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A teatro è il cane che ci abbandona: “Qualche volta scappano” è un viaggio (anche) dentro noi stessi

“Qualche volta scappano” è il lavoro teatrale che Pino Quartullo proporrà il 19 e 20 novembre al Teatro Stabile di Potenza. Con Quartullo – attore, regista, sceneggiatore e doppiatore, sono tanti i suoi ruoli professionali – ci sono anche Rosita Celentano, al suo esordio in scena, e Attilio Fontana nel lavoro teatrale tratto dalla commedia “Toutoù” di Daniel Besse e Agnes Besse. La storia comincia in una sera come tante altre, in casa di Alessandro (Pino Quartullo) e Marzia (Rosita Celentano, nella foto con i colleghi)qualche_volta_scappano. Sposati da oltre vent’anni, professionalmente realizzati e legatissimi al loro cane Toutoù, i due coniugi all’improvviso vedono crollare il loro mondo, le loro certezze. O almeno quelle che credevano tali: Alessandro ha portato fuori per il giretto serale Toutoù, ma – ahimè – rientra a casa senza il cane. Tragedia. Il cane e’ fuggito.
Non si è perso come Marzia rimprovera ad Alessandro, non è stato abbandonato come tante, troppe volte, accade. No. Quella del cane è una deliberata dichiarazione di ribellione, perchè un cane ha una sua identità, una sua dignità. E perchè all’improvviso l’amato quadrupede di casa diviene il rivelatore di disagi e compromessi, l’elemento sublimante di carenze affettive, di vuoti opportunamente celati, ed il detonatore di segreti, complice l’arrivo dell’amico Paolo (Attilio Fontana), figura chiave nella vicenda e nella movimentata serata. Commedia molto divertente, ironica, pungente ed intelligente, frutto della penna di due autori francesi contemporanei, “Qualche volta scappano”, nell’adattamento italiano di Quartullo, rivela anche il legame oggi fortissimo, a tratti paradossale, ma diffusissimo, che si instaura con i propri animali domestici. Che smettono di essere considerati tali, ovvero esseri viventi che appartengono ad una specie propria, per essere umanizzati in un eccesso di amore, o nel desiderio di trovare in loro affetti, legami, corrispondenze amorose.
Molti si riconosceranno in Marzia ed Alessandro, e molti in Paolo, amico tutto raziocinio e persino un po’ cinico nel ridicolizzare il dramma divampato a casa dei suoi amici per la fuga del cane, ma a sua volta ricco di sfaccettature, debolezze ed errori che poi alla fine sono quelle che un po’ tutti raccolgono. Perdonerà alla fine Toutoù i suoi padroni? Si sistemerà tutto quanto la sua deliberata fuga ha scatenato? “Dopo tanti episodi di persone che abbandonano i cani, noi portiamo in scena la storia di un cane che abbandona i suoi padroni. Ma può scappare il proprio partner, possono scappare cattivi pensieri, parole sbagliate, un amico, una situazione di mano, un tradimento. E un cane scappato può diventare il segnale di un amore in crisi, di qualcosa di cui non ci si è accorti. Questo succede ad Alessandro e Marzia, che stanno insieme da tanti anni”, spiega Quartullo. La commedia francese, con le scene di Francesco Ghisu, i costumi Giovanni Ciacci e l’adattamento e la regia dello stesso Quartullo, è originale e divertentissima, e finisce con l’offrire un’occasione di viaggio anche dentro noi stessi. “Adesso che se n’è andato, per parlare di noi senza parlarne, di cosa parleremo?”. Quesito difficile da sciogliere.
Dopo la prima teatrale a Potenza la tournee proseguirà il 21 a Melfi, il 22 a Oppido Lucano, il 29 a Moliterno, il 30 Lavello, il 5 dicembre a Venosa, quindi il 3 gennaio ad Asiago, 7 gennaio a Lamporecchio (Pistoia), 9 gennaio a Matera, 14 gennaio a Palau, il 15 a Tempio e il 16 a San Gavino Monreale. (Agi)