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I Carabinieri forestali nell’allevamento di suini: sospetta crudeltà

AGGIORNAMENTO DEL 12 SETTEMBRE 2018 IN CODA – IL MINSALUTE: DANNO D’IMMAGINE PER L’ITALIA

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POST ORIGINALE

Maiali percossi con sbarre di ferro, scrofe gravide stimolate con pistole elettriche, o ancora, esemplari abbattuti, se malati o claudicanti, a colpi di mazzetta. E’ lo scenario di maltrattamenti e uccisioni di animali su cui stanno lavorando i carabinieri forestali che oggi hanno perquisito un allevamento suinicolo in provincia di Ancona, su input della locale procura. Le indagini sono partite dalla denuncia dell’organizzazione animalista Essere animali che ha presentato un video girato con una videocamera nascosta da un “infiltrato” all’interno dello stabilimento, composto da circa 7 capannoni dove si trovano oltre 2mila suini. I carabinieri hanno vagliato anche le condizioni igieniche dei capannoni e chiesto approfondimenti all’Arpam su eventuali percolature. Per quello che riguarda il trattamento degli animali sono stati trovati e sequestrati vari strumenti, tra cui taser, sbarre di ferro, una mazzetta, più gli strumenti per il taglio della coda, pratica che sarebbe stata eseguita da addetti senza una formazione specifica al contrario di quanto prevede la legge. Secondo gli animalisti nell’allevamento – che per Essere animali sarebbe un fornitore del Prosciutto di Parma – i maiali subiscono pesanti maltrattamenti: una scrofa è stata filmata mentre veniva presa a martellate per 30 minuti prima di morire, i pungoli elettrici venivano utilizzati anche su femmine gravide, centinaia di maialini morti erano accatastati come semplici rifiuti. Non è stata trovata traccia invece dello storditore, una specie di pistola usata nei mattatoi, ma anche negli allevamenti, dove viene impiegata su suini malati per stordirli, prima che un veterinario pratichi un’iniezione letale. Nel mirino il legale responsabile dell’allevamento, ma anche uno dei dipendenti che avrebbe abbattuto un maiale. I reati ipotizzati sono maltrattamento e uccisione di animali, per i quali sono previste pene che vanno da multe fino a 30mila euro alla reclusione fino a due anni.

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AGGIORNAMENTO DEL 12 SETTEMBRE 2018 – IL MINSALUTE: DANNO D’IMMAGINE PER L’ITALIA

La Direzione Generale della Sanità animale del ministero della Salute si è attivata “per acquisire ogni ulteriore utile informazione al fine di segnalare all’autorità giudiziaria comportamenti così gravi che danneggiano l’immagine della suinicoltura italiana”. Lo afferma la stessa Direzione in una nota pubblicata sul sito del dicastero in riferimento all’episodio di macellazione di suini fuori da ogni regola verificatasi nell’anconetano. Il ministero della Salute con le Regioni e le Province Autonome, si sottolinea, “ha già iniziato a lavorare per la classificazione degli allevamenti secondo i più rigorosi parametri di salute e benessere animale rispetto a quelli dettati dalla normativa nazionale e comunitaria”. Il Regolamento comunitario 1099/2009 relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento, ricorda il ministero, “disciplina le modalità a cui devono attenersi gli allevatori nel caso in cui, per evitare ulteriori sofferenze, è necessario ricorre all’abbattimento in azienda degli animali feriti o non idonei al trasporto presso una struttura di macellazione. Nello specifico, il personale deve essere preventivamente formato e in possesso del certificato di idoneità per svolgere tali mansioni”. Le immagini diffuse relative a quanto accaduto nell’anconetano, sottolinea inoltre il dicastero, “documentano una condizione penalmente rilevante di cui agli articoli 544-bis (uccisione di animali) e 544-ter (maltrattamento di  animali), oltre alla non osservanza delle disposizioni previste dal decreto 122/2011 con irrogazione delle sanzioni amministrative”. Della vicenda ha paralto anche il ministro Giulia Grillo: “Grazie all’associazione essereanimali per la denuncia, dove emerge una completa insensibilità e rispetto delle regole. Il ministero della Salute è al lavoro per rivedere la classificazione degli allevamenti con criteri ancora più rigorosi”, ha scritto in un tweet.

  • Francesca |

    Esseri malefici, malvagi e brutti vigliacchi. Vorrei sperare che la giustizia per queste povere creature ci sarà, questi psicopatici non possono farla franca. E poi dalla mia, l’augurio che tutto torni indietro con dolorosi interessi.

  • Antonella P. |

    Bisognerebbe pubblicare nomi e cognomi di questi delinquenti e rendere visibile i loro musi. Renderli noti insomma. Così come fanno in certi Stati del mondo per seviziatori , sadici vari. Dovrei avere il diritto di sapere se un soggetto del genere è il mio vicino di casa!

  • Antonella P. |

    Sì certo, come no. Poi se ci sarà reso noto anche in questa sede il decorso della vicenda sapremo quale sarà la loro condanna penale………….

  • antonella |

    Non ci sono parole per questi comportamenti. Ci vogliono piu’ controlli negli allevameneti. Meno male che ci sono le associazioni animaliste che si danno da fare e portano a conoscenza le istituzioni di queste situazioni estreme. Inneggiare all’odio e alla violenza significa mettersi al livello di QUELLI LA’ !!! Vanno perseguiti penalmente facendo sì che in futuro non possano fare altri danni, magari rieducandoli e insegnando loro il significato di essere animale ( ma forse quest’ultima è pura utopia ).

  • Gianni |

    Il loro giusto posto è il carcere!!!!!!!! Questi @@@@@. oltre ad essere sadci e crudeli con i poveri e indifesi animali per me un periolo per l’intera società. E poi buttare la chiave nelle fogne.

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