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Gli agricoltori Cia contro gli ungulati: “Anche lo Stato li abbatta”

“Bisogna ridurre drasticamente la selvaggina, che impedisce agli agricoltori di svolgere il proprio lavoro, con danni ingenti ogni anno, facendo in modo che oltre ai cacciatori intervengano anche i corpi dello Stato, ad esempio i carabinieri forestali, per abbattere i capi sovrabbondanti e riportare il loro numero in equilibrio”. Lo ha detto il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, al convegno “Il territorio come destino”, che si è svolto alla Camera di Commercio, di Imperia, a margine della rassegna Olioliva 2018, la festa dell’olio nuovo, al quale ha partecipato anche l’assessore regionale Stefano Mai. “Lupi, cinghiali e caprioli stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura. Parlano della presenza di 1500 lupi in Italia, ma crediamo che siano anche il doppio. In Liguria sono stimati 28 mila cinghiali da abbattere. Terminato il periodo di caccia, lo Stato deve per forza organizzare delle squadre per abbattere la selvaggina in eccesso”. (Ansa)

  • Gianni |

    Solo una parola: VERGOGNA

  • Alice |

    Ripopolano per poi abbattere…..

  • Alice |

    Spero invano che tutti gli uomini affetti da antropocentrismo ed egoismo possano guarire presto e che la società (tutta) ritrovi davvero un’ etica, il giusto e rispettoso equilibrio perso da tempo con gli altri abitanti del pianeta.

  • Antonio Scabia |

    Grandi agricoltori, ma di più quelli che hanno favorito il ripopolamento, forse per far piacere ai “simpatici” cacciatori.

  • franco |

    Gli unici che possono fare un po di selezione naturale sono i lupi e secondo questi fenomeni vanno abbattuti.Solo 50 anni fa al nord i cinghiali erano rari,cervi e caprioli quasi inesistenti,Adesso nonostante se ne abbattano (per i cinghiali) migliaia ogni anno e centinaia di altri ungulati non è che ci sia qualcuno che ripopola? ,

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