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Alle isole Faroe torna la “grindadràp”, la mattanza delle balene

Torna la “grindadràp”, la mattanza delle balene delle isole Faroe, l’arcipelago a governo autonomo posto tra l’Islanda e la Norvegia nell’oceano Atlantico del Nord, parte del Regno di Danimarca. Anche quest’anno centinaia di cetacei sono stati uccisi tra la disapprovazione globale e l’apparente assenza di condivisione emotiva locale. Gli animali marini sono spinti nelle 23 baie autorizzate dalle barche dei pescatori dove tutta la comunità isolana – adulti ma anche bambini di cinque anni – partecipa al massacro armata di coltelli, corde uncinate e arpioni. “Siamo rimasti fermi, senza parole e un po’ turbati”, hanno raccontato studenti inglesi in gita. Molti degli animali sono stati lasciati a contorcersi sui pontili per molto tempo prima di essere uccisi e “l’urlo delle balene era orribile, non sono morti in modo molto umano”, hanno aggiunto. La grindadràp fornisce alla popolazione abbastanza carne di balena per nutrirsi durante i freddi mesi invernali, si giustifica il portavoce del Ministero degli Affari Esteri e del Commercio delle Isole Faroe, “carne che altrimenti andrebbe importata dall’estero”. In media le circa 900 balene pilota catturate all’anno forniscono circa 500 tonnellate di carne di balena e grasso, il 30% della produzione totale locale. Ma la pratica è da sempre criticata dagli attivisti per i diritti degli animali, che ritengono il rituale crudele e non necessario. Nelle foto, scattate sulla banchina di Jatnavegur vicino a Vagar, le balene sollevate sulla banchina vengono macellate e il pescato suddiviso secondo un intricato e tradizionale sistema di distribuzione tra i partecipanti alla caccia e gli abitanti locali. Tutto è previsto dalla legislazione locale: i metodi di cattura, di uccisione e quali attrezzature sono consentite. (foto Afp e Reuters di Mads Claus Rasmussen/Ritzau Scanpix)

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Men skin the body of a pilot whale on the quay in Jatnavegur near Vagar on the Faroe Islands on August 22, 2018. - In the Faroe Islands it is legal and a tradition to catch pilot whales. If a bunch of whales are observed close to the coast, it is driven into one of the 23 approved whale bays. Here the whole flock is killed with knives. When the whales are lifted up on the quay, they are slaughtered. The catch is divided according to an intricate, traditional distribution system between the participants in the hunt and the local residents of the whale bay and people from the local area. Pilot whaling is subject to Faroese legislation, which sets the framework for the catching, killing methods and permitted equipment. The average annual catch is about 900 pilot whales, which corresponds to approximately 500 tons of whale meat and blubber. It accounts for about 30 percent of total local meat production in the Faroe Islands. (Photo by Mads Claus Rasmussen / Ritzau Scanpix / AFP) / Denmark OUT