Parco Maiella, via al master in “Medicina e gestione della fauna selvatica”

Si intitola “Medicina della conservazione e gestione sanitaria della fauna selvatica”, è un Master di secondo livello organizzato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo e dal Parco Nazionale della Maiella e sarà frequentato da 30 fra medici veterinari, liberi professionisti, funzionari di enti pubblici impegnati nella gestione della fauna, dirigenti di aziende sanitarie locali e ricercatori provenienti da tutta Italia. Comincerà domani, venerdì 27 gennaio, e prevede un percorso teorico online – come la giornata inaugurale di domani – e uno pratico applicativo, con lezioni sul campo a cura del Wildlife Research Center del Parco della Maiella, nella sede scientifica di Caramanico Terme (Pescara) e in altre aree di interesse, in collaborazione con la Società Italiana di Ecopatologia della Fauna Selvatica (Sief). Si tratta di un’esperienza formativa unica in Italia, grazie alla condivisione di esperienze fra il Parco, l’Università e realtà italiane ed europee impegnate sul tema della gestione sanitaria della fauna selvatica. L’approccio multidisciplinare potrà garantire la comprensione della complessità delle dinamiche delle malattie nelle popolazioni.

ONE HEALTH: LA SALUTE DI ANIMALI SELVATICI, AMBIENTE E UOMO E’ SEMPRE LA STESSA

Con la comparsa del Covid, spiegano gli organizzatori, “abbiamo dovuto confrontarci con alcuni concetti di epidemiologia, prima sconosciuti ai più, abbiamo capito come le relazioni tra uomini, popolazioni animali e ambiente debbano essere viste con un approccio integrato, olistico, tendente a definire il quadro generale di ‘One Health'”. “Abbiamo sentito spesso dire che oltre il 70% dell’origine delle malattie infettive emergenti dell’uomo è di origine animale, perlopiù da animali selvatici, ed è vero: ma è altrettanto vero che tali malattie sono effetto di relazioni complesse tra uomini, animali domestici e selvatici, e che trovano spiegazione, quando riusciamo ad averla, nell’analisi di fattori quali densità di popolazione umana, diversità e abbondanza di animali selvatici, e cambiamenti dell’ambiente messi in atto dall’uomo, primi fra tutti deforestazione, espansione di pratiche agricolturali intensive, intensificazione della produzione zootecnica, commercio di animali”. Grazie alla collaborazione fra l’ateneo teramano e il Wildlife Research Center del Parco della Maiella questi temi sono al centro di linee di ricerca scientifica che in Abruzzo si stanno sviluppando anche grazie alla particolarità geografica e alla ricchezza di aree protette della regione. (Ansa. Nella foto, camosci appenninici che ormai, a distanza di venti anni dalla reintroduzione, hanno superato complessivamente i 700 individui all’inetrno del Parco della Maiella)

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  • Ivan babuskin |

    Sensibilità…? sinistro, positivo…
    Moralismo a buon mercato, i fatti sono reali…
    Anche la censura è molto moralista.

  • Dario |

    Grazie A Te Guido, ciò denota una grande sensibilità.
    La foto sarebbe stata ideale se il ferito o sedato fosse stato trasportato su di una barella…

  • Guido Minciotti |

    Hai ragione, ho cambiato foto. Quella precedente l’avevo interpretata come un intervento per curare un esemplare o per installare un radiocollare. Ma aveva un che di sinistro, l’ho tolta e ne ho messa una più positiva. Grazie dello stimolo e sempre di leggere il blog, a presto gm

  • Dario |

    Nulla di positivo dalla foto…anzi

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