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Rapporto Zoomafia, reati contro animali: 24 fascicoli al giorno e un indagato ogni ora e mezza

La fotografia è quella di un paese che non ama gli animali. Nell’immagine del Rapporto Zoomafia 2015 si distinguono chiaramente i circa 24 fascicoli al giorno aperti in tutt’Italia per reati a danno di animali e una persona indagata ogni ora e mezza. Ma i contorni sono sfocati: in alcune procure – tante, da Aosta a Vibo Valentia – non esiste nemmeno un fascicolo per uccisione di animali in tutto il 2014, mancano i dati della procura di Brescia, che l’anno precedente aveva più di 300 procedimenti, infine i reati denunciati sono sempre una parte di quelli realmente compiuti. Un dato positivo c’è: calano dell’1,5% le denunce per reati contro gli animali.
I NUMERI DELLE PROCURE
In ogni caso, questi sono i numeri rilevati dall’Osservatorio Nazionale Zoomafia, che ha chiesto a tutte le Procure Ordinarie (136) e a quelle presso i Tribunali per i Minorenni (29) i dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2014, sia noti che a carico di ignoti, e al numero indagati per reati a danno animali. Le risposte sono arrivate da oltre il 63% delle Procure. Dall’analisi dei dati delle Procure il rapporto Zoomafia 2015 della Lav rileva che nel 2014, rispetto all’anno precedente, c’è stata una diminuzione dell’1,5%, delle denunce per reati a danno degli animali. Il totale dei procedimenti sopravvenuti nel 2014, sia a carico di noti che di ignoti, per i reati a danno degli animali e per il campione del 57% delle Procure Ordinarie, è di 5.065.
ABBANDONI DENUNCIATI E REALI
Nello specifico dei reati, nel 2014 sono sopravvenuti complessivamente, per l’abbandono di animali, 745 procedimenti con 651 indagati. Ma per la Lav c’è una “stridente differenza” tra i procedimenti penali sopravvenuti e i casi di abbandono di animali, considerando che ogni anno si stima siano circa 100mila gli animali abbandonati. Per il reato di uccisione di animali, nei distretti delle Procure di Aosta, Ascoli Piceno, Latina e Vibo Valentia, nel 2014 non è stato aperto neanche un fascicolo. I reati che riguardano spettacoli e manifestazioni vietati e combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali, confermano l’andamento degli anni precedenti.
CACCIATORI TRA GLI OSSERVATI SPECIALI
I reati previsti dalla normativa sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio si confermano i più diffusi dopo quello di maltrattamento di animali. In totale 963 con 854 indagati nel 2014. L’anno precedente, i procedimenti furono 1.410 per 1.225 indagati, ma quest’anno non sono pervenuti i dati della Procura di Brescia che influiscono notevolmente sulla media. Basti pensare che nel 2013 solo a Brescia ci furono 314 procedimenti con 258 indagati. Si tratta di fattispecie diverse non riconducibili tutte all’attività venatoria, poiché sono compresi, oltre ai classici reati commessi nella caccia o nel bracconaggio, anche reati come la vendita e commercio di fauna selvatica, la detenzione di specie particolarmente protette, o il possesso di fringillidi in numero superiore a cinque. Quest’anno, per la prima volta, sono stati chiesti anche i dati relativi al traffico illecito di animali da compagnia. Nelle Procure esaminate sono stati aperti 32 fascicoli, 26 noti e 6 ignoti, con 43 indagati.