Dopo la tragedia di Ostia, dove una 39enne è morta dopo 40 giorni dalla puntura di un ragno violino, è utile fare chiarezza su questo tipo di ragno e capire meglio cosa succede se si viene morsi e come comportarsi. E’ importante sottolineare da subito che la puntura non è direttamente mortale ma che in rari casi può avere delle complicanze locali e, con ancora minor frequenza, causare anche infezioni serie. Come indicato dall’ospedale universitario di Cagliari e riportato nella scheda in alto, è bene evitare disinfettanti aggressivi e manipolare o incidere l’area del morso. E poi è necessario osservare la comparsa di sintomi.
IL MORSO DEL VIOLINO NON E’ UN’URGENZA MEDICA
Il Loxosceles rufescens, alias ragno violino, è un ragnetto giallo-marrone che prende il nome da una caratteristica macchia scura sulla parte anteriore del corpo che ricorda la forma di un violino. “Presente ubiquitariamente in Italia, si può trovare in ambiente domestico. È un ragno velenoso per l’uomo, tuttavia il suo morso non è un’urgenza medica e pertanto non è necessario recarsi subito in pronto soccorso”. Rassicurano così i medici del Centro antiveleni e tossicologia Maugeri di Pavia, che in un focus online tracciano l’identikit dell’insetto.
DALLA “LESIONE MINIMA” AL RARO “LOXOSCELISMO NECROTICO”
“Il suo veleno può causare diversi quadri di lesione”, si legge. Si va da una “lesione minima” (che compare al momento del morso, è molto piccola e guarisce spontaneamente), al cosiddetto “loxoscelismo eritematoso” (che compare a poche ore dal morso, con rossore, prurito e gonfiore lievi che passano spontaneamente), fino al “loxoscelismo necrotico” che insorge a distanza di almeno 48 ore dalla puntura e si presenta con un’area di cute nerastra, di pochi millimetri o centimetri di diametro. “L’evoluzione da semplice morso a loxoscelismo necrotico è molto rara – viene precisato – e solo meno dell’1% di questi casi evolve a loxoscelismo sistemico” con sintomi simil-influenzali, febbricola e dolori articolari.
FINO A OGGI MAI REGISTRATI CASI LETALI SUL TERRITORIO
“Il peggioramento della lesione e le eventuali complicanze dipendono da patologie preesistenti della persona colpita (es. diabete, disturbi del sistema immunitario, ecc.)”, sottolinea il Cav pavese che aggiunge: “Ad oggi non si sono mai registrati casi letali di morso di ragno violino sul territorio italiano”. I tossicologi ricordano che “le punture di altri insetti/imenotteri (api, vespe, calabroni, zanzare, pappataci) e ragni non velenosi sono indistinguibili dal morso di ragno violino (lesione eritematosa), quindi si può parlare di morso certo solo se si vede il ragno mordere e se ne ha poi il riconoscimento aracnologico”. Ciò premesso, in caso di morso la prima indicazione degli esperti è “verificare sempre di avere copertura attiva per la vaccinazione antitetanica”.
IL TRATTAMENTO DIPENDE DAL TIPO DI LESIONE
Riguardo al trattamento, da “valutare sempre con il medico curante e/o il medico del Centro antiveleni)”, dipende dal tipo di lesione. In caso di lesione minima: “Disinfezione locale più applicazione di crema antibiotica (es. gentamicina); per il loxoscelismo eritematoso: “Disinfezione locale più applicazione di crema antibiotica (es. gentamicina) più eventuale terapia antibiotica per via orale (es. doxiciclina), previa valutazione da parte del medico del Centro antiveleni”; per il loxoscelismo necrotico o sistemico: “Recarsi subito in pronto soccorso e far contattare il medico del Centro antiveleni”.
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