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Cani randagi, dalla Basilicata un progetto-pilota di sterilizzazioni ma per l’Anmvi è ” totalmente fuori dalla normativa vigente”

AGGIORNAMENTO DEL 14 NOVEMBRE 2015 – ANMVI: IN BASILICATA PIANO RANDAGISMO FUORI DALLE REGOLE
 «Il protocollo d’intesa per il controllo del randagismo in Basilicata firmato dal sottosegretario alla Salute Vito De Filippo cancella in un colpo solo 15 anni di legislazione veterinaria. Con questo atto, pur avendo ricevuto la delega alla veterinaria, ignora una professione sanitaria del suo ministero, che in Italia vede attivi 15mila professionisti, abilitati dallo Stato, esercitanti in 7.500 strutture sanitarie autorizzate per le cure agli animali da compagnia». Lo denuncia l’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), annunciando che ricorrerà alle «vie legali nei confronti di enti e persone che in attuazione del protocollo violeranno l’ordinamento veterinario e chiede un incontro urgente al ministro Beatrice Lorenzin e al sottosegretario De Filippo». Il Protocollo – che si basa principalmente sulle sterilizzazioni chirurgiche -«è totalmente al di fuori dell’ordinamento vigente – sottolinea l’Anmvi – e qualora applicato violerebbe numerose disposizioni di legge, molte delle quali emanate dallo stesso ministero della Salute. Il progetto – come da comunicato stampa ministeriale – prevede `una clinica mobile dotata delle attrezzature necessarie per eseguire gli interventi di sterilizzazione´. La Legge – come confermato dal ministero della Salute in occasione di analoga iniziativa nei territori abruzzesi – non prevede strutture veterinarie mobili. L’Accordo Stato-Regioni del 26 novembre 2003, che definisce i requisiti per l’autorizzazione sanitaria, contempla- a garanzia del paziente – solo strutture veterinarie fisse».
La normativa sulle ambulanze veterinarie, continua l’associazione «non consente che su tali mezzi, adibiti esclusivamente a trasporto e primo soccorso d’emergenza, possano svolgersi interventi chirurgici sui pazienti animali. La chirurgia richiede attrezzature, dispositivi e condizioni di sicurezza non presenti su tali mezzi e pertanto – qualora eseguita- esporrebbe il paziente animale ad elevati rischi anche in fase post-operatoria. La circostanza che si tratti di animali randagi non giustifica il ricorso a procedure prive di garanzie per il loro benessere. La sterilizzazione chirurgica è un intervento in anestesia totale, che in soggetti compromessi come i randagi può comportare complicazioni». Il progetto si realizzerebbe – continua l’Anmvi – «`nel rispetto dei protocolli sanitari´, che ad oggi non esistono. Gli unici protocolli veterinari per la sterilizzazione chirurgica validati dalla comunità scientifica veterinaria sono quelli proposti dall’Anmvi al ministero della Salute al tavolo permanente della veterinaria inaugurato a giugno dal sottosegretario De Filippo e mai più convocato. Il ministero della Salute, invece di affidarsi ai medici veterinari, si avvale `della grande esperienza´ di volontari le cui buone intenzioni non ne fanno dei laureati in medicina veterinaria. I veterinari liberi professionisti italiani assistono preoccupati al loro disconoscimento da parte del loro dicastero».
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POST ORIGINALE DEL 13 NOVEMBRE 2015
Prende il via dalla Basilicata un progetto-pilota nazionale per il controllo del randagismo. Il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, l’assessore regionale alle Politiche della Persona, Flavia Franconi, e la presidente dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa), Carla Rocchi, hanno firmato oggi a Roma un protocollo d’intesa. L’obiettivo e’ quello di mettere in campo un piano di sterilizzazione capillare, soprattutto nei luoghi dove il fenomeno e’ piu’ diffuso e diventa difficile catturare e spostare gli animali, per contenere la crescita a dismisura della popolazione canina.
Il randagismo e’ un problema molto sentito dai cittadini e dai Comuni, non solo dal punto di vista sanitario per i rischi di aggressione e morsi, ma anche economico, date le difficolta’ dichiarate degli enti locali a costruire e a gestire canili e strutture di ricovero. Il protocollo si avvale dell’esperienza maturata sul territorio nazionale dall’Enpa. L’Ente mette a disposizione un’equipe specializzata, una clinica mobile dotata delle attrezzature necessarie per eseguire gli interventi di sterilizzazione nel rispetto dei protocolli sanitari e un automezzo omologato con gabbie di contenimento per il trasporto degli animali verso i luoghi di convalescenza.
Con la collaborazione della Regione, invece, le autorita’ sanitarie locali, di cui l’Azienda potentina Asp e’ capofila, si impegnano a individuare su tutto il territorio della Basilicata le strutture idonee in cui ricoverare gli animali sterilizzati e a fornire i medicinali veterinari e i presidi medici. Le attivita’ sono svolte secondo la programmazione e sotto il coordinamento del Servizio veterinario competente. Sulla base dei risultati ottenuti, infine, il ministero della Salute valutera’ se estendere il progetto su tutto il territorio nazionale. (Asca)
  • Enzo |

    Speriamo riesca

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