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Buon compleanno, “vècio”: fa 40 anni Iroso, l’ultimo mulo alpino

Iroso, l’ultimo mulo degli Alpini, compie oggi 40 anni. La matricola n. 212 delle “penne nere”, benché abbia perso la vista, mantiene una discreta salute e in suo onore domenica prossima, a Vittorio Veneto, sarà organizzata una festa di compleanno. Nel maggio del 2017 furono prese tutte le precauzioni, compresa la sorveglianza di un veterinario 24 ore al giorno, per far sì che potesse partecipare all’adunata nazionale degli alpini di Treviso. Lo si può ben chiamare “vècio”: il soprannome riservato nel corpo degli Alpini ai veterani di guerra Iroso se l’è meritato quando, con ben poco onore, nel 1993 è stato venduto al macello insieme ai 23 compagni quadrupedi rimasti. La sua/loro storia l’ha scritta qui la brava collega Macri “Zoelagatta” Puricelli. Da allora Iroso vive nel trevigiano, nella casa del suo “conduttore” Toni De Luca, dove riceverà la tradizionale “benedizione degli animali” nella ricorrenza di Sant’Antonio Abate.

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AGGIORNAMENTO DI DOMENICA 13 GENNAIO 2019

Come un alpino, ‘uno di noi’, come lo hanno chiamato oggi nel trevigiano, è stato festeggiato per i suoi 40 anni ‘Iroso’, l’ultimo mulo in vita che ha prestato servizio nell’Esercito Italiano nel corpo degli Alpini e nell’ormai disciolta Brigata Cadore. I festeggiamenti sono iniziati, ad Anzano, frazione di Cappella Maggiore (Treviso), con un brindisi a base di vin brulé (vino rosso scaldato con spezie) per poi passare alla messa al campo in perfetto stile da ‘penna nera’ e benedizione per il quadrupede classe 1979 e matricola, come conferma uno degli zoccoli, 212. Poi per tutti i presenti, compreso il Governatore del Veneto Luca Zaia, è arrivato il ‘rancio’ con gran pentoloni di pasta asciutta e relativi cori in stile adunata. Si tratta di un caso curioso. ‘Iroso’ è l’ultimo, in vita, dei muli che hanno servito l’Esercito. Era stato messo all’incanto quando dagli animali si è passati ai cingolati e l’ex alpino Antonio De Luca lo ha comprato, per un milione e 250mila lire ad un asta salvandolo dalla macellazione peraltro strappandolo ad un austriaco. Di eccezionale c’è anche il fatto che ‘Iroso’, con i suoi 40 anni, praticamente raggiunge l’età di un umano di 140: un vero record. ‘Iroso’, dopo l’acquisto, è stato utilizzato per trasportare legna, al posto delle salmerie, ma ha anche partecipato ad alcune adunate degli alpini. Oggi, pressoché cieco e senza denti viene alimentato con cibo sciolto nell’acqua ed è affiancato da una ‘badante’ mula che lo accompagna ancora nelle sue passeggiate tra i colli trevigiani. A fianco ha spesso De Luca che, da commerciante di legname, non ha mai smesso di portare il suo cappello verde con la penna nera ricordando sempre – come racconta chi gli è vicino – che della naja alpina ha fatto, come il suo mulo, uno stile di vita tra fedeltà, amore e solidarietà. (Ansa)

  • Maria Pia |

    Perché mai il povero Iroso non dovrebbe meritarsi la benedizione, dopo la vita che deve aver fatto e visto che a lui non è toccato di diventare carne né da cannone né da macello come i suoi colleghi precedenti penso che è proprio questo che vorrebbe: morire in pace.

  • smile verde |

    La chiesa ha mandato in pensione Cartesio? Chiediamo a Iroso se vuole farsi benedire. Secondo me preferisce un Cin Cin

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