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“Piano di gestione del lupo” del ministero dell’Ambiente, reazioni e critiche

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AGGIORNAMENTO DEL 22 FEBBRAIO 2015 – ANCHE LEGAMBIENTE CONTRO IL BRACCONIERE
«L’uccisione del lupo è un reato penale: lo Stato non può tollerare che qualcuno si vanti di tale atto». Con queste parole, Legambiente annuncia di avere depositato oggi alla Procura di Parma un esposto di denuncia relativo all’intervista mandata in onda la scorsa settimana dal programma tv `Le Iene´. Nell’esposto, che è stato curato dall’avvocato Enrica Gianola Bazzini, membro del Centro di azione fiuridica di Legambiente, si fa riferimento a reati quali «uccisione e maltrattamento di animali protetti». «Nel corso del servizio – ricorda Legambiente – è comparsa un’intervista ad un bracconiere che ha dettagliatamente descritto le presunte strategie di bracconaggio adottate per eliminare i lupi, vantandosi di averne uccisi, e usando il plurale in alcuni passaggi, almeno una quindicina». «Un numero che, se vero, – prosegue l’associazione – costituirebbe una quota significativa della popolazione lupina stimata presente nell’intera provincia di Parma». «La gravità dei contenuti dell’intervista mostra una molteplicità di aspetti: – conclude Legambiente – da una parte c’è il rilievo di reato penale dell’uccisione del lupo, che è protetto da varie norme sia nazionali che comunitarie, nonché delle modalità particolarmente cruente autodenunciate nell’intervista». L’esposto è stato trasmesso anche al Corpo forestale dello Stato.
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AGGIORNAMENTO DEL 20 FEBBRAIO 2016 – ENPA QUERELA BRACCONIERE CHE HA UCCISO 15 LUPI
L’Enpa fa sapere di aver depositato alla Procura di Parma una “querela contro l’uomo che in un’intervista alle Iene ha ammesso di aver ucciso ben 15 esemplari di lupo, la cui morte lenta e dolorosa è stata causata da una micidiale trappola ad amo”. Un uomo “non identificabile dal servizio”, per il quale lo studio legale che assiste l’Enpa “ha ipotizzato la violazione delle norme per la tutela di specie particolarmente protette, l’apologia di reato e il reato di uccisione di animali. La magistratura dovrà inoltre verificare se l’uomo sia in possesso di tesserino venatorio”. Enpa auspica che “l’uccisore di lupi, il quale non ha mostrato alcun pentimento né rimorso, possa essere identificato e rinviato a giudizio il prima possibile, prima cioè che possa tornare a colpire e ad uccidere”. Tocca anche ad altri animali, commenta il vicepresidente di Enpa Massimo Pigoni. Siamo “in un clima di allarme perenne che non ha alcun fondamento scientifico: i selvatici sono un vero patrimonio, non una minaccia”. (Ansa)
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AGGIORNAMENTO DEL 20 FEBBRAIO 2016 – WWF: SEI PROPOSTE PER CONVIVERE CON IL LUPO
“Lavorare insieme per costruire una convivenza con i lupi, perché le uccisioni non risolvono i problemi”. E’ l’idea del Wwf che, in merito alla discussione del nuovo Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia, propone una serie di azioni per risolvere efficacemente la questione della convivenza tra attività economiche e presenza dei grandi predatori sul territorio. In Italia oggi vi sono circa 1.600 lupi, di cui 1.500 sull’Appennino e 100-120 sulle Alpi; nel 1971, quando il lupo era cacciabile, ve ne erano solo cento esemplari. Tra il 2013 e il 2015, secondo dati del Corpo Forestale, sono stati 115 i lupi trovati morti. Le minacce principali sono il bracconaggio, che ogni anno interessa il 20% della popolazione, e l’ibridazione, cioè l’incrocio con cani randagi, che interessa il 40% degli esemplari. “Siamo in una fase importante per la tutela di questa specie – ha detto il vicepresidente del Wwf Italia, Dante Caserta, nel corso di una conferenza stampa a Pescara – La discussione sul nuovo Piano è stata aggiornata e sono state chieste ulteriori valutazioni alle Regioni entro il 26 febbraio. Il Piano prevede una pericolosa scorciatoia per risolvere i conflitti con le attività zootecniche”. “Per la prima volta dagli anni ’70 – ha osservato Caserta – si torna a parlare di abbattimenti del lupo. Il Piano, infatti, introduce la possibilità di derogare al divieto di uccisione, autorizzando l’abbattimento di circa 60 esemplari ogni anno”. Misura contro cui l’associazione ambientalista, dopo avere scritto al Ministero, ha lanciato una petizione online (www.wwf.it/soslupo), già sottoscritta da 25mila persone con l’obiettivo di “dire no all’abbattimento anche di un solo lupo e sì ad azioni concrete contro il bracconaggio”. Sei le azioni specifiche proposte dal Wwf. Eccole:
1. potenziare la lotta al bracconaggio attraverso l’incremento delle pene e delle sanzioni e l’incremento della vigilanza;
2. aumentare il contrasto al randagismo e al fenomeno dell’abbandono dei cani per prevenire l’ibridazione con il lupo;
3. applicare e valutare l’efficacia degli strumenti di prevenzione e protezione dei danni alla zootecnia;
4. garantire un tempestivo e completo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, senza disparità di trattamento tra le diverse regioni;
5. campagna costante per la tutela del lupo;
6. monitoraggio della specie su scala nazionale.
“Ricorrere all’abbattimento di lupi quale risposta a situazioni locali critiche assicura solo un’illusoria e temporanea riduzione dei danni causati alla zootecnia, non risolvendo il problema e non placando i malumori degli allevatori, bensì aumentando in poco tempo la minaccia del bracconaggio”, conclude il Wwf, che chiede “forti sinergie tra le istituzioni al fine di attuare efficaci, concrete e diffuse misure di prevenzione”. (Ansa)
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AGGIORNAMENTO DEL 19 FEBBRAIO 2016 – LAV: ORA GALLETTI PUBBLICHI IL PIANO
“Primo, interlocutorio, ma importante risultato delle iniziative contro il Piano di uccisione dei lupi predisposto dal ministero dell’Ambiente. La sottosegretaria Silvia Velo ha affermato che ‘si prevede di avviare un confronto sia con le associazioni di tutela degli animali‘”. Lo dice la Lav (Lega antivivisezione) chiedendo al ministro Gian Luca Galletti di “pubblicare online l’attuale bozza del Piano”. Inoltre viene ricordato come le associazioni fossero stato ascoltate a novembre sulla prima bozza del Piano, “con l’assicurazione che sarebbero state riconvocate o che sarebbe stata loro inviata la seconda bozza del Piano, impegni finora non rispettati”. Peraltro, aggiunge la Lav, “il loro coinvolgimento su materie del genere non è una concessione ma un preciso dovere, previsto dallo stesso decreto del ministero dell’Ambiente che ha istituito il Comitato paritetico sulla biodiversità”. La Lav rinnova “la richiesta al ministro Galletti di pubblicare online l’attuale bozza del Piano, perché solo così sarà felice di essere smentita almeno sulla cancellazione delle previste uccisioni di ibridi canelupo e dei cani vaganti nelle aree rurali, come è stato scritto dal Ministero dell’Ambiente anche nella seconda bozza di Piano, datata 22 dicembre 2015″. (ANSA).
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AGGIORNAMENTO DEL 19 FEBBRAIO 2016 – APPELLO DI ENPA, RISPONDONO IN 420MILA
Oltre 420 mila cittadini hanno aderito all’appello dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) su Facebook contro l’abbattimento dei lupi chiedendo “al ministro Galletti di stralciare le parti contestate del Piano” di gestione “dove, contrariamente alle dichiarazioni rassicuranti, si fa riferimento alla possibilità di autorizzare massacri di lupi, di cani vaganti e randagi in aree rurali, compresi i meticci canilupo“. La Protezione animali chiede di ripartire “dalla necessità di applicare i metodi ecologici anche promuovendo meccanismi che premino l’allevatore diligente e responsabile” con “stringenti controlli sul territorio per contrastare le uccisioni illegali. Un’esigenza, quella dei controlli, sempre più pressante anche alla luce dell’indebolimento del sistema di vigilanza territoriale”. (Ansa)
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AGGIORNAMENTO DEL 18 FEBBRAIO 2016 – M5S: CON IL NOSTRO ODG, STOP ABBATTIMENTI
«È stato approvato oggi alla Camera, in occasione del voto per il collegato agricolo, un ordine del giorno del M5s con il quale s’impegna il Governo a monitorare la popolazione del lupo, applicare il Piano quinquennale d’azione per la conservazione della specie e vietare ogni azione volta all’abbattimento». Lo riferiscono in una nota congiunta i deputati del M5S delle commissioni Ambiente e Agricoltura. «Dopo tanta melina, il Parlamento ha finalmente battuto un colpo impegnandosi ad intraprendere tutte le misure di prevenzione e le campagne d’informazione per sedare il conflitto tra uomo e lupo, come ad esempio gli incentivi per speciali recinti elettrificati o di altre protezioni. – afferma Patrizia Terzoni, portavoce 5stelle firmataria della norma – Da anni i lupi in Italia sono bersaglio di azioni di bracconaggio. Eppure, si tratta di una specie animale fondamentale per l’equilibrio faunistico di diverse aree del paese, arco appenninico in primis».
«Oltre all’eliminazione della deroga alla Direttiva Habitat che consentirebbe l’abbattimento del lupo -aggiunge Chiara Gagnarli, portavoce 5stelle – abbiamo chiesto in un’interrogazione al ministero dell’Ambiente anche la corretta applicazione della legge 281/91 sul contrasto al randagismo, in modo da prevenire la confusione tra attacchi dovuti a cani inselvatichiti e quelli legati al lupo, anche in considerazione del rischio che si possa lucrare sull’eventuale responsabilità del lupo». (Asca)

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AGGIORNAMENTO DEL 18 FEBBRAIO 2016 – REALACCI: “PESSIMA IDEA”

”E’ una pessima idea permettere l’abbattimento legale dei lupi”. Lo afferma il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, sulla questione del Piano di conservazione e gestione del lupo, in cui sarebbe permesso un abbattimento ‘selettivo’, con soglia, di questo animale. ”Per assicurare la buona conservazione di una specie così importante, tutelare gli allevatori, difendere il loro reddito e le nostre produzioni tipiche – osserva Realacci – la priorità e l’urgenza sono rappresentate dai cani vaganti. A differenza dei lupi i cani randagi non temono l’uomo perché lo conoscono, per averci convissuto prima di venir persi, e soprattutto scacciati e abbandonati, e uccidono in maniera disordinata e confusa. I lupi predano in maniera più selettiva, assicurando anche un efficace ‘contenimento’ delle popolazioni di cinghiale”. Secondo Realacci ”il lupo non costituisce neanche un rischio per l’uomo, visto che dal 1825 nel nostro Paese non si registrano suoi attacchi. Inoltre in Italia il lupo è già oggetto di abbattimenti per via del bracconaggio di cui è purtroppo vittima. Autorizzare ulteriori abbattimenti, questa volta legali, metterebbe a rischio lo stato di buona conservazione della specie senza assicurare il superamento delle vere cause di difficoltà degli allevatori”. Il presidente della commissione Ambiente della Camera rileva infine che ”in questi anni si sono sempre più diffuse buone pratiche di conduzione degli allevamenti con l’utilizzo dei mastini abruzzesi, anche chiamati pastori maremmani, e delle reti a bassa intensità grazie a iniziative che nei territori hanno visto collaborare parchi, enti e comunità locali, università, associazioni ambientaliste, degli allevatori e degli agricoltori. Questa è la strada da seguire senza prendere incerte quanto discutibili e inefficaci scorciatoie”. (Ansa)
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AGGIORNAMENTO DELLE 19.45

LA REAZIONE DEI VERDI

«Sono stati spesi decine di milioni per reintrodurre una specie che nel 1971 era quasi estinta, adesso la Conferenza Stato-Regioni vuole autorizzare l’abbattimento dei lupi e cani vaganti non solo nelle aree protette, ma anche in quelle rurali. Come Verdi ci uniamo all’appello degli animalisti perche’ non vengano concesse le deroghe al divieto di rimozione di lupi dall’ambiente naturale prevista nel «Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia». Lo dichiara il responsabile dei diritti per gli animali dei Verdi Rinaldo Sidoli che aggiunge: “Ricordiamo che il lupo e’ una specie protetta e la proposta di un abbattimento legale del 5% della popolazione del lupo porterebbe all’uccisione di 60 lupi ogni anno”.

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LA REAZIONE DEL WWF

«Le Regioni hanno le responsabilità istituzionali per svolgere un ruolo attivo e da protagoniste per costruire in Italia la coesistenza tra grandi predatori e attività umane e, per questo, abbiamo chiesto loro di lavorare insieme affinché siano messe in atto tutte le misure, molte previste nei nuovi Piani di sviluppo rurale 2014-2020, e le sinergie con le altre istituzioni, in primis le aree protette, perché ciò si realizzi». Questo in sintesi l’appello rivolto dal Wwf alle Regioni nella lettera inviata oggi dalla presidente, Donatella Bianchi, alla vigilia della riunione con i ministeri che discuterà il `Piano per la conservazione e gestione del Lupo in Italia´. «Con questo Piano – sottolinea il Wwf – il ministero propone alle Regioni una pericolosa `scorciatoia´, per risolvere i conflitti con le attività zootecniche, tramite la possibilità di applicare le deroghe al divieto di uccisione di lupi con l’autorizzazione all’abbattimento legale di circa 60 lupi ogni anno».

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POST ORIGINALE DELLE 8.40

 

Il ministero dell’Ambiente ha messo a punto nei giorni scorsi un Piano per la gestione e la conservazione del lupo in Italia. Nel Piano non sono previsti ”abbattimenti autorizzati a priori” ma viene fissata ”un’autolimitazione al prelievo” fino a 60 lupi, una ”soglia” che garantisce ”assoluta sicurezza” per la popolazione. A comunicarlo è lo stesso ministero, che sottolinea  che ”in nessun punto nel Piano d’azione si fa riferimento all’abbattimento di canilupo e cani randagi, né all’interno delle aree protette né al di fuori”, come invece accusano le associazioni animaliste. Il provvedimento è anche oggetto di un’interrogazione parlamentare del M5S e di altre presentate dai deputati di Possibile e da alcune senatrici Pd e Sel. Va ricordato che pochi giorni fa il Wwf Italia, ne abbiamo scritto qui, ha lanciato per primo l’allarme sul rischio abbattimento per 60 lupi sul nostro territorio. In base al testo del ministero dell’Ambiente, ”nel quadro di un insieme di misure volte a migliorare lo stato di conservazione del lupo, il ministero potrà autorizzare deroghe al divieto di prelievo, secondo quanto già previsto dalla Direttiva ‘Habitat’ e dal decreto 357 del 1997 che recepisce l’atto europeo, ponendo però allo stesso tempo una serie di prescrizioni ancor più stringenti rispetto alla normativa vigente”. Per garantire ”il rigore scientifico e l’impegno nella conservazione del lupo, la bozza di Piano, che nei prossimi giorni sarà all’attenzione del Comitato paritetico per la biodiversità e successivamente della Conferenza Stato-Regioni, è stata redatta a partire dalle più aggiornate informazioni scientifiche”. ”Le eventuali deroghe – conclude il ministero – da valutare e autorizzare caso per caso sulla base di analisi e dati oggettivi, hanno l’obiettivo di mitigare il conflitto sociale, connesso alla coesistenza uomo-lupo”.

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LA REAZIONE DELL’ENPA

”Proposta choc del ministero dell’Ambiente” su ”cani e lupi. E’ illegale e inaccettabile. Siamo pronti alla mobilitazione di massa”. Così l’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, alla vigilia dell’incontro tra il ministero dell’Ambiente e le Regioni per discutere ”il progetto, arbitrario, illegale ed eticamente inaccettabile, di autorizzare vere proprie campagne di sterminio contro i cani vaganti, gli ibridi canilupo e i lupi”.

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LA REAZIONE DELLA LAV

”Il ministero dell’Ambiente e la Conferenza delle Regioni si apprestano a varare il nuovo Piano di conservazione e gestione del lupo che, dopo ben 45 anni, consentirà gli abbattimenti di lupi e ibridi e renderà addirittura possibile dare la caccia e uccidere i cani vaganti, contro il divieto fissato per legge nel 1991”. Lo afferma la Lav (Lega antivivisezione) parlando delle indiscrezioni relative al Piano di gestione del lupo che però ”di fatto sconfina nella gestione del randagismo, con la previsione di ‘soluzioni finali’ anche per i cani, cosa assolutamente vietata nel nostro ordinamento”.

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LA REAZIONE DELLA LIDAEA

”E’ ‘assurdo’ che il ministero dell’Ambiente proponga, di fatto, la riapertura della caccia al lupo, peraltro prevalentemente allo scopo, tutto politico, di evitare conflitti sociali”. Lo dichiara Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, alla vigilia dell’incontro tra governo e Regioni sul nuovo Piano di gestione e conservazione del lupo. Brambilla preannuncia ”’dura opposizione’ a qualsiasi tentativo di legalizzare ‘stragi’ di lupi”.

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LA REAZIONE DEL M5S

“Gli abbattimenti del lupo controllati, o meglio ‘non a priori’, rischiano di essere come le ‘bombe intelligenti’ in guerra, fatte passare come innocue con un artificio semantico e poi invece, allo stato dei fatti, piombate sugli ospedali”. E’ quanto affermano i deputati del M5S in una interrogazione al ministero dell’Ambiente sulla deroga al Piano di Azione per la tutela dei lupi che ne consentirebbe l’abbattimento, in cui chiedono l’eliminazione della “deroga senza senso”.

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LA REAZIONE DI POSSIBILE

Beatrice Brignone di Possibile dice di aver depositato ”un’interrogazione al ministro dell’Ambiente sulla aberrante quanto arcaica ipotesi di ‘abbattimento legale’ dei lupi in Italia”. Per questo viene chiesto ”al ministro di aprire un confronto con le associazioni” e di fornire ”informazioni sullo stato di avanzamento dei lavori”.

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LA REAZIONE DELLE SENATRICI PD E SEL

Il piano sulla gestione del lupo “e’ inaccettabile. Il ministro dell’Ambiente accantoni ogni ipotesi di uccisione dei lupi e dei cani vaganti, prendendo atto che queste misure scatenerebbero una fortissima tensione sociale nell’opinione pubblica, nella quale da tempo e’ maturata una forte cultura di attenzione e di sensibilita’ nei confronti degli animali”. Lo dichiara la senatrice Silvana Amati, responsabile Pd per la tutela e la salute degli animali, che ha presentato un’interrogazione al ministro Galletti sulla questione dell’abbattimento dei lupi contemplato nel documento ministero dell’Ambiente – Uzi (Unione zoologica italiana) per il piano di gestione del canis lupus. Il testo e’ stato sottoscritto anche dalle senatrici Pd Cirinna’, Granaiola, Valentini e dalla senatrice di Sel De Petris.

 

  • Antonio Pollutri |

    Evidentemente il Ministero è vittima della sindrome DAD, “decidi annuncia e difendi”:ha scritto/fatto scrivere interamente il piano, e poi lo ha scodellato sotto il naso dei portatori d’interessi inscenando un ridicolo processo di condivisione come se si trattasse di lepre appenninica. Inoltre ha commesso l’errore di trattare scorrettamente una materia alquanto delicata dal punto di vista etico e culturale: l’uccisione del lupo per cause di natura sociale. Ma quanta gente è stata deturpata, mutilata o addirittura uccisa da un lupo? Nessuna. E quante sono le persone deturpate, mutilate o uccise da cani e altri domestici, d’affezione o da produzione? Tante. E quanti i feriti, deturpati ed uccisi dalla caccia? Tanti. E allora? Di che stiamo parlando?

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