Dea, Full, Joy e gli altri: San Rocco di Camogli premia i cani più fedeli

Amici fedeli da premiare, ancora una volta. E’ arrivato alla 65esima edizione il Premio internazionale fedeltà del cane, assegnato a San Rocco di Camogli il 16 agosto, nel giorno della festa patronale. La cittadina ligure riconosce il valore dei quattrozampe che si sono distinti con atti di eroismo, di bontà, di totale dedizione. Le storie dei cani sono tutte ugualmente straordinarie – tanto che il premio viene assegnato con la formula del “primo inter pares” – ma tra queste si possono citare quelle di Dea, di Full, di Gea, di Joy, di Kimo, di Zekkin, di Lea George e Cierzo e altri ancora. Sono riconosciuti premi alla fedeltà anche a cani che vivono all’estero e poi premi bontà, diverse menzioni speciali e premi alla memoria.

LE STORIE  DI DEA, FULL E GEA

Dea è un pitbull di 3 anni, adottata dopo le violenze subite in Sicilia e posrtata in Friuli Venezia Giulia. Qui, balzando sul letto, interrompe una crisi respiratoria che aveva colpito la sua proprietaria, salvandole la vita. Full è un pastore tedesco di 7 anni che ha svegliato il suo proprietario da un sonno pomeridiano mentre la casa stava andando a fuoco a causa di un incendio divampato dal camino, salvandogli la vita. Gea, jack russell di 5 anni, ha salvato la piccola Anitya da importanti crisi glicemiche. “Una meravigliosa compagna di vita e un angelo custode a 4 zampe”, scrive l’organizzatrice del premio, Sonia Gentoso.

LA STORIA DI JOY

Joy è un labrador di 2 anni che con la sua insistenza su un punto preciso del corpo della sua proprietaria, ha dato alla stessa un segnale che l’ha portata, a seguito di controlli medici, alla diagnosi di tumore al pancreas, salvandole la vita. “Ora, grazie a Barbara e Joy, l’Azienda ospedaliera trevigiana ha una stanza dedicata all’incontro tra il paziente e il proprio animale da compagnia e con il progetto sperimentale ‘Compagnia che cura’, permette ai pazienti oncologici di avere accanto il proprio animale domestico durante le sedute di chemioterapia”, spiega.

LE STORIE DI KIMO, ZEKKIN, LEO, GEORGE E CIERZO

Kimo è un pastore tedesco maschio di 5 anni, in servizio presso la Guardia di Finanza: ha permesso il conseguimento di ottimi risultati nel ritrovamento di sostanze stupefacenti. Zekkin è un labrador di 8 anni, in forza alla Polizia di Stato nel ruolo di Cane Antiesplosivo. Leo e George, rispettivamente barboncino e jack russell di 3 e 5 anni, ma prima ancora Cierzo, beagle di 7 anni, che ha salvato la vita alla sua umana, Serena, ed è ispiratore del Progetto Serena Cani allerta diabete – con i cani Leo e George – a Foggia. Il progetto è in onore di un ragazzo deceduto a 17 anni, da cui Serena ha ricevuto il pancreas: Salvatore Bocale. La donazione degli organi di Salvatore ha salvato 6 vite. E, tramite il progetto cani allerta diabete, Salvatore è diventato “sentinella di vita”.

LA STORIA DI CLOE’, EEVEE, GOOGLE, HAPPY E LANA

Cloè, Eevee, Google, Happy e Lana sono rispettivamente golden retriever di 12 e di 4 anni, jack russel terrier di 7 anni, golden retriever di 7 e 3 anni. Sono i cani impiegati nel progetto “Gimme five!”, ideato e realizzato da Il Porto dei piccoli e rivolto ai piccoli pazienti dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova. Un progetto che vede oggi coinvolti 19 reparti dell’Istituto in modo continuativo per tutto l’anno.

LA STORIA… DEL PREMIO

L’idea del “Premio Fedeltà del Cane” nacque nel 1962. Un cagnolino, Pucci, abbandonato dai padroni, giunse a San Rocco di Camogli, un paesino a picco sul mare all’interno del Parco di Portofino, e si affezionò subito ai bambini delle scuole elementari. Li aspettava al mattino sul piazzale della chiesa, punto d’incontro dei ragazzi provenienti dalle varie parti della collina, e li accompagnava a scuola. Qui attendeva l’ora della ricreazione ed accoglieva festosamente la merenda che i bambini gli offrivano; quindi andava a nasconderne una parte che gli sarebbe servita per il pasto serale. Tornava poi davanti alla scuola e, al termine delle lezioni, riaccompagnava i ragazzi sul piazzale della Chiesa. E così ogni giorno, per oltre dieci anni. La persona che ideò il Premio fu il signor Giacinto Crescini. Parlando col parroco di allora, don Carlo Giacobbe, riuscì a realizzarlo concretamente, collegando il Premio alla Festa patronale. Appuntamento a San Rocco di Camogli, provincia di Genova, alle 15.30 del 16 agosto.

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