La scimmia nuda non balla più: addio all’etologo Desmond Morris

È morto a 98 anni Desmond Morris, tra i più noti etologi del Novecento, autore del celebre saggio “La scimmia nuda” che ha rivoluzionato lo studio del comportamento umano in chiave zoologica. Lo studioso si è spento domenica in Irlanda, dove viveva dal 2018. A darne notizia è il figlio Jason, che ne ricorda “una vita dedicata all’esplorazione, alla curiosità e alla creatività”. Zoologo, osservatore dell’uomo, autore e artista, Morris (nella foto in alto) continua a lavorare fino agli ultimi anni, tra scrittura e pittura (ma non il quadro in alto, dipinto dallo scimpanzè Congo). Nato il 24 gennaio 1928 a Purton, nel Wiltshire, dopo la laurea in zoologia all’Università di Birmingham consegue il dottorato all’Università di Oxford nel 1954. Dopo un primo periodo come ricercatore universitario entra nella Zoological Society of London, dove dirige l’unità televisiva e cinematografica. Nel 1959 diventa curatore dei mammiferi allo zoo di Londra, incarico mantenuto fino al 1967, anno in cui viene nominato direttore dell’Institute of Contemporary Arts. Negli stessi anni diventa volto popolare della televisione britannica grazie al programma “Zoo Time”, portando nelle case degli spettatori il mondo animale.

IL LIBRO DEL SUCCESSO E’ DEL 1967: LA SCIMMIA NUDA VENDE 20 MILIONI DI COPIE

Il successo planetario arriva però nel 1967 con “La scimmia nuda”, tradotto in decine di lingue e venduto in oltre 20 milioni di copie. Un’opera destinata a segnare il dibattito culturale: definendo l’uomo una “scimmia evoluta” e non un “angelo decaduto”, Morris suscita polemiche ma apre una nuova prospettiva nello studio dell’essere umano. Nel volume, lo studioso analizza l’uomo come una delle 193 specie di primati, sottolineandone comportamenti, rituali e strutture sociali ereditate dagli antenati. Un approccio che influenza generazioni di studiosi e diventa riferimento anche nella cultura pop, fino alla citazione nella canzone Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani, vincitrice del Festival di Sanremo 2017. Dopo gli anni a Malta, dove si dedica anche alla pittura, Morris torna a Oxford proseguendo le sue ricerche sul comportamento umano, realizzando documentari e pubblicando numerosi libri. Parallelamente sviluppa una carriera artistica nel movimento surrealista britannico: già nel 1948 tiene la sua prima mostra personale e nel 1957 cura un’esposizione di dipinti realizzati da scimpanzé, tra cui il celebre Congo (nella foto in alto). Con la sua capacità di unire rigore scientifico e divulgazione, Desmond Morris lascia un’eredità profonda nello studio dell’uomo e del comportamento animale, contribuendo a cambiare lo sguardo sulla nostra specie. (Askanews)

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