Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
43102812132_b34b95ffe6_k

Sos per galline ovaiole in gabbia, denunciato un allevamento

AGGIORNAMENTO IN CODA – LA POSIZIONE DI UNAITALIA

+++

POST ORIGINALE

Decine di migliaia di galline ammassate all’interno di gabbie, in numeri spesso superiori a quelli consentiti, coperte di sporcizia, parassiti e circondate da cadaveri di topi e galline in putrefazione sul pavimento dello stabilimento. E’ la condizione delle galline ovaiole allevate in gabbia in uno stabilimento nel Mantovano che è stata riscontrata da Animal Equality, organizzazione internazionale per la protezione animale, che a fine aprile scorso ha svolto una indagine in collaborazione con la redazione cronaca del Tg2, che ha trasmesso un servizio alle 20.30 di sabato. Si può vedere qui dal minuto 22’10”. Il Tg2 entra anche in un altro allevamento dove tutto è in regola e le galline ovaiole, sempre allevate in gabbia, sono trattate con rispetto e osservando le norme del benessere animale.

ALLEVAMENTO INFESTATO DA ACARI ROSSI, PERICOLOSI PARASSITI

La situazione dell’impanto sotto accusa è stata documentata con video e fotografie, consegnate ai Carabinieri Forestali all’interno di una denuncia formale nei confronti dei proprietari dell’allevamento, già denunciato “per le condizioni preoccupanti” ma “la situazione non è migliorata: gli investigatori si sono trovati di fronte a scene, se possibile, ancora più sconcertanti”. L’allevamento, aggiunge Animal Equality, “era infestato dagli acari rossi, di cui le galline e le uova erano completamente ricoperti”, “senza alcuna possibilità di liberarsene”. Peraltro, consultando Enrico Moriconi, veterinario e Garante per i Diritti Animali della Regione Piemonte, è emerso che “la presenza di questi parassiti, se non trattata tempestivamente, può portare anche all’esplosione di veri e propri casi di salmonella.

IN ITALIA 42 MILIONI DI GALLINE ALLEVATE IN MODO INTENSIVO

Inoltre, il guscio delle uova è poroso e condizioni di scarsa igiene possono portare all’ingresso di batteri nelle uova destinate al consumo alimentare”, prosegue l’organizzazione per la protezione animale. Animal Equality ricorda che “in Italia sono circa 42 milioni le galline allevate ogni anno negli allevamenti intensivi, di cui oltre il 65% in gabbia” e che “il nostro Paese è uno dei maggiori produttori di uova in Europa”. L’organizzazione ha lanciato una petizione su ilveroprezzodelleuova.it rivolta ad Assoavi, a Unaitalia e al neo Ministro delle politiche agricole, Gian Marco Centinaio, per “mettere fine all’utilizzo delle gabbie, un metodo crudele rigettato dalla maggioranza dei consumatori italiani ed europei”. (nella foto sopra un animale infestato dagli acari rossi dalla cresta appena rosata, segno di anemia; sotto, una gallina morta tra le compagne vive)

+++

AGGIORNAMENTO: LA POSIZIONE DI UNAITALIA

Ricevo e pubblico una nota di Unaitalia.

Unaitalia, l’Associazione di riferimento del settore avicolo italiano, commenta le immagini recentemente mostrate dal gruppo Animal Equality in collaborazione con il Tg2 e realizzate all’interno di un allevamento di galline ovaiole nel Mantovano.

Secondo il presidente di Unaitalia, Antonio Forlini: “Non è corretto lasciare intendere, come fa l’associazione animalista nella denuncia pubblicata sul proprio sito e diffusa ai media, che le immagini di apertura del servizio del TG2 rappresentino le condizioni di vita delle galline ovaiole in Italia. Il servizio completo del Tg2 rende testimonianza, invece, di una realtà che segue al 100% le norme e che non ha pertanto criticità, oltre a rappresentare la maggioranza del settore. Un settore virtuoso, come testimoniato anche nell’intervista ad un rappresentate dell’Istituto Superiore di Sanità, che è costituito da aziende che operano nel rispetto della legge e, quindi, del benessere animale”.

Le immagini di apertura del servizio del Tg2 dedicato agli allevamenti di galline ovaiole evidenziano comportamenti e procedure che non sono assolutamente prassi comune negli allevamenti italiani e che danneggiano gravemente le migliaia di persone che ogni giorno lavorano nell’avicoltura italiana con orgoglio per produrre cibo sano e sicuro per tutti. Dopo aver visto le condizioni dell’allevamento denunciate da Animal Equality, Unaitalia ha fatto una segnalazione alle autorità competenti, perché venissero fatte le opportune verifiche e applicate le relative sanzioni.
***

IL SETTORE HA AVVIATO GIÀ DA TEMPO UN PERCORSO VOLTO A MIGLIORARE GLI STANDARD DI ALLEVAMENTO

Secondo Unaitalia, la ricostruzione dell’inchiesta e della relativa denuncia pubblicata da Animal Equality è ingannevole e danneggia l’immagine di un sistema produttivo all’avanguardia, che da tempo ha avviato con successo processi di valorizzazione, con una forte spinta all’innovazione, all’affermazione di nuove e più efficaci pratiche di allevamento e alla capacità di offrire risposte concrete alle nuove esigenze produttive.

La normativa europea che garantisce il benessere delle galline ovaiole è la più rigorosa al mondo e si basa sulle raccomandazioni del comitato permanente della convenzione europea per la protezione degli animali in allevamento e sul parere del comitato scientifico veterinario. La responsabilità delle aziende e la sensibilità dell’opinione pubblica hanno contribuito a raggiungere un quadro normativo che garantisce elevati standard di benessere per gli animali. (Comunicato dell’Ufficio stampa UNAITALIA)

43102821722_0f29d882b9_z