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Capre italiane “sparite” in Afghanistan, imbarazzo al Pentagono

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Capre italiane che imbarazzano il Pentagono. Un nuovo rapporto – svelato dalla rivista Mother Jones – mostra come il Dipartimento alla difesa americano abbia caricato su di un aereo e trasportato in Afghanistan alcuni esemplari di razza pregiata nell’ambito di un progetto costato ben 6 milioni di dollari. E teso a rilanciare l’industria del cachemire nel Paese martoriato da anni di guerre. Ora pero’ il Congresso vuole vederci chiaro. Anche perche’ al Pentagono delle capre non hanno più traccia, e qualcuno sospetta che siano state uccise, cotte e mangiate. Cosi’ il Senato americano ha chiamato a testimoniare l’inviato speciale per la ricostruzione in Afghanistan, John Sopko, che ha fatto innanzitutto il punto sugli sforzi compiuti per rianimare l’economia afghana, costati finora oltre 600 milioni di dollari.
Ma quello che si vuole appurare è se dietro all’invio di nove capre bionde di razza rara si nasconda uno spreco di denaro pubblico (nella foto Ap: capre a Herat, in Afghanistan). Il ‘progetto cachemire’ del Pentagono prevedeva, oltre all’invio degli animali‘, anche la realizzazione di una fattoria e quella di un laboratorio in grado di certificare la lana prodotta. Un piano che prevedeva la creazione di 350 posti di lavoro. Ma – ha ammesso Sopko – l’attuazione del programma e’ sfuggita a ogni controllo, con la sorte delle nove capre sconosciuta. Non è il solo esempio di progetti americani in Afghanistan sfuggiti ad ogni tipo di vigilanza: uno da 150 milioni di dollari per la sicurezza privata e gli alloggi per i funzionari del Pentagono; uno da 47 milioni di dollari per realizzare una sorta di Sylicon Valley afghana; un altro da 7,5 milioni di dollari per aumentare le vendite dei tappeti fatti a mano. (Ansa)