World Press Photo annuncia i vincitori del World Press Photo Contest 2026, “Connecting the world to the stories that matter”, attraverso il lavoro di fotogiornalisti e fotografi documentaristi provenienti da tutto il mondo. Tra questi scatti verrà scelto il vincitore del Wpp of the year, che sarà annunciato il 23 aprile. Intanto Chantal Pinzi, fotografa italiana, è tra i vincitori – unica italiana – con il progetto ‘Farisat: Gunpowder’s Daughters’ (sopra una delle immagini, diverse altre qui), che racconta donne che sfidano una tradizione equestre marocchina storicamente maschile, rivendicando il proprio spazio nella cultura del Paese. I vincitori dell’edizione 2026 rappresentano le migliori proposte tra le 57.376 fotografie presentate da 3.747 fotografi provenienti da 141 Paesi. I lavori premiati affrontano conflitti globali, l’impatto diffuso della crisi climatica, le mobilitazioni cittadine e la lotta per i diritti. Intimi e spesso toccanti, le immagini rivelano anche la fragilità della vita umana – dalla malattia all’isolamento, dal lutto alla sopravvivenza – accanto a storie di generazioni più giovani: ballerine di danza classica in Sudafrica, donne a cavallo in Marocco, famiglie colpite dalle politiche di controllo sull’immigrazione negli Stati Uniti.
ELEFANTI ABBATTUTI IN ZIMBABWE, UN ORSO POLARE E UN PANDA IN CINA TRA LE IMMAGINI PREMIATE DELLA SEZIONE AMBIENTE
I ritratti ambientali avvicinano lo spettatore alla natura in modo quasi fisico: dall’abbattimento di elefanti in Zimbabwe, a un orso polare sopra una carcassa di capodoglio, fino al primo piano di un panda in un parco nazionale cinese. Insieme, questi progetti compongono un ritratto urgente del nostro mondo contemporaneo. Le storie premiate saranno presentate a milioni di visitatori nell’ambito della mostra itinerante annuale World Press Photo, ospitata in oltre 60 sedi in tutto il mondo. Raggiungeranno un pubblico ancora più ampio attraverso le piattaforme online. I vincitori sono stati selezionati in una prima fase da sei giurie indipendenti, una per ciascuna area geografica, e successivamente da una giuria globale composta dai presidenti di ciascuna giuria e dal presidente della giuria globale. La presidente della giuria globale 2026 è Kira Pollack, ricercatrice presso l’Harvard Shorenstein Center, che si occupa di innovazione negli archivi attraverso le tecnologie emergenti, già a Time, Vanity Fair e The New York Times Magazine.
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