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Non tutti sono contro il veterinario cacciatore di Caluso: i suoi clienti e FederFauna lo difendono

AGGIORNAMENTO DEL 10 DICEMBRE 2016 – INCIDENTE IN MONTAGNA, MUORE PONZETTO
E’ Luciano Ponzetto, 55 anni di Orio Canavese, la vittima dell’incidente di montagna avvenuto nel pomeriggio di quota a Valprato Soana. Circa un anno fa era finito in una bufera mediatica per la sua passione per la caccia, da molti giudicata incompatibile con la professione veterinaria. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si sarebbe allontanato per inseguire una preda. Scivolato sul terreno innevato, nonostante indossasse i ramponi, è precipitato oltre un salto di roccia a quota 2.000 metri in località Piano della Marmotta. All’arrivo del soccorso alpino, allertato da un compagno di battuta, non c’è stato nulla da fare per l’uomo, veterinario con studio a Caluso e molto noto nel Torinese. Un anno fa c’erano state polemiche per alcune sue foto, postate sul web, che lo ritraevano durante alcuni safari in giro per il mondo. Contestato, in particolare, lo scatto in cui sorrideva accanto ad un leone appena abbattuto in Tanzania. Un po’ come avvenne per il dentista del Minnesota che un paio d’estati fa si era fatto fotografare davanti a Cecil, il leone simbolo dello Zimbabwe ucciso in una battuta di caccia. “La professione di veterinario non è incompatibile, né sotto il profilo deontologico né sotto quello morale, con attività di caccia o safari”, si era giustificato il veterinario-cacciatore, difeso anche dai suoi clienti quando l’Enpa ne aveva chiesto la radiazione dall’albo. Il professionista era però stato allontanato dal canile di Caluso, di cui era il direttore sanitario. La salma dell’uomo, recuperata nel pomeriggio dal soccorso alpino di Valprato Soana, è stata portata all’ospedale di Cuorgnè a disposizione della procura di Ivrea.
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POST ORIGINALE
Non tutti si schierano contro Luciano Ponzetto, il veterinario di Caluso, in provincia di Torino, finito nella bufera per le foto diffuse sul web accanto alle prede uccise durante un safari. Dopo gli insulti, gli striscioni di protesta (ne abbiamo parlato qui su 24zampe) la cacciata dal canile di Caluso e i comunicati delle associazioni animaliste (qui quello di Enpa, che ne chiede la radiazione dall’albo e la revoca delle convenzioni con i canili pubblici), arrivano anche attestati di solidarietà. ponzetto
“#iostoconilDottorPonzetto” è lo striscione appeso sulla facciata del suo studio veterinario, a Caluso (nella foto). Sulle vetrine sono state appiccicate decine di fotografie di animali che lui ha in cura. “E’ un valido professionista che ha sempre esercitato la sua professione con impegno – dicono i clienti dell’uomo -. E’ il veterinario che abbiamo scelto”.
A favore del medico è intervenuta anche la FederFauna: “Veterinaria e caccia compatibili, entrambe salvano animali – sostiene l’associazione degli Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali sul proprio sito, qui -. Non certo di andare a caccia dovrebbe vergognarsi un veterinario. Ma il punto ora è un altro: la caccia, come la Veterinaria, contribuisce a salvare animali! Qualsiasi cosa dicano gli animalisti, la caccia preserva gli animali selvatici dall’estinzione, anche nei territori fortemente antropizzati”.
luciano_ponzetto
  • Franco |

    Del tutto ovvio che certe associazioni che proprio dai cacciatori ottengono parte dei propri introiti sotto forma di tessere associative, supportino l’operato del veterinario-cacciatore. Semmai mi sarei stupito del contrario.
    Veterinaria e caccia non costituiscono due facce della stessa medaglia come la si vorrebbe vendere qui, ma sono due attività agli antipodi: la veterinaria ha come scopo quello di curare e salvare animali, la caccia quello di ucciderli. Punto! Non c’è parola di associazione che possa controvertere questo dato di fatto. Chi uccide leoni, lo fa per soddisfare il proprio piacere venatorio, non certo per preservare i leoni o qualsiasi altro animali.
    Ai clienti di tutti i veterinari-cacciatori, solo un appello: non dimenticate mai che i questi signori per soddisfare la propria passione venatoria usano anche i soldi che voi gli pagate per curare i vostri animali: quindi voi stessi siete finanziatori di uccisioni di splendidi animali che non contano di certo meno dei vostri, e che benchè legalizzate restano sempre uccisioni per ‘sport’.

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