Mammiferi, uccelli, pesci, artropodi: sono 29 gli “alieni invasori”

C’è il cane procione, piccolo onnivoro notturno originario della Siberia sudorientale, che si è adattato a meraviglia nell’Europa Centrale e Settentrionale. C’è il cervo muntjak, che dalla Cina sudorientale e da Taiwan è venuto a scorrazzare, e ad abbaiare (è anche detto ‘barking deer’, letteralmente cervo latrante), nei boschi del Regno Unito. Persino il coati rosso, un procionide, dalle foreste pluviali del Sudamerica si è trasferito a Maiorca, nelle Baleari, a fare la bella vita. Non manca un’anatra tuffatrice giamaicana, che con il suo fascino caraibico insidia l’ormai raro gobbo rugginoso. Sono solo alcune delle 29 specie animali che l’Unione Europea classifica come specie invasive aliene ‘of Union concern’, che costituiscono cioè motivo di preoccupazione a livello comunitario, per i danni che possono infliggere all’ecosistema. A monitorarle, insieme alle ‘colleghe’ vegetali, è l’Easin (European Alien Species Information Network), che ha anche creato una app per raccogliere segnalazioni e avvistamenti da parte dei cittadini. La diffusione di specie aliene, o alloctone, può causare gravi danni all’ecosistema, anche se non capita sempre: alcune si adattano senza turbare troppo gli equilibri (basti pensare al fagiano, introdotto in Italia in epoca romana).

ALCUNI ANIMALI ALIENI FANNO DANNI E IL WEB NON CI AIUTA A TENERLI LONTANI

Altre, invece, fanno danni. In Europa il rischio oggi è ancora più alto: ‘colpa’ di Internet, o meglio dell’uso che se ne fa. L’Easin avverte che “l’acquisto di piante e animali attraverso il commercio elettronico, anche di specie esotiche, cresce e può essere relativamente semplice”. Un fenomeno che preoccupa le autorità, poiché “la difficoltà di controllare le vendite on line”, che si aggiunge alla “mancanza di conoscenza sulle caratteristiche e sulle cure di cui gli animali abbisognano”, provoca “il rilascio di molte specie esotiche nell’ambiente”. E anche le “specie aliene invasive” che preoccupano “possono essere acquistate facilmente on line”. Le specie che l’Unione tiene sott’occhio, e che in nessun caso andrebbero liberate nell’ambiente, sono appunto 29: 11 mammiferi, 6 artropodi (gamberi e granchi), 5 uccelli, 4 pesci, un rettile, un anfibio e un insetto. Tra i pesci ‘of Union concern’ non figura il siluro d’Europa, il ‘mostro del Po’, una sorta di ‘pesce gattone’ d’acqua dolce (può arrivare a 4 metri di lunghezza) che dalle acque del Danubio è arrivato a colonizzare i fiumi della Val Padana. Le specie aliene che preoccupano l’Unione vengono tutte da fuori Ue: 12 dall’Asia, 15 dalle Americhe e 2 dall’Africa. (Adnkronos)