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Green Hill, confermate in appello le 12 condanne agli animalisti

AGGIORNAMENTO DELLE 22.20 IN CODA – LA REAZIONE DI LAV

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POST ORIGINALE

La Corte d’appello di Brescia ha confermato le dodici condanne, tra otto e dieci mesi, a carico di un gruppo di animalisti che il pomeriggio del 28 aprile 2012 fece irruzione nell’allevamento di cani beagle Green Hill di Montichiari, nel Bresciano, portando fuori centinaia di animali. L’allevamento venne posto sotto sequestro e chiuso definitivamente l’estate successiva. In parziale riforma della sentenza di primo grado i giudici hanno concesso il benefico della non menzione per nove animalisti. Della vicenda Green Hill, lunga e complessa, abbiamo scritto spesso, registrando i fatti e ascoltando le ragioni degli animalisti e anche quelle della proprietà dell’allevamento dei beagle di Montichiari: qui una raccolta dei post di 24zampe. (Ansa, nella foto gli animalisti mentre si passano gli animali dalla recinzione)

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AGGIORNAMENTO DELLE 22.20 – LA REAZIONE DI LAV

La Lav, sul proprio sito, ricorda che gli animalisti “salvarono” i cani beagle “eppure sono stati condannati”. Ricorda anche “che i titolari dell’allevamento e il medico veterinario di Green Hill sono stati condannati, nei tre gradi di giudizio, per i reati di uccisione e maltrattamento degli animali allevati nella struttura di Montichiari (Brescia), poi definitivamente chiusa. Nel rispetto delle decisioni dell’Autorità giudiziaria, e in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, riteniamo che alla luce dei successivi accadimenti nella struttura e soprattutto delle relative condanne a carico di responsabili e veterinario di Green Hill, la condanna degli attivisti sia in contrasto con il riconoscimento dell’animale quale soggetto, essere senziente e non res, con la conseguenza che gli attivisti coinvolti non hanno assolutamente rubato qualcosa ma piuttosto salvato vite animali da maltrattamenti e uccisioni”, scrive l’associazione.