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Tutta la vicenda dell’orsa KJ2 in Trentino, ricostruita e aggiornata

Ritorna d’attualità la questione degli orsi in Trentino. Dopo qualche settimana di tregua, seguiti alla bufera mediatica – conseguenza degli incontri ravvicinati tra cittadini a passeggio nei boschi trentini e plantigradi residenti -, si riaccende la polemica tra interventisti e chi vuole evitare di criminalizzare gli animali. Se serve un ripasso, su 24zampe ce ne siamo occupati qui.

 

AGGIORNAMENTO DEL 24 LUGLIO 2015: VOTATA RIDUZIONE NUMERO ORSI IN TRENTINO
Sarà ridotto il numero degli orsi presenti in Trentino: è l’obiettivo di una mozione presentata da tutte le minoranze, eccetto il M5s, approvata dal consiglio provinciale di Trento con il consenso della giunta provinciale. La mozione chiede all’esecutivo di concordare con il ministero competente un radicale revisione del progetto Life Ursus, che ha reintrodotto l’orso in Trentino. I recenti episodi di attacchi all’uomo hanno creato le condizioni per un’ampia convergenza sull’esigenza di contenere il numero degli orsi per renderlo “compatibile – ha spiegato il primo firmatario della mozione, Rodolfo Borga (Civica) – con la priorità della sicurezza per l’uomo”. La mozione è stata approvata con 31 voti favorevoli. Respinta, invece, la richiesta finale della mozione che proponeva di indire un referendum per conoscere l’orientamento dei cittadini sulla materia. La richiesta di consultazione popolare, ha annunciato la Lega Nord, sarà comunque depositata. (Ansa)
GLI AGGIORNAMENTI DEL 22 LUGLIO 2015
1. L’ORSA KJ2 SARA’ RINCHIUSA AL CASTELLER A TRENTO OPPURE UCCISA
Dopo alcuni giorni di silenzio sulla vicenda, dovrebbe essere imminente la cattura dell’orsa KJ2, responsabile dell’aggressione di un uomo a Cadine, in Trentino, il 10 giugno scorso. Il plantigrado verrà rinchiuso nell’area del Casteller a Trento oppure abbattuto, a seconda di quanto suggeriranno ragioni di opportunità e sicurezza. Le due opzioni sono già autorizzate dall’ordinanza adottata d’urgenza dopo l’episodio di Cadine dal presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi.
Il punto della situazione a Trento è stato fatto dall’assessore provinciale all’ambiente, Michele Dallapiccola, intervenuto ai lavori della terza commissione consiliare provinciale a Trento, riunita dal presidente Mario Tonina che ha affermato che “occorre restituire serenità ai trentini, elaborare risposte rapide e gestire quindi in modo positivo la prosecuzione di un progetto ereditato dal passato”.
L’assessore Dallapiccola ha spiegato la strategia adottata assieme al presidente Rossi e che si sta proponendo al ministro per l’ambiente Gian Luca Galletti. Non si prevede di fissare una soglia numerica complessiva degli orsi per il Trentino, che paradossalmente potrebbe portare all’eliminazione di orsi “buoni” e alla libera circolazione di altri “cattivi”, ma si vuole invece mano libera per intervenire nei confronti non solo degli orsi “dannosi”, ma di tutti quelli “problematici”, inclusi quindi quelli responsabili di attacchi all’uomo o altri comportamenti gravi, chiude la nota del Consiglio provinciale. (Ansa)
2. L’ATTACCO DI DIVINA (LEGA N.): TRENTINO INERTE SU ORSO
“Sono trascorsi ormai 41 giorni dall’adozione dell’ordinanza ‘contingibile e urgente’ del governatore Ugo Rossi di cattura di KJ2”, l’orsa che ha aggredito un escursionista sui monti del Trentino. Lo afferma il senatore della Lega Nord Sergio Divina, che parla di “un atto di ‘urgenza’ totalmente inevaso”. “Si deve pensare pertanto – afferma Divina – che vi siano gravi mancanze da parte del Corpo Forestale provinciale. Oltre all’incapacità di seguire con scrupolo il progetto Life Ursus, poiché dobbiamo dedurre che in Provincia non si conoscano né il numero né i movimenti dei nostrani plantigradi che tante preoccupazioni destano recentemente alla popolazione”. (Ansa)
GLI AGGIORNAMENTI DEL 17 LUGLIO 2015
1. LA FORESTALE: SI MANTENGA LUCIDITA’, NO A UCCISIONE ORSI
“No a imbracciare i fucili contro l’orso. Bisogna mantenere i piedi per terra e guardare all’importanza della biodiversità che vede nella presenza dell’orso sulle Alpi trentine un elemento fondamentale”. Questo il parere del Corpo Forestale dello Stato sulla richiesta avanzata al ministero dell’Ambiente dalla Regione autonoma del Trentino Alto Adige di modificare il Piano d’azione per la conservazione dell’orso bruno (il Pacobace) consentendo l’abbattimento dei plantigradi anche in caso di animali “dannosi” e non solo nei confronti di orsi che rappresentano un pericolo per l’uomo.
“Grazie a un’operazione brillantemente riuscita di ripopolazione dell’orso sulle Alpi compiuta dai trentini nel 1999 con l’introduzione di 10 orsi (7 femmine e 3 maschi) dalla Slovenia – spiega Daniele Zovi, comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato di Veneto e Friuli – oggi abbiamo raggiunto la cosiddetta soglia critica di 50 animali. Il che significa che la presenza della specie sull’arco alpino è salva. Ma siamo al minimo della soglia critica – avverte Zovi – se dovessero raddoppiare ne riparliamo”.
Secondo la Forestale, “si ha il dovere di cercare un equilibrio per una convivenza con questo animale prezioso potenziando tutte le forme di mitigazione possibile. Capita – ricorda Zovi – che dei danni gli orsi li creino e in quei casi sono danni che vanno risarciti, ma la presenza dell’orso porta comunque altrettanta ricchezza al territorio. Basti pensare che il parco Nazionale d’Abruzzo grazie alla presenza dell’orso si è ampliato diventato parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise perché la presenza del plantigrado attira i turisti e il territorio ne ha fortemente beneficiato”.Del resto, fino a qualche anno fa la popolazione trentina ne era ben consapevole, sottolinea il comandante dalla Forestale, “tanto è vero che l’orso è diventato il simbolo del Trentino, il logo persino del trasporto pubblico”.
“Bisogna invece educare la popolazione alla convivenza con l’orso – conclude Zovi – ribadendo quattro raccomandazioni fondamentali: 1) Non lasciare cibo in giro perché il cibo può attirare gli orsi; 2) Quando ci si inoltra nei boschi, camminare parlando o facendo rumore o utilizzando dei campanelli come si usa in Austria, perché l’orso che avverte la presenza dell’uomo automaticamente si allontanta; 3) In caso di incontro fortuito con l’orso, allontanarsi lentamente; 4) Nel remoto caso di aggressione da parte di un orso, assumere un atteggiamento remissivo”. (Kronos)
2. FRANCO FRATTINI: ANDARE OLTRE LA CARABINA
“La tutela della biodiversità dell’Italia, così come dei suoi cittadini, merita una risposta che vada oltre una carabina. Proprio come si fa in Alaska, dove le svariate precauzioni che regolano la vita degli uomini con all’incirca 40 mila orsi bruni non hanno mai incluso l’utilizzo di un kit alla Rambo”. Lo afferma l’ex ministro Franco Frattini a proposito dei problemi di gestione degli orsi in Trentino. “E’ certamente vero, come dice il ministro Galletti – prosegue Frattini – che l’incolumità delle persone viene prima di tutto. Ma è altrettanto doveroso per l’uomo rispettare quelle poche regole basilari dell’equilibrio tra uomo e natura. Un’esperienza di gestione della fauna non andrebbe certamente delegata a politiche da far-west partorite sull’onda dell’emotività”.
3. IL TAVOLO TECNICO MINISTERO-TRENTINO
Si è riunito questo pomeriggio in videoconferenza il tavolo tecnico tra ministero dell’Ambiente, Ispra e Provincia di Trento chiamato ad affrontare le problematiche legate alla gestione dell’orso. Il confronto, positivo e costruttivo – dice una nota del ministero – si è orientato sulla ricerca di soluzioni che, partendo dalla necessità prioritaria di garantire la sicurezza degli abitanti, rimangano nell’alveo della normativa vigente. “L’accettazione sociale dell’orso è sempre più a rischio e la revisione delle regole non è più rinviabile”, ha sottolineato l’assessore Michele Dallapiccola il quale ha richiamato i contenuti della lettera inviata mercoledì al ministro Galletti, chiedendo misure urgenti per la gestione dell’orso in Trentino. “La nostra prima necessità – ha detto Dallapiccola – è garantire l’incolumità della popolazione e restituire serenità ai trentini. Per questo stiamo continuando le ricerche, mai interrotte, dell’orsa KJ2 responsabile dell’aggressione di Cadine, secondo l’ordinanza emessa a poche ore dall’episodio, ordinanza tuttora vigente”. “Oggi abbiamo avanzato le nostre proposte tecniche adesso ci aspettiamo una risposta urgente”, ha concluso. Ispra e Ministero – osserva una nota della Provincia – hanno evidenziato come, a loro giudizio, le problematiche possano essere affrontate utilizzando le regole attuali, quelle previste dalla direttiva europea Habitat, e si sono detti disponibili a valutare rapidamente le proposte avanzate dai responsabili del Servizio Foreste e fauna della Provincia in modo da arrivare, già la settimana prossima, ad una posizione tecnica condivisa. (Ansa)
AGGIORNAMENTO DEL 16 LUGLIO 2015: DDL IN SENATO SU SPRAY ANTIORSO
Presentato in Senato un disegno di legge, firmato dai senatori Sergio Divina e Paolo Tosato (Lega Nord), per consentire a residenti e turisti di portare in zone frequentate da orsi, come boschi o luoghi montani, spray al peperoncino in bombolette fino a 500 ml di prodotto e con gittata fino a 12 metri e “non nocivo per gli animali”, limitandosi a repellerli, causando loro irritazioni temporanee. Il ddl prevederebbe di modificare l’attuale regolamentazione dello spray, ora parificato alle armi e quindi non in libera vendita. Nel sottolineare “l’urgenza del problema da affrontare con l’approssimarsi del picco della stagione turistica”, i firmatari considerano l’iniziativa legislativa fondamentale “per permettere ad escursionisti e lavoratori della montagna di muoversi nelle aree infestate da orsi e lupi con un equipaggiamento adeguato”, in considerazione del moltiplicarsi di casi di aggressioni ad umani da parte di orsi e lupi segnalati in Trentino ed alcune province venete.
AGGIORNAMENTO DEL 15 LUGLIO 2015, INDIVIDUATO L’ORSO, PREDISPOSTE TRAPPOLE
Individuato dai forestali trentini l’esemplare di orso responsabile della recente aggressione nei confronti di un uomo avvenuta a Cadine di Trento. Lo rende noto il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, il quale ha inviato al ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti una lettera in cui chiede misure urgenti per la gestione degli orsi bruni in Trentino. “L’orso è stato individuato – dice Rossi – attraverso la caratterizzazione genetica e, sempre sulla base all’archivio genetico costruito in questi anni, è stato possibile definire l’area e i percorsi tradizionalmente frequentati da questo animale”. “In corrispondenza dei punti a più alta frequentazione – prosegue Rossi – sono state attivate tre trappole tubo, localmente attivati lacci da cattura, predisposti punti di alimentazione e messe in campo foto-trappole. Inoltre, è stato intensificato il monitoraggio per intercettare possibili segnali di presenza e materiale biologico sul quale condurre ulteriori analisi genetiche”.
Nella lettera Rossi parla di “diffusa preoccupazione che è cresciuta dopo le recenti aggressioni e che richiama le istituzioni a dare risposte concrete, responsabili, efficaci e tempestive”. Presidio del territorio, monitoraggio, intensificazione delle attività di informazione non sono più sufficienti”, dice Rossi che ricorda che “solo per un caso fortuito in occasione dell’ultima aggressione, le conseguenze non sono state estreme” e che da allora “ci sono aree del nostro territorio che non vengono più frequentate”. “In questo momento, sono in gioco la sicurezza di un’intera comunità, la sua possibilità di godere ed utilizzare in modo equilibrato e sostenibile delle risorse territoriali che sono uno dei valori fondanti di questa terra”, conclude Rossi. Per discutere dell’emergenza, venerdì 17 luglio si terrà una videoconferenza fra il presidente Rossi e i rappresentanti del ministero e di Ispra.
LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA
Notizia dei giorni scorsi è che la provincia di Trento vuole modificare le norme per la gestione degli orsi, chiedendo al ministero dell’Ambiente più libertà in chiave preventiva e l’autorizzazione a prelievi e soppressioni di esemplari pericolosi. Lo ha annunciato il presidente Ugo Rossi, precisando che “finalmente è arrivata dal ministero la disponibilità ufficiale a costituire una commissione tecnica per la gestione dell’orso”.
Molto critica la reazione degli animalisti, della Lav e dell’Enpa. La Lega antivivisezione è preoccupata di un incrudelimento della situazione, non solo se si arrivasse alle classiche “doppiette” ma anche in caso si partorissero soluzioni magari più morbide ma ugualmente tragiche, come è successo per l’orsa Daniza, morta in seguito al narcotico utilizzato per sedarla. E chiede di sedere al tavolo delle decisioni e lancia un appello al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti: “Non consenta catture di orsi”. Anche l’Enpa sarebbe favorevole a un “tavolo con le associazioni animaliste e ambientaliste che tuteli tutti: gli orsi, il territorio e la popolazione”. C’è però sfiducia nella gestione degli orsi da parte del Trentino, che si è dimostrata fallimentare nel caso Daniza.
Il ministro Galletti, dal canto suo, ricorda che l’incolumità delle persone viene prima di tutto, che il ministero è pronto a fornire tutta l’assistenza di cui la provincia di Trento possa necessitare ma soprattutto che gli orsi sono animali protetti dalla legge, ed è dentro quei confini che ci si potrà muovere. Un ultimo invito del ministro – che condividiamo – è quello a mantenere la calma e il senso di responsabilità, per evitare di creare un clima ostile nei confronti degli animali.
LA POSIZIONE DELLA PROVINCIA DI TRENTO
“Per prima cosa – ha sottolineato Rossi – è necessario modificare Pacobace, il Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso Bruno sulle Alpi Centro-orientali, in modo da effettuare, nel rispetto della specie protetta, prelievi e soppressioni non solo in caso di pericolo ma anche in caso di danni gravi ripetuti, per prevenire situazioni pericolose. Le direttive europee lo consentono”. Altra questione è il numero degli esemplari. “Presenteremo al ministro un dossier in cui si evidenzia – ha aggiunto Rossi – come tutti gli orsi del Trentino si trovano in un determinato territorio, per cui non c’è stato il previsto allargamento sulle Alpi centrali, soprattutto da parte delle femmine, come prevedeva il progetto Life Ursus di 18 anni fa”.
“Ci sono stati ripetuti episodi di frequentazione di ambienti umani per cui bisogna porre il problema del numero di esemplari da mantenere per abbattere i rischi”, ha sottolineato Rossi che ha chiesto al ministero l’autorizzazione a usare speciali spray anti orso. Intanto, ha concluso Rossi, resta in vigore l’ordinanza per la cattura dell’orsa responsabile delle recenti aggressioni contro uomini. “Siamo pronti a prendere provvedimenti ma solo i prelievi organici potranno darci la certezza”, ha concluso.
LA LAV CRITICA LA GESTIONE TRENTINA
“La campagna anti orso del presidente della provincia di Trento Ugo Rossi – accusa il comunicato della Lav -, con la sua chiamata alle armi contro gli orsi, prima immessi sul territorio e ora definiti pericolosi, fino a chiedere l’autorizzazione a ricorrere a spray urticanti, sono la conferma plateale che la gestione della fauna, e nello specifico della fauna particolarmente protetta, non può essere delegata a politiche improvvisate e da far-west, contrarie alla tutela della biodiversità, dell’ambiente e all’interesse di tutti i cittadini. La Lav è certa che il ministro dell’Ambiente non concederà alcuna deroga, nè alla normativa per prevedere catture e abbattimenti di orsi, nè al Pacobace (Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso).
“L’apertura di un tavolo di lavoro sul tema – continua il comunicato degli antivivizionisti – che permetta di ridiscutere normative e procedure d’intervento sarebbe `un tavolo con sole due gambe´ se limitato al solo ministero dell’Ambiente e alla provincia di Trento: chiediamo che Associazioni qualificate come la Lav, riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, siano democraticamente chiamate a far parte di questo tavolo di lavoro per arrivare a una soluzione condivisa. La letteratura scientifica sulla materia è corposa, e chiarisce che l’orso in caso di incontro con l’uomo si sente minacciato, tanto piu’ se in presenza di cucciolate come accaduto a Daniza, narcotizzata e così uccisa. Il presidente Rossi e il ministro dell’Ambiente si assumano le loro responsabilità per le immissioni sul territorio di questi plantigradi, per la mancanza di una capillare campagna di informazione alla popolazione circa le regole di buona convivenza, per l’assenza di una gestione politica e ambientale rigorosa che ci vede inquilini dello stesso ambiente: gli orsi non sono pedine usa e getta».

 

LA POSIZIONE DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE
”Gli orsi sono una specie protetta, iniziative sono possibili solo nell’ambito della legge: la priorità è assicurare l’incolumità delle persone attraverso la rigorosa osservanza delle regole vigenti”. Lo afferma in una nota il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti. ”Il ministero dell’Ambiente, come ho ribadito personalmente al presidente Rossi nella riunione del 16 giugno scorso, è pronto a fornire alla Provincia di Trento, che a suo tempo ha promosso il progetto Life Ursus – afferma Galletti – la collaborazione delle strutture tecniche di Ministero e Ispra, attraverso un tavolo permanente, per affrontare in modo strutturale le problematiche legate alla gestione dell’orso nel territorio delle Alpi centrali.
La priorità ovviamente è assicurare l’incolumità delle persone attraverso la rigorosa osservanza del sistema di regole predisposte nell’ambito del Piano Interregionale Pacobace che disciplina dettagliatamente misure ed interventi da adottare in presenza di animali pericolosi o dannosi”. Misure e interventi, precisa il ministro, che comunque ”devono tener conto che gli orsi sono una specie selvatica protetta che va gestita nell’ambito delle normative nazionali ed internazionali vigenti dalle autorità territoriali competenti (Regioni e Province autonome).
Ogni iniziativa che si muova nell’ambito delle leggi e dei regolamenti in vigore sarà sostenuto dal ministero, così come le modifiche dei Pacobace attualmente allo studio per migliorare la gestione della comunità degli orsi e la sicurezza degli abitanti della zona”. ”Siamo ovviamente pronti ad ogni ulteriore interlocuzione con la provincia di Trento che sentiremo nei prossimi giorni in una già programmata teleconferenza. In questa fase ritengo necessaria la massima cautela il massimo senso di responsabilità, evitando – conclude – che si inneschino reazioni emozionali ed evitando che si crei un clima negativo nei confronti degli animali”.
L’ENPA DICE NO A INUTILI ABBATTIMENTI
“E’ ormai giunto il momento di convocare un tavolo con le associazioni ambientaliste e animaliste, portatrici di interessi pubblici, per affrontare seriamente la questione orsi: è quanto noi dell’Ente protezione animali chiediamo al Ministro dell’Ambiente, in virtù del fatto che la “questione orsi” è sempre stata trattata in modo superficiale e sull’onda della pubblica indignazione, fomentata troppo spesso da certe campagne disinformative e allarmistiche contro l’orso stesso. E’ giunto il momento di prendere in considerazione nuove istanze, utili per gestire tale “materia” in modo sereno e ponderato”. È questa la richiesta dell’Enpa, contenuta in un comunicato stampa.”Prendiamo atto della parole pronunciate dal Ministro Galletti, il quale doverosamente ricorda che gli orsi appartengono ad una specie rigorosamente e particolarmente protetta, e dell’invito che egli rivolge a tutte le parti in causa affinché il tema sia affrontato con un atteggiamento razionale e pacato, senza cioè cedere al furore di chi, anche a livello politico o mediatico, fomenta campagne allarmistiche prive di fondamento”, dichiara l’Ente Nazionale Protezione Animali.”Naturalmente siamo disponibili a collaborare sia con le autorità statali – non con quelle locali che dopo i fallimenti della politica locale nella gestione dell’intera situazione orsi, vedasi Daniza, continua a voler dettare le proprie regole – nell’individuare linee di intervento compatibili con la sicurezza tanto degli animali quanto delle persone. Non siamo invece favorevoli a interpretazioni o modifiche in senso “permissivista” del regime di protezione riconosciuti a questi animali: in sostanza, no ad inutili abbattimenti”, è la conclusione dell’Enpa.
  • paolo |

    io proporrei di radiocollarare i bracconieri in modo da riuscire a punirne almeno uno su mille all’anno e di intervenire molto energicamente sulla pratica ormai diffusa di uccidere e ferire innocenti da parte dei cacciatori, altro che orsi dannosi! Facciamola finita di dir fesserie in massa e portiamo bracconieri in galera e i cacciatori dagli psichiatri!

  • Ugo Simone |

    Non si va più in Trentino!Molto semplice ed efficace!

  • peter |

    Ciao Dario, purtroppo quando mi sono trasferito in trentino di orsi non c’era traccia, per mezzo secolo mi sono girato tutta la zona del Brenta ma ora non mi sento più di farlo, forse saranno mansueti ma preferisco non scoprirlo di persona.
    Questa però mi sembra una grande ingiustizia decisa da gente che la natura la vede in cartolina, curioso poi che i grandi difensori vivano tutti in altre regioni e spesso in città.

  • greg |

    Io proporrei trappole per i politici che fanno molti più danni degli orsi che se lasciati in pace non rompono le scatole a nessuno essendo animali solitari e schivi

  • Dario |

    Basta non andare più in trentino! non perché ci sono gli orsi ma i trentini!

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