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Capovaccaio (avvoltoio raro) in migrazione ucciso a fucilate in Sicilia

AGGIORNAMENTO DEL 19 SETTEMBRE 2018 IN CODA – WWF: IN SICILIA EMERGENZA BRACCONAGGIO

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POST ORIGINALE

E’ stato ucciso a fucilate a circa 10 km a nord-ovest di Mazara del Vallo (Trapani) un giovane esemplare femmina di avvoltoio capovaccaio, chiamata Clara: lo scorso 3 settembre era stata liberata a Matera perché potesse migrare in Africa. Lo denuncia il Cerm (Centro rapaci minacciati, da cui sono tratte le foto) in un post su Facebook, nel quale pubblica anche le foto del volatile impallinato. L’episodio si è verificato tre giorni fa, il 9 settembre: il piccolo volatile, che volava con un altro capovaccaio (la sorella Bianca, liberate insieme), è stato ritrovato ieri grazie al gps/gsm con il quale veniva monitorato. L’operazione è stata condotta dai carabinieri. L’istituto zooprofilattico siciliano ha poi accertato, tramite una radiografia sulla carcassa, che il volatile era stato colpito da sette pallini (foto sotto). “Purtroppo – scrive il Cerm – la Sicilia occidentale rappresenta per i rapaci migratori una sorta di buco nero, nel quale vengono inghiottiti ogni anno”. Si tratta di un uccello molto raro: in Italia nel 2015 sono state censite 8 coppie, “numeri inclementi che rendono bene l’idea della drammatica situazione della specie”, scrive il Cerm su capovaccaio.it.

LE REAZIONI

IL MINISTRO SERGIO COSTA. “Una stupida fucilata ha interrotto il viaggio della speranza di una specie così minacciata come il capovaccaio, presente in Italia con pochissime coppie nidificanti”, ha scritto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, commentando l’atto di bracconaggio ai danni del giovane capovaccaio.

WWF. “Contiamo sull’operato delle Forze dell’ordine, in particolare dei Carabinieri forestali, per l’avvio di rapide indagini per individuare il criminale e chiediamo la collaborazione delle Associazioni venatorie, che per prime dovrebbero attivarsi. I nostri legali valuteranno anche azioni indirizzate alla Magistratura contabile nei confronti dei pubblici amministratori, nel caso rimangano inerti di fronte a questo delitto”, dice il Wwf Italia.

ISPRA. I movimenti degli uccelli erano monitorati 24 ore su 24 dai ricercatori dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), grazie al sistema Gps posizionato sugli esemplari, verificando così, in tempo reale, la rotta seguita. Il corpo del capovaccaio abbattuto illegalmente è sotto sequestro ed è stata aperta un’indagine per rintracciare gli autori del grave episodio. Grazie ai segnali Gps, infatti, sono noti luogo e momento dell’uccisione; questo strumento consentirà di verificare la presenza di celle telefoniche nell’area dove è avvenuto l’abbattimento. Ispra fornirà tutta la collaborazione tecnico scientifica alle autorità per le indagini in corso.

LIPU. “Assumere iniziative immediate, a partire dalla sospensione della stagione venatoria in un’area, quella della Sicilia Occidentale, già registrata come black-spot della caccia illegale, e l’impegno a dire stop alle preaperture della caccia”, è l’appello della Lipu al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, all’Ispra e alle massime autorità interessate.

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AGGIORNAMENTO DEL 19 SETTEMBRE 2018 – WWF: IN SICILIA EMERGENZA BRACCONAGGIO, DOPO L’UCCISIONE DEL CAPOVACCAIO COLPITO ANCHE UN FALCO PESCATORE
A pochissimi giorni dall’uccisione di un raro capovaccaio e dall’abbattimento di una Sterna maggiore nel siracusano, dalla Sicilia arriva un’altra terribile notizia. Un giovane Falco pescatore (nella foto sotto) alla sua prima migrazione è stato colpito, in Località Torrenova in provincia di Messina, da una fucilata e versa in gravi condizioni a causa di una bruttissima ferita. Ora il rapace è in cura presso il Centro di recupero del Dipartimento Sviluppo Rurale di Messina gestito dall’associazione MAN dove tutti lavorano senza sosta per salvarlo. Il Falco pescatore è una specie rara in grande difficoltà in tutto il Mediterraneo e che è stata riportata a nidificare in Italia solo nel 2011 grazie al progetto “Osprey”. Nello scorso mese di maggio era arrivata dall’oasi WWF di Orbetello la notizia di una nidificazione spontanea da parte di una coppia di falchi pescatori: nidificazioni conclusasi con la nascita di tre piccoli Ozzy, Olly e Olaf. Per quanto riguarda la Sicilia l’ultima nidificazione registrata risale addirittura al 1969. Purtroppo il giovane esemplare colpito in Sicilia ha incontrato lungo il suo viaggio di migrazione, il primo della sua vita, il fucile di un criminale che non ha esitato a sparare contro una specie rarissima. Si tratta di un vero e proprio crimine di natura che si aggiunge all’uccisione di Clara, la femmina di capovaccaio del LIFE Egyptian vulture crudelmente abbattuta la scorsa settimana. In Sicilia siamo di fronte ad un’emergenza bracconaggio: per questo motivo il WWF chiede al Presidente della Regione on. Nello Musumeci che, visto il ripetersi di episodi gravissimi di bracconaggio, venga sospesa l’attività venatoria. Chiede, inoltre, che sia immediatamente costituita una task force contro i bracconieri per individuare e punire i responsabili di questi crimini odiosi contro la Natura. Questo nuovo odioso episodio ripropone l’urgenza di una riforma del sistema sanzionatorio penale in materia di bracconaggio e delle tante forme di caccia illegale, con l’inasprimento delle sanzioni nella forma di delitti per un’efficace tutela penale della fauna selvatica, in particolare di quella protetta. Per questo il WWF Italia ribadisce la richiesta al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa di promuovere e sostenere una riforma del sistema sanzionatorio penale per l’uccisione, la catture illegale, il commercio illecito, di animali appartenenti a specie protette dalle leggi italiane, europee o internazionali, con l’introduzione del “Delitto di uccisione di specie protetta”. (Comunicato)

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