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Bestiario in breve. Usa: Peta accusa De La Renta ma sbaglia, squalo killer in Mozambico, balene spiaggiate a Calais

USA: MODA, DE LA RENTA SMENTISCE PETA “NON USIAMO PELLE DI ELEFANTE, E’ SERPENTE”

Oscar de la Renta non vende capi realizzati con la pelle di elefante. Lo riferisce la stessa maison, come riporta Wwd qui, in seguito alle affermazioni di Peta che martedì scorso (qui) ha puntato il dito contro la griffe disegnata da Peter Copping. Secondo l’associazione animalista infatti, il sito di shopping online Gilt avrebbe messo in vendita un modello di scarpe de la Renta in pelle di elefante. Immediata la replica da parte della maison. «Peta ha pubblicato sul proprio sito web un annuncio secondo il quale Oscar de la Renta avrebbe utilizzato pelle di elefante per realizzare alcuni accessori – ha detto un portavoce – ma tutto ciò non è vero, come ha riferito lo stesso gruppo Gilt, spiegando di aver descritto per sbaglio un nostro prodotto come 100% pelle di elefante. Si sono scusati e hanno provveduto a correggere l’errore nel loro portale.» «Purtroppo molti degli utenti che hanno letto la didascalia errata si sono indignati, così come lo siamo noi – ha concluso il portavoce – Oscar de la Renta non utilizza e non utilizzerà mai la pelle di elefante per le proprie collezioni». Secondo quanto riporta Wwd, è probabile che l’equivoco sul tipo di pellame sia stato provocato dalla parola elaphe, (il serpente elaphe quatuorlineata, conosciuto con il nome di cervone, ndr) la cui pelle è spesso utilizzata nell’industria della moda. «Vendendo pelle di elefante sia Gilt sia Oscar de la Renta sono complici del massacro di questi animali intelligenti, sociali ed empatici» aveva scritto Peta sul proprio sito web, prima che arrivasse la smentita da parte della griffe. (Kronos)

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MOZAMBICO: ANCORA ATTACCHI DI SQUALI NELLA BAIA DI INHAMBANE
E’ ancora caccia aperta allo `squalo killer´ che da oltre due settimane semina il panico tra gi abitanti della baia di Inhambane. Il governo di Mozambico aveva autorizzato la cattura e l’uccisione dell’animale, dopo gli attacchi ai danni di pescatore (al quale gli e’ stato amputato un braccio) e a una donna, rimasta uccisa. Nel fine settimana si e’ registrato un altro attacco: sempre ai danni di un pescatore. L’uomo e’ stato salvato ma lo squalo gli ha strappato tutte e deu le braccia.
L’operazione che Maputo ha organizzato per catturare e uccidere l’animale, coinvolge circa 60 persone. Il Mozambico e’ il regno incontrastato degli squali, soprattutto quelli balena. E la baia Inhambane – uno dei principali punti di riferimento turistici -, e’ considerata il paradiso di questi pesci ma al tempo stesso e’ ritenuta la zona piu’ pericolosa. Tre dei quattro attacchi contenuti nei documenti storici dell’Istituto nazionale marittimo si sono verificati proprio nella baia di Inhambane. (Agi)
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FRANCIA: DIECI BALENE SPIAGGIATE A CALAIS, SE NE SALVANO SOLO TRE
Un branco di dieci balene si è arenato sulla spiaggia di Calais, il porto francese affacciato sulla Manica, tristemente noto per l’emergenza migranti. Sei dei mammiferi sono stati ritrovati morti. I pompieri e i membri della Lega per la protezione degli animali hanno tentato di salvare i quattro rimasti in vita. Tutte le balene sono state rimesse in acqua, ma solo tre sono riuscite a prendere il largo, la quarta non è sopravvissuta. “Si tratta di una famiglia intera. L’ipotesi più probabile e’ che il maschio dominante sia morto in alto mare e che il resto della famiglia l’abbia accompagnato fino a riva”, spiega l’esperto Jacky Karpouzopoulos. (Ansa)