichiti, ma l’effetto è stato quasi opposto. Si preferisce non vedere il danno reale e “salvare” le specie che lo causano, nascondendone le conseguenze all’opinione pubblica.

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