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Bestiario in breve. Tenta di soffocare gatto a Cremona, operato mini-geco a Roma, cinghiali sul Gran Sasso, sequestro a Taranto

CREMONA: TENTA DI SOFFOCARE UN GATTO, DENUNCIATO
La polizia di stato di Cremona ha denunciato un professionista in pensione per il reato di maltrattamenti di animali in quanto sorpreso mentre cercava d’infilare all’interno di una busta un gatto dopo averlo legato per le zampe e ficcatogli una spugna in bocca. Ad avvertire gli agenti, una telefonata alla sala operativa: una persona segnalava di aver inseguito un uomo dopo averlo sorpreso poco prima per strada intento a infilare in una busta un gatto legato con delle corde il quale, vistosi scoperto, aveva cominciato a correre abbandonando l’animale e facendo perdere le proprie tracce. Gli agenti giunti sul posto verificavano che il gatto, nel frattempo liberato, era fortunatamente in buone condizioni ed era stato portato in un gattile che si trovava li’ vicino. Una volta contattati i proprietari a cui veniva restituito l’animale, gli agenti raccoglievano tutti gli elementi utili a identificare l’autore del crudele gesto. Grazie agli accertamenti svolti si riusciva quindi a individuare la persona, un vicino di casa dei proprietari del felino, che convocata in Questura ammetteva di essere lui il colpevole tentando di giustificarsi con il fatto di essere stanco delle continue incursioni del gatto in casa propria. (Agi)
ROMA: OPERATO UN RARISSIMO MINI-GECO DA 2 GRAMMI
Un geco di pochi centimetri di lunghezza e di scarsi due grammi di peso operato alla Clinica per animali esotici di Roma, specializzata nell’aiutare creature speciali come il neonato rettile, «ora in ottima forma e in procinto di tornare a casa», assicura il veterinario Nicola Di Girolamo, che con Paolo Selleri è intervenuto sul gechino, «affetto da onfalite, infiammazione dell’ombelico dovuto a un residuo del `sacco vitellino´, simile al cordone». Il mini-paziente, appartenente alla rarissima specie Nephrurus e proveniente dall’unico allevamento in Europa di questi simpatici e dolci rettili, «ha un elevato valore economico, ma soprattutto di conservazione della specie: se l’infezione avesse avuto un’evoluzione, lo avrebbe ucciso. Dopo una blanda anestesia siamo intervenuti rapidamente tagliando e cauterizzando allo stesso tempo grazie al laser. Il geco ora sta bene, è stato 24 ore in osservazione e oggi tornerà a casa». (Kronos)
PARCO GRAN SASSO: INCONTREREMO SINDACI AREA SU TEMA CINGHIALI A LORO BOZZA DI NUOVO DOCUMENTO PER CONTENIMENTO DELLA SPECIE

«L’Ente Parco valutera’ attentamente le risultanze dell’incontro che ha riunito oggi ad Assergi numerosi amministratori e portatori d’interesse sul tema della gestione dei cinghiali e dei problemi che essi rappresentano per il territorio». Cosi’ il vice presidente dell’Ente Parco Gran Sasso e Monti della Laga, Maurizio Pelosi, che si e’ detto «molto soddisfatto per l’ampia partecipazione del territorio» all’iniziativa intrapresa di concerto con gli altri componenti del consiglio direttivo. «Il prossimo passaggio, dopo il confronto di oggi- spiega una nota del parco- sara’ un incontro con i sindaci dei Comuni del Parco, ai quali sara’ sottoposta la bozza di un nuovo documento per il contenimento della specie».

Dal Parco segnalano la «presa d’atto della eccezionale gravita’ del problema, per i danni causati all’agricoltura e in generale alle attivita’ antropiche, molte e differenziate sono le posizioni che si sono confrontate oggi». Da una lato, come contemplato dal Piano di Contenimento adottato dal Parco, «le operazioni di cattura tramite il posizionamento di gabbie, formula di cui e’ stata rappresentata l’efficacia, la sicurezza ed anche il beneficio economico che puo’ arrivare agli agricoltori dalla vendita delle carni dei cinghiali catturati». Dall’altro «la richiesta giunta da piu’ parti all’Ente Parco di voler considerare anche altri metodi, associando alle gabbie anche azioni di abbattimento selettivo».
«Il Consiglio Direttivo e’ mancato per otto anni – ha sottolineato Pelosi – e con esso anche il territorio e’ stato poco presente nelle scelte dell’Ente. In qualita’ di amministratori conosciamo le realta’ locali e proprio per questo abbiamo scelto di affrontare democraticamente la questione dei cinghiali, ascoltando le posizioni di tutti». (Dire)
AGGIORNAMENTO DEL 30 SETTEMBRE 2015 – COLDIRETTI ABRUZZO SODDISFATTA DELLA PROROGA AL 16 OTTOBRE
Coldiretti Abruzzo esprime soddisfazione per la proroga dei termini del bando per l’erogazione dei contributi finalizzati alla prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica alle colture, concessa dal Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga su richiesta esplicita della organizzazione agricola. La proroga dei termini, inizialmente previsti il 30 settembre e ora posticipati al 16 ottobre, e’ stata annunciata oggi all’indomani dell’incontro sui cinghiali che si si e’ tenuto ad Assergi e consentira’ di «soddisfare le esigenze di elevato numero di imprese agricole che abitualmente subiscono ingenti perdite economiche dovute all’incursione dei cinghiali affamati e pericolosi». Una buona notizia per le imprese agricole, ma ancor di piu’, sottolinea Coldiretti, «un importante segnale di una inversione di tendenza da parte dell’area protetta nei confronti di tale problematica». «Dopo anni di confronti e battaglie, ci fa piacere constatare – evidenza Coldiretti Abruzzo – l’atteggiamento piu’ aperto e costruttivo da parte del Parco nazionale nei confronti di una problematica troppo spesso fraintesa. L’apertura del parco anche verso l’abbattimento selettivo e’ segno tangibile di una nuova visione del problema. Da parte nostra, non abbasseremo la guardia e continueremo a lavorare per risolvere una volta per tutte questo problema sperando, oggi piu’ che mai, nella condivisione di tutti i soggetti e gli enti interessati».
TARANTO: SEQUESTRATI 77 CAPI IN AZIENDA PER CARENZE IGIENICO-SANITARIE
Gravi irregolarità sotto il profilo igienico-sanitario riscontrate dai carabinieri in un’azienda zootecnica di Martina Franca, in provincia di Taranto, hanno portato al sequestro di 77 capi di bestiame. Nel corso delle verifiche, i militari hanno accertato che le condizioni igienico-sanitarie dei ricoveri degli animali erano precarie e inadeguate. Alcuni capi erano privi della documentazione necessaria all’identificazione. Ai controlli, condotti dai militari della Compagnia, hanno collaborato i Nas di Taranto. Una segnalazione è stata inoltrata all’Asl per l’eventuale emissione di un’ordinanza di sgombero e ordine di ripristino delle condizioni igienico-sanitarie previste per legge e 77 capi di bestiame comprensivi di bovini, ovini ed equini sono stati sequestrati a titolo cautelativo.