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La Cina apre gli “hotel per maiali”, allevamenti intensivi alti 13 piani

I prezzi della carne suina in Cina sono ai minimi da otto anni ma l’industria dell’allevamento intensivo non si ferma, anzi rilancia. Gli allevatori investono sugli “hotel per maiali”, grattacieli multipiano che costano molto di più di un impianto tradizionale ma consentono di risparmiare suolo, fattore determinante se si vuole produrre carne vicino ai grandi insediamenti abitativi. Nemmeno il maggior rischio sanitario, con tanti animali sotto lo stesso tetto, spaventa chi punta su un business che potrebbe avere implicazioni in tutta l’Asia e che fa gola anche ai fornitori di attrezzature. In questi impianti, infatti, la ventilazione è indipendente in ogni piano, il personale lavora sempre allo stesso livello, ci sono ascensori dedicati e i compartimenti sono il più possibile “stagni”.

UN ALLEVAMENTO-GRATTACIELO DI 13 PIANI: IN ASIA IL FUTURO CORRE

Nel sud della Cina la Guangxi Yangxiang, società agricola privata, gestisce due allevamenti di scrofe a 7 piani e ne sta costruendo altri quattro, tra cui uno di 13 piani che sarà il più alto del mondo nel suo genere. “Vediamo crescere la domanda di edifici a due o tre livelli”, ha dichiarato alla Reuters Peter van Issum, ad di Microfan, azienda olandese di sistemi di ventilazione che lavora per Yangxiang ma che ha attrezzato impianti multipiano anche in Corea del Sud. “Più alti sono ancora un’eccezione ma il futuro potrebbe evolvere rapidamente”, ha detto van Issum.

L’IMPIANTO DI YAJI SORGE IN MONTAGNA MA E’ VICINO AL PORTO FLUVIALE

La montagna di Yaji, ad esempio, sembra un luogo improbabile per un allevamento tanto grande (nella foto) ma la spinta di Pechino a produrre più carne insieme alla vicinanza al porto fluviale di Guigang ne hanno fatto un buon investimento. Alla Yangxiang ci saranno 30mila scrofe su 11 ettari di sito, che partoriranno fino a 840mila suinetti l’anno: sarà l’allevamento più grande e più intensivo del mondo, riporta Reuters. Ma in altre province molte operazioni simili sono in corso.

IN UE IL “MULTIPIANO” NON HA AVUTO SUCCESSO MA LA CINA VUOLE PROVARCI

Allevamenti multipiano si sono sperimentati anche in Europa con scarsissimo successo. Da una parte gli alti costi legati al rischio di epidemie, che costringerebbero ad abbattere tutti gli animali, dall’altra l’opposizione della popolazione, che non vede di buon occhio l’impianto intensivo. Ma la Cina vuole provarci. Alla Yangxiang ogni piano è gestito separatamente, scrofe e maialini si spostano con ascensori a un livello assegnato e lì rimangono, la ventilazione è progettata per impedire che l’aria circoli tra i piani o verso altri edifici, potenti ventole di estrazione tirano l’aria attraverso i filtri e la spingono fuori da camini alti 15 metri. (foto sopra e sotto Thomas Suen/Reuters – Altre immagini in una gallery sul sito del Sole 24 Ore)

</span></figure></a> A worker waits for an elevator to transport young pigs out of Guangxi Yangxiang’s high-rise pig farm, at Yaji Mountain Forest Park in Guangxi province, China, March 21, 2018. Picture taken March 21, 2018. REUTERS/Dominique Patton TPX IMAGES OF THE DAY
A worker waits for an elevator to transport young pigs out of Guangxi Yangxiang’s high-rise pig farm, at Yaji Mountain Forest Park in Guangxi province, China, March 21, 2018. Picture taken March 21, 2018. REUTERS/Dominique Patton TPX IMAGES OF THE DAY

 

</span></figure></a> Piglets drink milk from a sow at Guangxi Yangxiang’s high-rise pig farm in Yaji Mountain Forest Park, Guangxi province, China, March 21, 2018. Picture taken March 21, 2018. REUTERS/Thomas Suen
Piglets drink milk from a sow at Guangxi Yangxiang’s high-rise pig farm in Yaji Mountain Forest Park, Guangxi province, China, March 21, 2018. Picture taken March 21, 2018. REUTERS/Thomas Suen

 

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  • giancarlo |

    Gli allevamenti sono prigioni anche in Italia e in Europa. Io abito nella pianura padana, dove si ‘produce’ il prosciutto di Parma, il parmigiono reggiano e non c’è traccia di mucche al pascolo, di maiali nelle campagne. E’ un deserto, sembra che non ci sia più vita. Gli animali però ci sono, sono tutti fatti nascere artificialmente in lugubri, enormi capannoni, li nascono e moriranno poco lontano in giganteschi macelli. Fabbriche di morte. Sono capannoni che assomigliano a qualcosa di già visto in passato, lontani dai paesi, dalla gente. E credimi quando entri li dentro, e non è facile!, smetti di mangiare la carne per sempre. E’ orribile considerare gli Animali delle cose, dei prodotti.

  • marina |

    Piuttosto che di Hotel, parlerei di Carcere. Non sono vegetariana, eppure questo allevamento intensivo, in cui ogni essere vivente vive l’intera esistenza in gabbia, non posso accettarlo. Torniamo ad allevare il bestiame a terra e diamogli una vita decorosa prima di cibarcene. Ggazie

  • D amico brigitte |

    Stop aux massacres des animaux.assassins

  • Valerio vassallo |

    E non dovrei sperare nell’estinzione di questa gente? Capaci solo a schiavizzare, sfruttare e uccidere… vegognatevi voi complici che mangiate altre vite

  • Giorgio cuaz |

    È l’apocalisse. L’italia è l’Europa può e deve salvarsi da queste aberrazioni contro natura. In agricoltura perseguire l’obiettivo del massimo guadagno senza etica e senza il massimo rispetto verso la natura produce effetti di distruzione e di grave depauperamento dei sistemi naturali! CHE L’EUROPA POSSA MANTENERE UN NETTO DISTACCO DA QUESTE PERICOLOSE FORZATURE.

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