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Lingua blu, in Calabria protesta Anpa: “La Regione intervenga per porre rimedio a danni”

“Il virus della malattia Blue Tongue continua a manifestarsi e a diffondersi in modo cruento su quasi tutti i territori delle Provincie Calabresi, causando la morte di centinaia di capi ovini e bovini sensibili alla malattia”. Lo afferma il Presidente dell’Anpa (Associazione Nazionale Produttori Agricoli), Giuseppe Mangone, in una lettera inviata al Presidente della Regione, Mario Oliverio, ed ai direttori generali della Salute, Riccardo Fatarella, e dell’Agricoltura, Carmelo Salvino. “Anche il caldo – aggiunge – sta contribuendo alla diffusione del vettore culicoides della malattia. Quanto sta accadendo ripropone il tema della grave responsabilità del Servizio Veterinario Regionale che, nonostante i danni causati dalla Blue Tongue nell’estate 2014, nei territori delle Provincie di Cosenza e Crotone, così come a suo tempo denunciato dall’Anpa- LiberiAgricoltori Calabria, non ha previsto alcuna programmazione di prevenzione per evitare il diffondersi della malattia esotica”. La “lingua blu”, o “blue tongue”, o “febbre catarrale”, è una malattia causata da un virus che si trasmette attraverso la puntura di un insetto dagli animali malati a quelli sani. Non è trasmissibile all’uomo. Per saperne di più, cliccare qui. Ne abbiamo già parlato qui su 24zampe.
I PIANI DI PREVENZIONE
“Infatti, nei mesi invernali e primaverili – prosegue la lettera – non sono stati effettuati adeguati piani di prevenzione quali i prelievi sugli animali sentinella e le trappole per i culicoides controlli etmologici né tantomeno si è proceduto alla vaccinazione degli animali sensibili alla Blue Tongue, al fine di arginare la diffusione della malattia. Agli allevatori, oggi non rimane che quantificare gli esorbitanti danni che, quotidianamente, subiscono. La realtà, a tutt’oggi, è che la piccola e media imprenditoria zootecnica calabrese sta subendo un ulteriore duro colpo sul piano economico. In realtà un gran numero di allevamenti sono destinati a breve a chiudere la propria attività, caricandosi, inoltre, l’onere di sostenere le spese relative allo smaltimento degli animali morti”.
UNA LUNGA SERIE DI MANCANZE
“Quanto sta accadendo – continua – avrà sicuramente una ricaduta negativa su tutta la zootecnia calabrese e, in particolare, sulle filiere agroalimentari di prodotti tipici, tradizionali, Dop, Igp ecc. Il Servizio Veterinario Regionale, in questi ultimi anni, ha fallito, rendendo vulnerabile la Calabria per tutte le emergenze veterinarie. Non è stato completato nessun piano di eradicazione relativo alla brucellosi ovi-caprina e bovina, tubercolosi e leucosi bovina, per rendere gli allevamenti Calabresi ufficialmente indenni a queste malattie. Inoltre, la Malattia Vescicolare Suina, in questi ultimi mesi, sta mettendo in ginocchio l’imprenditoria del settore a causa dei vari focolai di malattia infettiva che ha coinvolto tutte le Province Calabresi, ultimamente anche Cosenza. Ciò anche perché non è stato attuato quanto previsto dalle normative vigenti in materia, al fine di evitare la diffusione della malattia (mancata Ordinanza del presidente della Regione Calabria con la quale si vietava la movimentazione in entrata e uscita dei suini dalle zone, territori, riconosciuti focolai). Infine, l’emergenza Ahtenia Tumida per la quale la Regione Calabria ha attuato l’Ordinanza del Presidente per evitare la diffusione della malattia con un mese e mezzo di ritardo, causando danni economici rilevanti. Tutto ciò in Calabria sta accadendo nonostante l’organico dei veterinari in forza ai servizi veterinari regionali sia almeno il doppio di quello delle altre Regioni d’Italia”.
INDENNIZZARE GLI ALLEVATORI COLPITI
“Per quanto sopra evidenziato – si conclude il messaggio inviato alla Regione Calabria dagli agricoltori – chiediamo al Presidente Oliverio un tempestivo intervento per porre rimedio alle varie inadempienze e incapacità relative alle emergenze veterinarie che stanno azzerando economicamente l’imprenditoria zootecnica calabrese. Inoltre chiediamo che vengano quantificati i danni in tempi velocissimi e che si proceda al giusto indennizzo degli allevamenti colpiti. Se non verranno date risposte in tempi brevi a garanzia e a tutela di tutti gli allevatori calabresi che hanno subito i danni, l’Anpa- LiberiAgricoltori Calabria sarà costretta ad intraprendere tutte le iniziative di mobilitazione necessarie”. (Ansa)