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Mar Mediterraneo, con Sharklife alleanza storica tra squali e pescatori contro l’estinzione

Squali a rischio estinzione nel Mediterraneo. A fornire un quadro generale sulle condizioni in cui versano gli squali del Mare Nostrum ci ha pensato SharkLife nel suo convegno conclusivo presso la Società Geografica Italiana. Ogni anno nel mondo vengono uccisi circa 100 milioni di questi pesci, tra il 6,4% e il 7,9% della popolazione di squali di tutte le specie secondo uno studio della Dalhousie University in Canada. In Europa il 7,5% delle specie di pesci marini europei è a rischio di estinzione e il dato più allarmante riguarda proprio gli squali, insieme a razze e chimere (nella foto tratta dal sito www.dutchsharksociety.org, i pesci cartilaginei del Mar Mediterraneo).poster_cartilag_fish_1
Il più grande rischio di estinzione è dovuto alla pesca accidentale ma la collaborazione dei pescatori sta dando buoni risultati. Con il progetto Sharklife si è voluto dimostrare che gli ami circolari caratterizzati da una curva molto chiusa e già utilizzati per limitare il numero di catture accidentali di tartarughe marine, sono utili anche per evitare le catture dei trigoni. Per questo motivo l’Agci Agrital, associazione di cooperative di pescatori e partner del progetto, ha attivato la propria rete territoriale per programmare delle cale sperimentali utilizzando palangari armati con ami circolari in alcune regioni, ovvero Sicilia, Calabria e Puglia. Si è osservato che l’utilizzo e la diffusione su larga scala degli ami circolari riduce dell’80% la cattura accidentale del trigone viola.
“Abbiamo lavorato, con grande soddisfazione, alla costruzione di un’alleanza storica: quella tra i pescatori e gli squali – dichiara Stefano Di Marco, vice presidente nazionale del Cts – . Siamo certi che stiamo andando verso la giusta direzione e che i veri a beneficiarne saranno proprio gli squali che, all’apice della catena alimentare, giocano un ruolo fondamentale nel mantenimento degli equilibri dell’ecosistema marino. Basta con il terrore mediatico. Nel mondo mietono più vittime le zanzare che gli squali”. Un contributo alla conservazione degli squali arriva anche dal mondo della pesca sportiva.
La Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee e Nuoto Pinnato), partner del progetto SharkLife, per dare un segnale tangibile alla salvaguardia di questi animali grazie a questo progetto ha deciso di modificare il regolamento delle competizioni di pesca sportiva vietando il prelievo di tutte le specie di squali, razze e trigoni, e promuovendo tra i suoi associati l’attività di Tag and Release, che consiste nel “marcare” e successivamente rilasciare la preda dopo la cattura. (Kronos)