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Indagine Peta sulla macellazione degli struzzi per borse e scarpe di lusso

 
struzzi
Un’altra rivelazione in grado di scuotere le coscienze nei confronti del mondo della moda e del lusso. Questa mattina, l’associazione animalista Peta ha pubblicato la prima indagine in assoluto sull’industria della macellazione di struzzi, di cui si conosce poco. Nel video, visibile qui, giovani pennuti sono uccisi per diventare borse, scarpe e cinture di lusso per Hermès, Lvmh, Prada e altre grandi case di moda europee. Pochi mesi fa, Peta aveva diffuso un’indagine sui maltrattamenti ai coccodrilli che aveva indotto Jane Birkin, cui Hermès ha intitolato una delle sue borse, a chiedere di ritirare l’abbinamento al suo nome. Dopo poche settimane, in cui l’azienda del lusso aveva preso provvedimenti e verificato i processi produttivi dei fornitori, l’incidente era rientrato.
Gli investigatori di Peta Usa, stavolta, hanno ottenuto delle videoriprese dall’interno di macelli sudafricani gestiti dai due più grandi produttori di struzzi al mondo, i quali forniscono più del 85% di tutti i prodotti di struzzo a livello globale. Le immagini mostrano – e una voce spiega – come gli uccelli, le cui uova si sono schiuse da poco e che “normalmente vivrebbero diversi anni con i loro genitori”, sono tenuti dentro recinti in precarie condizioni igieniche finchè non vengono caricati sui camion diretti al macello. Una volta arrivati, gli struzzi di solo un anno di età vengono messi a testa in giù in una macchina per essere storditi elettricamente, dopodichè vengono espulsi per il taglio della gola. Le loro piume vengono strappate per creare la superficie con i nodi a “pelle d’oca” che viene spesso usata per le borse Birkin e Prada e altri prodotti di “lusso”.
Dopo queste rivelazioni, Peta – il cui motto dice in parte “gli animali non sono nostri da indossare” – chiede a gran voce a Hermès, Prada e agli altri brand di moda di cessare la vendita di articoli confezionati con pelle di struzzo e pelle di animali esotici, e ai consumatori di evitare di acquistarli. “Giovani struzzi, intelligenti, sensibili e curiosi – spiega nel video il direttore di Peta Mimi Bekhechi -, vengono trattati come le vittime di un film dell’orrore solo perchè qualcuno vuole una borsa Birkin con i bozzi o un portafoglio di Prada a `pelle d’oca´. Peta chiede a tutti i consumatori di rinunciare alla pelle e scegliere tra i molti bellissimi accessori vegani d’alta qualità, fatti con il rispetto per gli animali”.  Questa è la seconda indagine-shock di Peta sui fornitori di pelli esotiche di Hermès e il primo sguardo dentro la realtà dei fornitori di Prada.
  • mauro torelli |

    non è più sostenibile una crudeltà così.

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