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Bracconaggio, uccisi 30mila elefanti l’anno e solo in Sudafrica 1.175 rinoceronti nel 2015

AGGIORNAMENTO DEL 21 GENNAIO 2016
I bracconieri hanno ucciso 1.175 rinoceronti in Sudafrica nel 2015. Un numero che registra un leggero calo rispetto all’anno precedente, quanto furono 1.215 gli animali uccisi. «Siamo molto felici di annunciare che per la prima volta in 10 anni, la situazione del bracconaggio si è stabilizzata», ha detto oggi il ministro per l’Ambiente Edna Molewa. I rinoceronti vengono uccisi a fronte della crescente domanda del loro corno da parte dei Paesi asiatici, dove viene usato per le sue presunte proprietà mediche.
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POST ORIGINALE DEL 10 GENNAIO 2016
Ogni anno i bracconieri uccidono 30mila elefanti africani per impadronirsi delle zanne d’avorio, circa 80 al giorno. In Sudafrica nel 2015, invece, per il terzo anno consecutivo sono stati colpiti oltre mille rinoceronti, “solo” 3 ogni giorno, per rubarne il corno che alimenta un florido mercato illegale fondato su superstizione e ignoranza: si crede doni salute e vigore, combatta il cancro e sconfigga l’impotenza. Viene venduto a circa 100mila dollari il chilogrammo, più della cocaina. E pensare che è formato da cheratina, come le unghie o i capelli (nella foto diNaomi Stolow/PA/Lapresse, un elefante sudafricano fotografato per il concorso Outdoor photographer of the Year 2015).
Undated handout photo issued by  the, Outdoor Photographer of the Year, (OPOTY)  competition, of the winning entry in the Wildlife Insight category taken in South Africa of an elephantÕs trunk with vegetation by Naomi Stolow  from north London. PRESS ASSOCIATION Photo. Issue date: Thursday December 31, 2015. The overall winner will be announced live at the Outdoor Adventure & Travel Show at London ExCeL, in the UK, on Saturday 13th February 2016. Photo credit should read: Naomi Stolow/PA Wire NOTE TO EDITORS: This handout photo may only be used in for editorial reporting purposes for the contemporaneous illustration of events, things or the people in the image or facts mentioned in the caption. Reuse of the picture may require further permission from the copyright holder.  LaPresse Only italy Outdoor Photographer of the Year 2015 competition
In vista della 66esima riunione del Comitato permanente della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (Cites), che inizia domani a Ginevra (fino al 15 gennaio), il Wwf lancia l’allarme sull’impennata dei crimini commessi ai danni della fauna selvatica, auspicando “un aumento degli sforzi globali” da parte del Cites. Primo punto all’ordine del giorno sulle sponde del lago svizzero saranno gli elefanti, di cui in Africa sono rimasti 470mila esemplari contro una popolazione stimata fra i 3 e i 5 milioni nel 1900. Il Comitato esaminerà i progressi compiuti nell’attuazione dei Piani d’azione nazionali sull’avorio da parte delle 19 nazioni coinvolte nei traffici illegali. Alcuni sforzi sono stati compiuti, sotto la spinta del principe William di Inghilterra, duca di Edimburgo. Ne abbiamo scritto qui su 24zampe.
“Alcuni Paesi, tra cui la Tailandia, hanno fatto progressi significativi, ma sono troppi i Paesi che hanno fatto poco o non abbastanza”, come Nigeria, Angola e Laos, spiega Carlos Drews del Wwf. Il Comitato discuterà anche la situazione dei rinoceronti, per cui il Wwf chiede alla Cites di “applicare una pressione supplementare sui paesi più pesantemente coinvolti nel commercio” come Vietnam e Mozambico. Sul tavolo ci sarà poi il commercio illegale di legname dal Madagascar, ebano e palissandro in testa, che ha un giro d’affari paragonabile al commercio dell’avorio dall’Africa.