I maiali selvatici, i “feral pigs”, stanno devastando le campagne americane e aggravano la crisi degli agricoltori. Mandrie di questi aggressivi animali che possono pesare centinaia di chili e riprodursi rapidamente, stanno distruggendo i terreni agricoli in una fascia sempre più ampia degli Stati Uniti. Presenti ormai in almeno 35 stati in un numero stimato tra i 6 e i 9 milioni secondo il National Wildlife Research Center del dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda), questi domestici rinselvatichiti distruggono raccolti, attaccano il bestiame e diffondono malattie, provocando perdite ingenti per gli agricoltori, come riportano i media Usa. A differenza della maggior parte delle specie invasive che si concentrano in una singola zona climatica, i maiali selvatici prosperano nelle foreste, nelle zone umide e nei campi coltivati, dalla costa del Golfo alle Grandi Pianure, rendendo gli sforzi per arginarli un obiettivo non semplice.
ONNIVORI, SONO MOLTO VERSATILI NEL CREARE DANNI
La dieta onnivora permette loro di passare rapidamente dallo scavare nei campi appena seminati al saccheggiare il foraggio del bestiame o a predare la fauna selvatica che nidifica a terra, quindi i modelli di danni possono cambiare di stagione in stagione anche all’interno di una singola contea. Peraltro il fenomeno arriva in un momento in cui l’agricoltura americana è già in difficoltà per costi di produzione record e prezzi delle materie prime in calo, trasformando quella dei suini selvatici in una nuova emergenza economica per molte aziende. (foto Us Fish and Wildlife Service)
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