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La California cattura i cavalli selvaggi ma poi che fine fanno?

Dovrebbe iniziare domani la raccolta dei mille cavalli selvaggi “in esubero” nella Foresta Nazionale di Modoc, nella California nord-orientale. Il Devil’s Garden Plateau Wild Horse Territory sopporta da anni un sovrannumero di questi animali e così il U.S. Forest Service ha deciso “di adottare un approccio più attivo nella cura dei cavalli, prendendosi cura del territorio”, come ha detto Amanda McAdams, supervisore della Foresta Nazionale di Modoc. I centomila ettari della riserva possono ospitare un massimo di 402 cavalli ma oggi sono dieci volte tanti, pertanto dispongono di meno cibo e finiscono per danneggiare l’habitat, le fonti d’acqua e la loro stessa salute. Da qui la decisione di catturare e mettere in adozione gli equini, anche se gli attivisti per i diritti degli animali temono che centinaia di loro possano essere in realtà avviati alla macellazione. Gli animalisti dell’American Wild Horse Campaign (Awhc) pensano che i cavalli più vecchi tra quelli catturati, che stimano essere i circa trecento con più di dieci anni, possano essere portati in Canada o in Messico e macellati, aggirando la normativa. Se negli Stati Uniti è stato rinnovato da pochi mesi il divieto di macellazione dei cavalli la pratica è invece legale nei due paesi confinanti a nord e a sud. La carne di cavallo, successivamente, sarebbe inviata in Europa e in Asia per il consumo.