Dopo il delfino “Mimmo”, o “Nane” come è stato ribattezzato, nella Laguna di Venezia ha fatto la sua comparsa domenica scorsa un esemplare di foca monaca. Il video dell’avvistamento è stato pubblicato nel gruppo Facebook “Pesca in laguna e mare”, al tramonto, nei pressi della Bocca di Porto del Lido. A riportarlo oggi è Il Gazzettino. Un esemplare simile era stato visto una decina di giorni fa davanti alla spiaggia di Ravenna. Secondo Mauro Bon esperto del Museo di Storia Naturale “Giancarlo Ligabue” di Venezia, “è probabile che quell’esemplare sia arrivato fino alle nostre acque per esplorare nuove zone, forse perché spinto dalla ricerca di cibo, visto che le nostre coste sono più ricche dei pesci dei quali si nutrono. Non è nemmeno escluso che arrivi dalle coste della Croazia dove sono presenti dei nuclei numerosi”.
TEMPO FA ALTRI AVVISTAMENTI NEL CHIOGGIOTTO
Altre segnalazioni, sempre Lido ma anche nelle acque di Chioggia, sono avvenute tra il 2016 e il 2018. “In tutto l’Adriatico negli ultimi anni – ha proseguito Bon – stiamo assistendo ad un leggero incremento della specie, nonostante permanga il rischio estinzione. Nel 2020, in Puglia, era stata accertata la presenza di un giovane esemplare, circostanza che fa pensare che in quell’area sia avvenuta la riproduzione“. (Ansa)
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AGGIORNAMENTO DEL 18 DICEMBRE 2025 – SECONDO AVVISTAMENTO DI FOCA MONACA A MARINA DI RAVENNA
Secondo avvistamento di foca monaca nelle acque al largo di Marina di Ravenna, a poche settimane di distanza dallo storico episodio documentato lungo i lidi sud del ravennate. Nella mattinata di giovedì 18 dicembre, i ricercatori del Cestha, in collaborazione con la Capitaneria di Porto di Ravenna, sono intervenuti a seguito della segnalazione di un possibile avvistamento nei pressi dell’imboccatura portuale di Marina di Ravenna. Dopo una serie di osservazioni e monitoraggi in mare, la presenza è stata confermata. L’esemplare, apparso in buone condizioni di salute, è stato osservato e documentato fotograficamente durante ripetute fasi di immersione ed emersione, in un’area caratterizzata dalla presenza di numerosi banchi di pesci. Le attività di osservazione sono state condotte a motore spento, mantenendo sempre una distanza di sicurezza e senza interferire con il comportamento naturale dell’animale. Il materiale raccolto dai biologi del Cestha sarà ora analizzato per verificare se l’individuo osservato possa corrispondere a quello già documentato nel ravennate lo scorso 29 novembre, oppure a quello segnalato recentemente all’interno della laguna veneta. Questi dati potranno contribuire a migliorare la conoscenza dei movimenti e della presenza occasionale della specie lungo il settore settentrionale dell’Adriatico. (Ansa)
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