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Il Canada salva la casa (da tre milioni di ettari) dell’orso “spirito”

L'orso "spirito" nella forsesta della provincia canadese della British Columbia, Canada, in una foto diffusa l'8 febbraio 2016. Dopo una battaglia durata vent'anni, è salva la casa dell'orso "spirito", un animale dalla pelliccia chiara protagonista dei racconti mitologici dei nativi canadesi e americani. Il governo della provincia canadese della British Columbia e i governi di oltre venti Prime Nazioni indigene hanno infatti annunciato un accordo per la salvaguardia della Foresta del Grande Orso del Canada. ANSA/ UFFICIO STAMPA GREENPEACE ++HO - NO SALES EDIORIAL USE ONLY++

Dopo una battaglia durata vent’anni, è salva la casa dell’orso “spirito”, un animale dalla pelliccia chiara protagonista dei racconti mitologici dei nativi canadesi e americani. Il governo della provincia canadese della British Columbia e i governi di oltre venti Prime Nazioni indigene hanno infatti annunciato un accordo per la salvaguardia della Foresta del Grande Orso del Canada. L’intesa, sostenuta da alcune organizzazioni ambientaliste come Greenpeace, sancisce la protezione di tre milioni di ettari di foresta, un territorio grande quanto il Belgio, habitat di lupi, grizzly, uriette marmorizzate e del rarissimo orso kermode o orso spirito (nella foto Ansa), una sottospecie di orso nero che vive lungo le coste centro-settentrionali della Columbia Britannica.

 

L’orso si contraddistingue per la pelliccia bianca o color crema, non dovuta all’albinismo né a una parentela con l’orso polare, ma a un allele recessivo molto comune nella popolazione, tanto da interessare il 10% degli esemplari. Grazie all’accordo, spiega Greenpeace, ora nell’85% della Foresta è proibito il disboscamento: cedri millenari e imponenti pecci di Sitka non dovranno più temere le motoseghe. Ciò eviterà la liberazione nell’atmosfera di circa 640mila tonnellate di CO2 all’anno, e permetterà alle Prime Nazioni, che abitano da sempre queste territori, di vedere riconosciuti i propri diritti. Nel restante 15% del territorio – circa 550mila ettari – sarà consentita la silvicoltura a fini commerciali, soggetta a uno dei regolamenti più severi al mondo. (Ansa)