Le temperature record colpiscono duro produzioni di cozze, vongole di lagune, stagni e mare ma il granchio blu non ne risente e continua a diffondersi senza ostacoli. A confermarlo è Confcooperative Agroalimentare e Pesca, che segnala un peggioramento della crisi lungo tutta la costa, dall’Alto Adriatico al Tirreno, isole comprese, indicando però anche nuove contromisure messe in campo per arginarlo. A partire dai vasetti di polpa e chele di granchio blu a marchio italiano pronti all’uso annunciate dal Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine, tra gli epicentri dell’emergenza, per dare vita a una promettente filiera.
IL PRODOTTO VA INCONTRO A CHI E’ CURIOSO DI ASSAGGIARLO MA NON SA COME PREPARARLO
Si tratta di valorizzare un prodotto abbondantissimo ma di scarso interesse economico ed evitare sprechi di risorse pubbliche per lo smaltimento, andando incontro ai consumatori italiani, 6 su 7 invogliati ad assaggiarlo ma frenati dalla difficoltà di pulizia. La crisi ha raggiunto livelli critici nei primi mesi del 2026. In Friuli Venezia Giulia, in soli quattro mesi è stato pescato l’equivalente di tutto il 2025. Una presenza estesa al mare aperto fino a 4 miglia dalla costa. “Il Delta del Po è l’habitat perfetto per il ciclo riproduttivo del crostaceo”, spiega Giuseppe Castaldelli, dell’Università di Ferrara, precisando che il fenomeno non dipende solo dai cambiamenti climatici; la causa principale sta nella particolare ricchezza nutrizionale del Delta. Le correnti adriatiche alimentano il fitoplancton e i molluschi, cibo principale del granchio. (Ansa)
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