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Un'immagine rilascita dalla Guardia Costiera della collisione avvenuta a nord di capo Corso fra la portacontainer Cls Virginia e il traghetto Roro Ulysse della Ctn, Roma, 8 ottobre 2018. ANSA/UFFICIO STAMPA GUARDIA COSTIERA

Corsica, collisione tra navi nelle acque del Santuario dei cetacei

AGGIORNAMENTO DEL 19 OTTOBRE 2018 – CONCLUSO IL RECUPERO DEL CARBURANTE

Sono in corso e si concluderanno oggi le operazioni di svuotamento e recupero, dalla cassa danneggiata dalla collisione, del carburante ancora presente a bordo della nave Virginia da parte del rimorchiatore greco “AEGIS I”, che ha raggiunto nelle ore scorse l’area interessata dalla collisione avvenuta il 7 ottobre tra due mercantili al largo della Corsica. Le operazioni di svuotamento del carburante sono state volute dal Ministero dell’Ambiente che, nel suo ruolo di focal point nazionale dell’Accordo RAMOGE, ha richiesto esplicitamente alla Prefettura Marittima francese, che ha coordinato gli interventi, di attuare prioritariamente questa misura al fine di limitare l’inquinamento marino. Inoltre, quale garanzia ambientale, il Ministero ha richiesto che – qualora vi fosse pericolo di ulteriori sversamenti – venga prescritto alla nave Virginia nel momento del trasferimento nel porto di destinazione, di uscire prima possibile dal Santuario dei Cetacei Pelagos e tenersi fuori dalla Zona di Protezione Ecologica italiana. Nelle acque davanti l’Arcipelago toscano, sono ancora presenti mezzi della Guardia Costiera italiana e mezzi antinquinamento della flotta del Ministero dell’Ambiente, impegnati in attività di monitoraggio per prevenire ogni possibile danno. “Il Ministero dell’Ambiente – afferma il ministro Sergio Costa – ha immediatamente risposto alla richiesta francese di aiuto, inviando quattro navi della flotta disinquinante nazionale che hanno recuperato circa 280 metri cubi di prodotto petrolifero”. “Gli interventi tempestivi – aggiunge il ministro Costa – hanno fatto tesoro dell’esercitazione antinquinamento RAMOGEPol 2018 svoltasi meno di un mese fa nell’Arcipelago de La Maddalena. Il mio plauso, dunque, e il mio ringraziamento va sia al personale del mio Dicastero che alla Guardia Costiera, la cui professionalità ha permesso di lavorare in un clima di serena sinergia”. “La tutela dell’ambiente e dell’ecosistema marino – dichiara il comandante generale della Guardia Costiera Giovanni Pettorino – rientra tra le attività principali che il Corpo svolge quotidianamente a favore della collettività, soprattutto in termini di lotta all’inquinamento, di sicurezza della navigazione e dei traffici marittimi e di protezione delle specie marine e dell’habitat costiero”. (Ansa)

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AGGIORNAMENTO DEL 17 OTTOBRE 2018 – LA CHIAZZA NERA ARRIVA SULLA COSTA FRANCESE

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TOPSHOT - People walk past tar balls polluting Pampelonne beach at Ramatuelle, in the Gulf of Saint-Tropez, southeastern France, on October 16, 2018. - A week after the collision between two cargo ships off the Mediterranean island of Corsica, tar balls have been located polluting the beaches of the east of the Var, including the famous Pampelonne beach in the Gulf of Saint-Tropez. (Photo by GERARD JULIEN / AFP)

Agenti della polizia municipale francese e persone comuni davanti alle chiazze di carburante scoperte oggi sulla spiaggia di Pampelonne a Ramatuelle, vicino a Saint-Tropez, in Francia. Il carburante arriva dalla collisione di due barche il 7 ottobre in Corsica. Si ritiene che circa 600 metri cubi siano fuoriusciti dal serbatoio della portacontainer centrata in pieno dal traghetto Cotunav (sopra SEBASTIEN NOGIER / EPA, sotto GERARD JULIEN / AFP)

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AGGIORNAMENTO DEL 12 OTTOBRE 2018 IN CODA – PARCO ARCIPELAGO TOSCANO: PREOCCUPATI PER LE COSTE

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AGGIORNAMENTO DELL’11 OTTOBRE 2018 IN CODA – COSTA: ADOTTARE OGNI MISURA DI PROTEZIONE AMBIENTALE

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AGGIORNAMENTO DEL 10 OTTOBRE 2018 IN CODA – COSTA: “I COMANDANTI DELLE NAVI LIMITINO I DANNI”

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AGGIORNAMENTO DEL 10 OTTOBRE 2018 IN CODA – MAREVIVO: MANCANO TUTELE PER I CETACEI

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AGGIORNAMENTO DEL 10 OTTOBRE 2018 IN CODA – GREENPEACE: CHIAZZA ESTESA PER 100 KMQ

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AGGIORNAMENTO DEL 9 OTTOBRE 2018 IN CODA – ISPRA: CON IL MALTEMPO IL COMBUSTIBILE POTREBBE FINIRE IN FONDO AL MARE

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POST ORIGINALE DELL’8 OTTOBRE 2018

E’ allarme inquinamento in mare al largo della Corsica, a causa della collisione tra due navi, una tunisina e l’altra cipriota, avvenuta ieri mattina a circa 14 miglia da Capo Corso, un tratto di mare compreso nel Santuario dei cetacei Pelagos. L’incidente ha provocato la fuoriuscita di circa 600 metri cubi di “fuel oil” (olio carburante, ricco di sostanze tossiche e cancerogene) che hanno prodotto una chiazza che si è estesa in mare per dieci chilometri quadrati. Sebbene la fuga di idrocarburi sia “sotto controllo”, come ha detto il ministro francese per la Transizione Ecologica, Francois De Rugy, e la macchia sia stazionaria, sono ancora da avviare le operazioni di disincagliamento delle due navi, che potrebbero riversare in mare altro carburante. Il ministro dell’Ambiente italiano, Sergio Costa, twitta in serata: “Abbiamo inviato tre nostre navi antinquinamento sul posto della collisione in acque francesi al nord della Corsica. L’obiettivo è recuperare la fuoriuscita stimata di 600 metri cubi di gasolio” e ringrazia la Guardia costiera che monitora con aereo e mezzi navali.

L’INCIDENTE IN PIENO SANTUARIO DEI CETACEI PELAGOS

L’area di mare si trova “in pieno Santuario internazionale dei Cetacei” (il triangolo di mare racchiuso tra Nord della Sardegna, Corsica, Toscana e Liguria, fin quasi a Tolone, in Francia) dove “sono stati osservati sia la balenottera comune che il capodoglio”, spiega preoccupata Greenpeace, che ricorda come introdurre norme “precise sulla protezione e sulla tutela del Santuario dei Cetacei sia una scelta non più rinviabile”. “Le nostre preoccupazioni si sono avverate” afferma l’associazione, osservando che l’incidente è avvenuto “tra imbarcazioni che dovrebbero esser dotate delle migliori tecnologie e in condizioni meteorologiche assolutamente ideali”. L’incidente, purtroppo, conferma la vulnerabilità dell’area, soggetta a intenso traffico navale e funestata da ripetuti incidenti. Purtroppo, gli allarmi lanciati da Greenpeace e da molti altri sono rimasti inascoltati e ben pochi passi avanti si sono fatti per garantire la sicurezza dei trasporti nel Santuario”.

BALENOTTERE E CAPODOGLI DISTURBATI DAL TRAFFICO NAVALE

Nel tratto di mare dove è avvenuto l’incidente, quelle 20 miglia tra Capraia e Capo Corso, secondo l’associazione ambientalista Marevivo (che ha raccolto con la nave scuola Vespucci i risultati delle rilevazioni acustiche sul Santuario), passano un centinaio di navi al giorno che disturbano la caccia di animali marini come balenottere comuni, capodogli, stenelle e delfini che proprio al suono devono la scoperta del cibo e lo scambio di informazioni vitali. Anche per queste ragioni Greenpeace ricorda, infine, che si batte da anni affinché il Santuario dei Cetacei “sia protetto sul serio e non solo sulla carta” e auspica “che questo ennesimo incidente non si riveli l’ennesimo disastro ambientale prevedibile”. (nella foto sopra della Guardia Costiera/Ansa l’area dello sversamento, sotto la mappa del santuario e il luogo dell’incidente e le navi fotografate dalla Marina militare francese/Afp)

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This photo provided the Marine Nationale (French Navy) shows a Tunisian ship, left, and a Cypriot ship after a collision in the Mediterranean Sea north of Corsica island, Monday, Oct. 8, 2018. Two merchant ships collided north of the French island of Corsica on Sunday, causing a 4-kilometer (2.4 mile) fuel spill in the Mediterranean Sea that French and Italian authorities are working to contain. (Alexandre Groyer/Marine Nationale via AP)

TOPSHOT - This handout picture released on October 8, 2018 by the French Navy, Marine Nationale, shows two cargo ships after they collided off the Mediterranean island of Corsica on October 7, 2018. - French and Italian ships race today to contain a spreading oil spill after the Tunisian freighter (front) rammed into the Cyprus-based CSL Virginia vessel that was anchored about 30 kilometres (20 miles) off the northern tip of the French island. The ship's hull was pierced and at least one fuel tank began leaking into the nearby Cap Corse and Agriate marine reserve created just two years ago. (Photo by - / French Marine Nationale / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / MARINE NATIONALE" - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS- NO ARCHIVES AFTER NOVEMBER 8, 2018

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AGGIORNAMENTO DEL 9 OTTOBRE 2018 – ISPRA: CON IL MALTEMPO IL COMBUSTIBILE POTREBBE FINIRE IN FONDO AL MARE

Il peggioramento delle condizioni meteo-marine previsto per domani potrebbe rendere più difficoltoso recuperare la sostanza inquinante riversata in mare dopo la collisione fra due navi a nord della Corsica e il combustibile potrebbe inglobare goccioline d’acqua e finire sotto la superficie del mare e coinvolgere specie animali e vegetali. E’ quanto scrive l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sul proprio sito web avvertendo che “questo tipo di prodotto, arrivato in prossimità dei litorali, può inglobare eventuale materiale sedimentario in sospensione e affondare, coinvolgendo le biocenosi del fondo (complesso di popolazioni animali e vegetali che vivono e interagiscono fra loro nello stesso ambiente) e determinando un’ulteriore difficoltà di recupero”. L’Ispra spiega che “considerando che si tratta di un olio combustibile pesante, e conoscendo il comportamento in mare di questa categoria di miscela oleosa, fintanto che le condizioni meteo-marine rimangono tranquille (mare calmo e vento assente), il prodotto continuerà a galleggiare lungo una linea, secondo la direzione della corrente (che al momento procede in direzione nord-ovest) e potrà essere recuperato. Qualora, come previsto per i prossimi giorni, potrà verificarsi un peggioramento dellecondizioni meteo-marine l’aumento del moto ondoso non permetterà un agevole recupero del combustibile che ingloberà goccioline di acqua (fino all’80% del volume totale) favorendone altresì lo spostamento sotto la superficie del mare, non vista dai sistemi di rilevamento in atto, e apparire solo quando in prossimità della costa”. Ed è qui che può “affondare, coinvolgendo il complesso di popolazioni animali e vegetali che vivono e interagiscono fra loro nello stesso ambiente e determinare un’ulteriore difficoltà di recupero”. (Ansa)

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AGGIORNAMENTO DEL 10 OTTOBRE 2018 – GREENPEACE: CHIAZZA ESTESA PER 100 KMQ

Le immagini satellitari sulla collisione delle navi a nord della Corsica, nel Santuario dei cetacei, “mostrano che la contaminazione da idrocarburi interessa ormai oltre 100 chilometri quadrati”, afferma Greenpeace che ha fatto una elaborazione su immagini satellitari. “Recuperare gli idrocarburi dispersi è impossibile e se non si mettono a punto meccanismi efficaci per prevenire simili incidenti il Santuario dei Cetacei sarà sempre a rischio. È evidente che questo incidente poteva essere evitato”. Greenpeace riferisce che “secondo quanto si apprende da fonti stampa francesi, si potrebbe trattare del rilascio di varie centinaia di tonnellate di combustibile Ifo (Intermediate Fuel Oil), una sostanza più leggera del bunker (combustibile semisolido), con un livello di tossicità acuta definito ‘medio’, ma con elevato livello di rischio per imbrattamento (a causa dell’elevata viscosità) e con elevata persistenza”. Le prossime ore, aggiunge Greenpeace, potrebbero essere decisive per l’evoluzione di questo disastro. “Fino ad ora le condizioni meteo sono ottimali, ma tra ventiquattro ore nella zona sono previste onde di due metri. Ciò potrebbe comportare non solo una notevolissima, ulteriore, dispersione degli idrocarburi fuoriusciti dalla portacontainer Virginia, ma anche rendere difficoltosa l’operazione di separazione delle due navi. In condizione di mare agitato, peraltro, le due navi potrebbero subire danni ulteriori con conseguenze pericolosamente imprevedibili”.

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AGGIORNAMENTO DEL 10 OTTOBRE 2018 – MAREVIVO: MANCANO TUTELE PER I CETACEI

“Alcuni incidenti che si verificano in mare, con procedure e misure riguardanti soprattutto il traffico marittimo, si dovrebbero evitare. Da tempo Marevivo, con il progetto ‘Autostrade del mare’, le campagne in difesa dei cetacei e la promozione delle aree marine protette, ha richiesto un rafforzamento mirato dei sistemi di sicurezza della navigazione e di quelli di monitoraggio del traffico marittimo, sottolineando i rischi della sua intensificazione, soprattutto in una bacino chiuso come il Mediterraneo”. Lo scrive la ong Marevivo in un comunicato. Per il Delegato di Marevivo a Livorno, Antonio Fulvi, “il Santuario dei cetacei ad oggi è una dichiarazione platonica, perché non ci sono divieti di pesca, non ci sono in particolare per quella di palangari e pesca del tonno e del pescespada (salvo le limitazioni nazionali) e specialmente non ci sono “corridoi” della navigazione dei mercantili e dei traghetti, che incrociano a tutta velocità verso Sardegna e Corsica”. Secondo i dati ufficiali, ogni anno 40 balene o balenottere sono speronate e uccise dalle navi. Per Fulvi “risulta che per prima una compagnia, Corsica e Sardinia Ferries, abbia già istallato a bordo un sistema satellitare che consente di individuare anche di notte eventuali cetacei sulla rotta (sistema Repcet), che per i francesi è invece obbligatorio su tutte le navi mercantili oltre 24 metri”. “Abbiamo proposto più volte – dichiara Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo – un monitoraggio ambientale mirato sugli impatti della navigazione e del trasporto marittimo, soprattutto in una zona protetta per i cetacei. È inaccettabile che in un Santuario non ci sia un limite al transito navale, che per gli animali marini rappresenta una fonte di stress”. (Ansa)

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AGGIORNAMENTO DEL 10 OTTOBRE 2018 – COSTA: “I COMANDANTI DELLE NAVI LIMITINO I DANNI”

“Farò pervenire ai comandanti delle navi mercantili”, attraverso “gli Organi Consolari delle rispettive bandiere, un formale provvedimento che imponga loro di adottare sin d’ora ogni misura ritenuta utile per limitare al massimo i danni alle risorse naturali italiane. Ci troviamo all’interno del Santuario dei Cetacei Pelagos, in un’area particolarmente sensibile per la vita marina”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa a proposito della collisione di due navi a nord della Corsica aggiungendo che “ferma restando la competenza della Francia ad adottare le misure ritenute tecnicamente più idonee ad assicurare la risoluzione delle diverse problematiche scaturenti dal sinistro marittimo in questione, ho espresso la mia preoccupazione perché vengano adottate tutte le necessarie precauzioni per il disincastro delle navi”. Nella nota il dicastero aggiunge che “la Guardia Costiera francese ha stimato la quantità di prodotto sversato in mare tra 100 e 300 metri cubi che si è frammentato in cinque macchie che vanno alla deriva al largo (nord-ovest) della Corsica per una lunghezza 25 chilometri. I nostri mezzi antinquinamento, che lavorano sotto il coordinamento della Francia, hanno già recuperato parte del combustibile fuoriuscito, circa 150 metri cubi di prodotto oleoso misto ad acqua. (Ansa)

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AGGIORNAMENTO DELL’11 OTTOBRE 2018 – LA CHIAZZA CONTINUA A NON INTERESSARE L’ITALIA

Collisione navi: macchia continua a non interessare Italia

(ANSA) – ROMA, 11 OTT – Continuano – sotto il coordinamento delle autorità francesi e in ottemperanza al piano internazionale d’intervento antiquinamento “Ramogepol”, per conto del Ministero dell’Ambiente – le attività di monitoraggio dell’inquinamento provocato dalla collisione delle due navi a nord della Corsica da parte dei mezzi aerei e navali della Guardia Costiera italiana e le attività di contenimento e bonifica svolta dai mezzi Castalia. Lo rende noto il comando genrale delle capitanerie di Porto, secondo cui “nonostante le attuali condizioni meteomarine risultino in peggioramento, la macchia, al momento, non interessa le acque di responsabilità italiana”. La Direzione Marittima di Genova, dando seguito alle indicazioni del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, ha emanato in maniera preventiva una diffida ai comandanti ed armatori delle navi, al fine di “adottare senza ritardo ogni misura atta a prevenire ogni rischio ambientale in un’area di particolare interesse, dove risiede la zona di protezione ecologica ed il Santuario dei Cetacei, denominato Pelagos”. Analoghi provvedimenti preventivi, riferisce la Guardia costiera, verranno adottati dalle Direzioni marittime di Livorno ed Olbia, Comandi regionali prossimi all’area attualmente interessata dall’inquinamento.

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AGGIORNAMENTO DEL 12 OTTOBRE 2018 – PARCO ARCIPELAGO TOSCANO: PREOCCUPATI PER LE COSTE

“Siamo molto vigili perché c’è la preoccupazione che ci possano essere effetti sulle coste del parco nazionale dell’Arcipelago toscano e nel Santuario dei cetacei, stiamo aspettando il risultato dei sopralluoghi di Ispra”. Lo afferma il presidente del parco Giampiero Sammuri in merito alla collisione di due navi a nord della Corsica tra la nave tunisina Roro Ulysse e la portacontainer cipriota Cls Virginia. Il parco, spiega una nota, è in costante contatto con la Capitaneria di porto di Livorno per monitorare la situazione dell’inquinamento causato dalla collisione. L’Ispra, si legge ancora, su mandato del ministero dell’Ambiente oggi ha in programma di svolgere un sopralluogo in elicottero per monitorare i possibili effetti causati dalla presenza di olii combustibili in mare e per verificare se ci sono animali in difficoltà e, laddove risultasse opportuno, organizzerà un sopralluogo ravvicinato a Capraia e a Gorgona con un mezzo nautico.