Nuovo risultato da record per il mercato dei fossili di dinosauro. Lo scheletro di “Jodi”, esemplare di Nanotyrannus vissuto circa 67 milioni di anni fa, è stato venduto questa settimana da Sotheby’s a New York per 47,3 milioni di dollari (circa 42,4 milioni di euro), commissioni incluse. Il prezzo finale ha superato ampiamente la valutazione iniziale, fissata a un massimo di 9 milioni di dollari. L’aggiudicazione, pari a 40,5 milioni di dollari prima delle commissioni, colloca il reperto tra i fossili più costosi mai venduti all’asta. Il risultato arriva a soli tre mesi dalla vendita di “Gus“, uno scheletro di Tyrannosaurus Rex battuto per 50,1 milioni di dollari, cifra che ha stabilito il primato per un fossile preistorico. Nel 2024, il precedente record era stato raggiunto dallo stegosauro “Apex“, acquistato per 44,6 milioni di dollari. Lungo quasi sei metri, “Jodi” è stato scoperto nel 2019 nella formazione geologica di Hell Creek, in Montana, dalla proprietaria di un ranch Jodi Pierson, alla quale deve il nome.
JODI PROPOSTO NEL 2023 A 20 MILIONI MA ERA ANDATO INVENDUTO
Secondo Sotheby’s, si tratta di uno dei soli tre scheletri di Nanotyrannus conosciuti finora. Il reperto comprende 191 elementi ossei fossili, tra cui un cranio quasi completo. La storia scientifica dell’esemplare ha contribuito ad accrescere l’interesse nei suoi confronti. Per decenni, infatti, gli studiosi si sono interrogati sulla classificazione del Nanotyrannus, ipotizzando che potesse trattarsi semplicemente di un giovane Tyrannosaurus Rex. Una ricerca pubblicata lo scorso anno sulla rivista scientifica “Nature” ha fornito nuovi elementi a sostegno dell’ipotesi che si tratti di un genere distinto, vissuto nello stesso periodo del più grande predatore. Anche il percorso commerciale del fossile è stato significativo. Nel 2023, quando era ancora identificato come un esemplare giovane di T-Rex e veniva presentato con il nome ‘Chomper’, il reperto era stato proposto a Frieze Masters, a Londra, con una valutazione di 20 milioni di dollari. L’opera non era stata venduta. Nel frattempo, secondo la documentazione sulla provenienza pubblicata da Sotheby’s, l’attuale conferente l’aveva acquistata nel 2021. La recente aggiudicazione ha così più che raddoppiato la precedente valutazione. (Adnkronos)
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