Una presunta banda che organizzava combattimenti di pitbull, a Gela (Caltanissetta) è stata scoperta ieri dai poliziotti del commissariato e dai carabinieri della sezione operativa antibracconaggio del raggruppamento Cites di Roma e Palermo e del nucleo di Agrigento, con la struttura del Soarda, e la procura ha iscritto sei persone nel registro degli indagati per maltrattamenti di animali e combattimenti clandestini. Il gip, su richiesta dei pm, ha disposto il sequestro preventivo di tredici cani impiegati negli improvvisati ring dei combattimenti clandestini. L’ipotesi avanzata dagli investigatori è quella di maltrattamenti e combattimenti clandestini. I cani che venivano destinati ai combattimenti riportavano ferite anche profonde tanto che l’inchiesta è stata denominata “L’inferno dei pitbull”. I pm della procura, i poliziotti e i carabinieri sono venuti a capo di una presunta, capillare, filiera tutta volta a usare i cani per gli incontri, anche concentrando scommesse.
LE SCOMMESSE PARTIVANO DA DUEMILA EURO
“Abbiamo individuato situazioni molto violente – ha detto il procuratore capo Salvatore Vella – ai combattimenti assistevano anche minorenni. C’erano scommesse concentrate sui combattimenti. Diversi cani sono morti”. “Si partiva da duemila euro per le scommesse – ha detto il dirigente capo della polizia Emanuele Giunta – abbiamo contezza che fossero coinvolti anche altri territori della provincia di Agrigento, Palermo e fino alla Campania”. Secondo le contestazioni, i contatti venivano finalizzati attraverso applicazioni telefoniche e i video dei combattimenti venivano veicolati proprio con app telefoniche, soprattutto Telegram. Gli investigatori hanno identificato diversi coinvolti, acquisendo informazioni e immagini. “È un fenomeno ancora presente nel territorio che genera gravi conseguenze ai cani”, ha detto il comandante Matteo Rovelli del Soarda dei carabinieri.
LA REAZIONE DEGLI ANIMALISTI
OIPA – L’organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) “esprime profondo sdegno per quanto avvenuto a Gela” e annuncia di aver sporto denuncia “per poter partecipare nel processo penale come parte civile contro i responsabili di questa attività terribile e illegale, affinché sia fatta giustizia”.
LEIDAA – Anche la Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente chiederà di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento, annuncia la presidente on. Michela Vittoria Brambilla: “Ci batteremo perché sia fatta giustizia e i colpevoli siano condannati severamente secondo la legge Brambilla, che prevede anche l’applicabilità, al grave reato di cui stiamo parlando, delle misure di prevenzione, anche di natura patrimoniale, indicate dal codice delle leggi antimafia”. La nuova norma, che porta il nome della parlamentare, prevede “il carcere fino a quattro anni e una multa fino a 160mila euro per gli organizzatori e fino a due anni e 30mila euro per i partecipanti a qualsiasi titolo”.
HWAI + CAVE CANEM – Humane World for Animals Italia e Fondazione Cave Canem, organizzazioni promotrici del progetto “Io non combatto”, sottolineano che il fenomeno dei combattimenti tra cani è ancora ampiamente diffuso su tutto il territorio nazionale, ma che le segnalazioni da parte di cittadini e cittadine sono fondamentali per contrastarlo.
LAV – Per Lav, “occorre rafforzare subito la normativa e aumentare le pene contro chi organizza e partecipa ai combattimenti tra cani”. L’associazione annuncia la disponibilità a costituirsi parte civile in caso di processo. “I combattimenti tra animali rappresentano un fenomeno complesso che coinvolge soggetti diversi, dalla criminalità comune a casi riconducibili anche a esponenti della criminalità organizzata”, afferma Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio nazionale zoomafia della Lav. Nell’operazione sono stati sequestrati anche tapis roulant, catene, pesi, farmaci, integratori e anabolizzanti, ritenuti riconducibili all’addestramento dei cani per i combattimenti. Secondo il Rapporto zoomafia 2026, tra il 1998 e il 2025 in Italia sono stati sequestrati circa 1.373 cani e 120 galli da combattimento e denunciate 570 persone.
Su 24zampe: Tre licaoni percorrono oltre 4mila km in Zambia in cerca di femmine
Su 24zampe: Terza edizione dell’Italian Pet Summit: la pet economy vale 6 miliardi