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Carni e uova “antibiotic-free”: Coop rivoluziona gestione allevamenti – Aggiornamenti

AGGIORNAMENTI DEL 27 APRILE 2017 IN CODA

  • PIU’ DI QUATTORDICI MILIONI DI ANIMALI COINVOLTI
  • TELECAMERE IN STALLA, GALLINE A TERRA E “ALLEVAMENTI APERTI”

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POST ORIGINALE DEL 22 APRILE 2017

Dal 27 aprile sugli scaffali degli oltre mille punti vendita Coop arrivano carni e uova allevate senza l’utilizzo di antibiotici. “Un progetto che si concretizza oggi ma che, come è evidente, parte da lontano”, spiegano alla cooperativa di consumatori, e che è stato realizzato in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. La campagna si chiama “Alleviamo la salute” e coinvolge l’intera gestione dei 1.600 allevamenti bovini, suini e avicoli che servono la catena dei negozi a marchio. Tutta la filiera della carne e delle uova è interessata, a conferma “dell’impegno di sempre di Coop rivolto alla tutela della salute delle persone e al benessere animale”, sottolinea una nota. L’uso massiccio di medicinali nell’allevamento intensivo, infatti, provoca quell’antibiotico-resistenza riconosciuta dall’Oms come una seria minaccia per la salute pubblica. Secondo Coop, i tempi sono maturi per dare al consumatore, nella consueta ottica aziendale che si vanta di coniugare “convenienza & qualità”, la possibilità di scegliere con maggior consapevolezza cosa mettere nel proprio piatto. Portare in tanti negozi una linea completa di tagli di carne di manzo, di maiale e di pollame “antibiotic-free” ha richiesto una vera rivoluzione organizzativa e un grande impegno nel campo della scienza veterinaria, i cui dettagli saranno illustrati giovedì prossimo al ministro Maurizio Martina dai vertici Coop in una conferenza stampa al Mipaaf.

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AGGIORNAMENTI DEL 27 APRILE 2017

  • PIU’ DI QUATTORDICI MILIONI DI ANIMALI COINVOLTI

Scacco matto all”antibiotico-resistenza’ negli animali da reddito, dai polli ai suini, con la nuova campagna di Coop ‘Alleviamo la salute’ che coinvolgerà in un anno più di 14 milioni di capi. Presentata questa mattina al ministero delle Politiche agricole, l’iniziativa della prima azienda della moderna distribuzione in Italia – 8,5 milioni di soci e 1.110 punti vendita – parte dal fatto che gli animali che vivono meglio hanno meno bisogno di essere curati; da qui rivoluzionare la gestione degli allevamenti e migliorare il livello di benessere dei capi per ridurre, e quando possibile eliminare, l’uso di antibiotici per preservare la salute pubblica. L’operazione coinvolge 1600 allevamenti, gli stessi da cui provengono le filiere di carne a marchio Coop interessate da un processo che andrà avanti per step. Che il problema dell’antibiotico-resistenza mini la salute di persone e animali lo dicono i numeri: entro il 2050 è prevista una mortalità nel mondo di 10 milioni di persone l’anno, dalle 700 mila di oggi. Da qui l’allarme lanciato dall’Oms e dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, oltre ai ministeri italiani competenti, per ridurre abuso e uso non corretto degli antibiotici negli allevamenti. ”Generando un’azione virtuosa sugli allevamenti si arriva a prodotti migliori sullo scaffale e quindi al consumatore”, spiega Marco Pedroni, presidente Coop Italia, da sempre attenta alla qualità delle filiere zootecniche senza antibiotici. I primi risultati di questo impegno sono già presenti in alcuni prodotti sugli scaffali dalla fine del 2016. Ora è la volta di una nuova linea di pollo Coop, con 10 milioni di capi, mentre a giugno (sotto, il calendario delle azioni) arriveranno le uova provenienti da 1,3 milioni galline allevate a terra senza antibiotici. Un impegno imponente che oltre al pollame coinvolgerà le filiere bovine e suine. (Ansa)

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  • TELECAMERE IN STALLA, GALLINE A TERRA E “ALLEVAMENTI APERTI”

Allevamenti con telecamere per controllare da remoto il benessere degli animali della filiera zootecnica, che vengono alimentati con mangimi ogm-free. Una scelta che, in termini di maggiori costi tra controlli e certificazione, vale oltre 13 milioni di euro ogni anno.  Sono alcune delle scelte che Coop ha deciso di compiere per garantire la qualità delle proprie produzioni di carni, a cui si aggiunge la campagna ‘Alleviamo la salute’ contro la resistenza degli antibiotici. A gennaio 2017, infatti, Coop ha chiesto ai propri fornitori di installare delle telecamere negli allevamenti e nei macelli, prassi comune già all’estero. Un impegno che parte da lontano, visto che nel 2010 Coop aveva ottenuto un riconoscimento dall’associazione Compassion in World Farming, per aver deciso di vendere solo uova di galline allevate a terra, estendendo a tutto l’assortimento quanto aveva già fatto nel 2003 per le proprie a marchio. ”La politica di Coop è sempre stata quella di avere al suo fianco fornitori consapevoli e coinvolti in processi produttivi e gestionali rigorosi”, puntualizza Maura Latini direttore generale Coop Italia che, in merito agli antibiotici negli allevamenti precisa che non è possibile vietarne o superarne completamente l’uso perché la cura dell’animale è una priorità, ma lo si può ridurre in modo drastico a favore della salute delle persone. ”La nostra è una campagna contro ‘l’antibiotico resistenza’ – sottolinea Stefano Bassi, Presidente Ancc-Coop (l’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori)- e al tempo stesso una campagna di trasparenza che permetterà a chi vuole consumare carne di avere tutti gli elementi per scegliere e in quest’ottica stiamo lavorando per creare già dai prossimi mesi un circuito di ‘Allevamenti Aperti’ che i soci Coop potranno visitare”. (Ansa)

  • Salvatore |

    Il percorso etico e salutista di Coop è fatto di tappe progressive già iniziate qualche anno fa. Conosco Coop Firenze che ha suoi specifici prodotti, ma molti credo siano diffusi in diverse altre consorziate.
    Da 2-3 anni le uova delle produzioni a marchio sono da “allevamento a terra” (non all’aperto). Ha una linea, “Viviverde”, che in campo animale offrendo la garanzia dell’allevamento biologico assicura un allevamento molto più compassionevole e rispettoso delle condizioni di vita naturali (informarsi sui protocolli rispettivi). Ha una propria linea di carni da “allevamento all’aperto” : il pollame ha 3 razze a crescita lenta (carni che non si tagliano con la forchetta..). Anche salumi di allevamenti all’aperto: macellazione a 12 mesi anzichè a 6; l’ingrasso è molto più lento, pascolando e grufolando; l’ingrasso finale avviene al chiuso.

  • Erica Fantini |

    Era ora che una grande catena avesse il coraggip di lavoraci su e di prendere posizione. Felice che una Cooperativa, in questo momento di scandali delle Cooperative.
    Mi piacerebbe che la Coop mi facesse trovare il latte delle mucche che hanno potuto tenere i vitelli vicino i primi mesi, magari anche all’aperto ( io lo pagherei qualche centesimo in piu e mi andrebbe bene anche non trovarlo sempre, se per questo motivo). In generale vorrei niente Shock agli animali: sia per umanità, che per il buon senso di non mangiarci Cortisolo e Adrenalina assieme alla carne. Stessa cosa per gli allevanti di polli: basta gabbie chiuse al buio e spazi inesistenti. Allargo : ) ..?
    Mi piacerebbe una modalità per rifiuti quasi 0, imballi riciclati all”interni del negozio, ricariche da riempire..con la scritta IO VALGO, un volto e l’immagine della terra.o altro, ma che faccia sentire chi lo fa, in una scelta importante per tutti

  • Monica Ceccarelli |

    Un messaggio forte nel momento in cui l’Unione Europea decide di aprire ai veleni del Canada e presto anche degli USA

  • lidia fleba |

    Il prossimo obiettivo deve essere l’etica nei macelli, ovvero il macello etico si può fare. In vita e in morte non ci deve essere sofferenza per gli animali

  • Fabiana |

    Ci crederò quando mi daranno nomi e luoghi degli allevatori che aderiscono .per poter controllare visto che chi dovrebbe non controlla niente . In fondo il grano biologico arriva dall’Ucraina e non coltivazione biologica .

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