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Roma, emergenza gabbiani: sterilizzazione e speciali cestini dei rifiuti

E’ ancora una volta il New York Times a puntare il dito contro il degrado romano, questa volta indicando, dopo i topi e la spazzatura, l’emergenza gabbiani. La presenza massiccia dei volatili non è sfuggita al quotidiano Usa che li descrive in soprannumero e aggressivi, memore forse anche dei ripetuti agguati dei gabbiani alle colombe cui il Papa dona la libertà a San Pietro la domenica. Roma cerca di correre ai ripari. Edgar Meyer, responsabile del Benessere animale dell’assessorato all’Ambiente di Roma Capitale, spiega che “i gabbiani a Roma hanno avuto un cambiamento di comportamento con la discarica di Malagrotta che è stata attiva per tanti anni” e anticipa che ricerche dell’Enea attestano l’esistenza di “prodotti che hanno funzionato sui colombi rendendoli infertili al 67%. Si potrebbe fare una ricerca anche sui gabbiani che va in questa direzione. E’ un idea, non è un progetto”, ha precisato. A Roma si sta anche lavorando a nuovi cestini per i rifiuti “anti-gabbiani” da mettere in prima battuta in centro. “C’è un lavoro coordinato dal Gabinetto del Sindaco per realizzare nuovi cestini per rifiuti in ghisa che non siano preda dei gabbiani, come avviene oggi. I primi interventi saranno fatti nel centro storico per poi estenderli altrove. Tali cestini rispetteranno anche i criteri di sicurezza pubblica in centro”, ha annunciato l’assessore all’Ambiente di Roma Pinuccia Montanari. Secondo la Lega di protezione degli uccelli Lipu dal 2014 i gabbiani sono in diminuzione e si stimano in una cifra pari a circa 10 mila esemplari nei cieli della Capitale. Qui l’articolo di ieri del Nyt. (nelle foto Ansa alcune “prodezze” dei gabbiani a Roma: sopra un pasto a base di piccione, sotto l’attacco alla colomba e lo spuntino con un topo annegato nel Tevere)

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</span></figure></a> Un gabbiano porta via un topo dal Tevere, primo segno tangibile della piena del fiume, oggi 22 novembre 2010.<br>ANSA/CLAUDIO PERI
Un gabbiano porta via un topo dal Tevere, primo segno tangibile della piena del fiume, oggi 22 novembre 2010.
ANSA/CLAUDIO PERI