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Un’epidemia di “bluetongue” paralizza (e riempie di costi) gli allevamenti bovini del cuneese

Gli allevamenti cuneesi dal primo gennaio sono bloccati dalla normativa per contrastare la ‘bluetongue’, la malattia infettiva dei ruminanti. Lo sottolinea Confagricoltura, che ha interpellato il Ministero affinché riprendano gli scambi con la Francia. “Le disposizioni normative per gestire la malattia – spiega Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo – non consentono, infatti, lo scambio di animali nei territori esterni alle ‘zone di restrizione’, corrispondenti in Piemonte a buona parte della provincia di Cuneo e qualche comune delle province di Torino e di Asti. Nel resto d’Italia, invece, tutti i territori rientrano, pur con modalità diverse, nelle “zone di restrizione. Le nostre aziende zootecniche – prosegue Allasia – lamentano notevoli difficoltà perché, oltre a non ricevere gli animali da ristallo per l’allevamento, stanno sostenendo comunque costi di gestione aziendale molto elevati”. La bluetongue è comparsa in Italia nel 2000 interessando il Centro e Sud Italia. Dal 2006 il ceppo 8, particolarmente pericoloso per i bovini, si è andato diffondendo in Olanda, Belgio, Lussemburgo, Germania e Francia. (Ansa)