Degenza in ospedale con il cane accanto e anche nelle sedute di chemioterapia. E’ la nuova possibilità introdotta dall’azienda sanitaria Ulss 2 di Treviso attraverso un piano che rende strutturato un percorso avviato da anni. A illustrarne le caratteristiche sono stati oggi il direttore generale, Giancarlo Bizzari, il direttore sanitario, Maria Caterina De Marco, e il responsabile del Servizio di Igiene urbana veterinaria del Dipartimento di prevenzione, Massimo Maiorano.
PER LA “PET INFUSION” CI SARANNO UN LOCALE E UN INFERMIERE DEDICATI
Il piano sarà rivolto a tutti i pazienti che desiderano essere accompagnati dai propri animali d’affezione – non necessariamente cani – durante il percorso di cura, con la possibilità di chiederne la presenza anche durante le sedute di chemioterapia, oltre che nel corso della degenza. A questo proposito l’Ulss 2 lancerà un appello ai privati affinché supportino economicamente l’iniziativa, che richiede un locale e un infermiere dedicati durante la ‘pet infusion’.
“UMANIZZAZIONE” DELLE CURE ANCHE GRAZIE ALL’APPORTO DI INVESTITORI PRIVATI
“L’umanizzazione delle cure non è uno slogan – sottolinea Bizzari – ma una direzione concreta su cui stiamo lavorando ogni giorno. Le famiglie sono radicalmente cambiate: sono sempre meno numerose, gli anziani sono più soli e gli animali da affezione sono parte, a tutti gli effetti, di un nucleo familiare sempre più ristretto. Dobbiamo tenerne conto, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità, quando le persone affrontano la malattia. Si tratta di un progetto sperimentale – chiude – per finanziare il quale lanceremo un bando per la raccolta fondi e ci auguriamo che associazioni e privati rispondano positivamente all’appello”. (Ansa)
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