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In Trentino perso il 25% di foreste, Wwf e Enpa: “Stop immediato alla caccia”

AGGIORNAMENTI IN CODA

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POST ORIGINALE

A seguito dei danni provocati dall’ondata di maltempo in Trentino, il Wwf locale lancia un appello per la salvaguardia dei territori e la chiusura dell’attività venatoria. “Possiamo agire fin da subito nella direzione della protezione in particolare della fauna selvatica duramente colpita dagli immani schianti di alberi (indagini preliminari parlano di un 25% di patrimonio forestale perduto). Per questo, a tutela di quanto rimane – si legge in una nota – lanciamo un accorato appello al Comitato faunistico volto all’immediata sospensione di qualsiasi attività venatoria, fino a data da destinarsi”. Un’iniziativa che, aldilà della ridda di numeri che scatena – foreste che impiegheranno 100 o 200 anni a ritornare tali oppure 1,5 milioni di metri cubi di alberi perduti oppure 100mila ettari di bosco rasi al suolo o ancora 3 milioni di piante abbattute dal vento – è condivisa anche da Enpa, che estende l’ambito dell’emergenza e chiede che Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Trentino Alto Adige applichino la legge e sospendano la caccia. La Protezione animali plaude all’iniziativa – seppur parziale – del governatore del Veneto che, causa maltempo, ha sospeso caccia e pesca nel bellunese e nel vicentino. “I cacciatori – sottolinea ancora il Wwf – sono in questo momento chiamati come tutti a scegliere, tra lungimiranza e miopia: contiamo che la cultura della quale il Trentino si fregia possa essere da guida verso una scelta che appare inevitabile, sempre che la caccia miri ancora definirsi protettrice del patrimonio faunistico, piuttosto che sua rapinatrice e sfruttatrice”. (nella foto di Stefano Bertoldi/Ansa, la strage di alberi causata dal forte vento a Passo Vezzena, che mette in comunicazione l’altopiano di Lavarone, Trento, con l’altopiano dei Sette Comuni, Vicenza)

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AGGIORNAMENTI DEL 3 NOVEMBRE 2018

ANIMALISTI ITALIANI ONLUS. “Le Regioni che hanno chiesto lo stato di calamità dovrebbero sospendere l’attività venatoria. Gli animali selvatici sono allo stremo e vanno tutelati. Il loro habitat è stato gravemente danneggiato, con una perdita del 25% del patrimonio forestale. Bisogna dare la possibilità alla fauna di poter affrontare l’inverno. È un atto di responsabilità verso la vita”. Lo dichiara in una nota Walter Caporale, Presidente di Animalisti Italiani onlus.

MOUNTAIN WILDERNESS. Mountain Wilderness Italia lancia un appello alle amministrazioni regionali delle Dolomiti e a quelle delle province autonome perché venga chiusa da subito la stagione venatoria. “E’ inconcepibile, in una situazione naturalistica tanto devastata, permettere lo svolgimento della caccia. Quanto è sopravvissuto della fauna selvatica, probabilmente pochi esemplari di animali per area, va lasciato recuperare. Tutto il mondo animale deve prepararsi a affrontare un duro inverno, dovrà riadattarsi a un territorio sconvolto e irriconoscibile, anche impercorribile”, si legge in una nota.

  • Gianfranco frelli |

    Fermare la caccia è sempre un atto di tutela della fauna e della flora, oggi è un atto dovuto verso tutti gli animali

  • Luigina Ferrari |

    Fermare la caccia nella montagna ferita con i suoi animali , È un atto di giustizia e civiltà amorevole .

  • Daniela Disconzi |

    Hanno subito questo disastro : dobbiamo aiutarli ,non cacciarli. Dov’è l’umanità? ??

  • Eliseo |

    L’attività venatoria deve essere assolutamente sospesa all’interno dei territori colpiti a salvaguardia degli animali selvatici che sono allo stremo

  • Graziapia Grifa |

    In un paese civile non ci sarebbe bisogno di una raccolta firme per fermare la caccia in zone così devastate!!!! FERMATE LA CACCIA!

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