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Veneto, Toscana, Trento e Bolzano: tutti hanno paura del lupo

AGGIORNAMENTI IN CODA – LE REAZIONI ALLE INIZIATIVE DELLE REGIONI ANTI-LUPO

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POST ORIGINALE

La Toscana si è unita al Trentino e all’Alto Adige contro i lupi, quelli ritenuti pericolosi tanto da mettere a rischio l’agricoltura di montagna. Domandano di poterne gestire in autonomia la presenza sul territorio, anche arrivando in casi estremi a prelievi selettivi, cioè alla cattura. E come ultima soluzione a uccidere, quando si tratti di esemplari particolarmente problematici. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (M5S), ha già annunciato che impugnerà le norme davanti alla Corte Costituzionale mentre il sottosegretario Vannia Gava invita ad “evitare un conflitto istituzionale continuo dinanzi alla Corte costituzionale” e a “ripartire, tutti insieme, dalle più recenti indicazioni del parlamento europeo e ad approvare finalmente il Piano Lupo“. Il Veneto, invece, ha chiesto (e a quanto pare ottenuto dall’Ispra, con la Gava d’accordo) di poter caricare i fucili dei carabinieri forestali con proiettili di gomma per scacciare da vicino alle case e al bestiame un singolo lupo che gira per l’Altopiano d’Asiago. Lav si dice preoccupata e chiede al ministro dell’Ambiente Sergio Costa di confermare il proprio no. Per Enpa “in queste ore contro i lupi è in atto una offensiva che non ha precedenti”.

LUPI, ARRIVA LO STUDIO SANITARIO DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Intanto, il ministero della Salute ha dato notizia di un progetto per lo studio sullo stato sanitario del lupo e dei più comuni carnivori selvatici, che si avvarrà della collaborazione di una rete di enti di ricerca italiani e Istituti zooprofilattici sperimentali. “Ritengo questo progetto di ricerca estremamente importante per monitorare lo stato sanitario del lupo e di altre specie che possono venire a contatto sia dell’uomo che degli animali allevati nelle nostre montagne e avere una maggiore conoscenza e visione delle conseguenze della loro presenza sui diversi territori” ha commentato il sottosegretario Maurizio Fugatti. Anche stavolta Enpa è dubbiosa e si chiede se l’iniziativa non serva “per motivare eventuali campagne di uccisioni”. L’accordo di Firenze, Trento e Bolzano è invece di ieri sera, preso in un incontro al passo Pordoi, in Trentino. Chiedono al governo italiano e all’Unione europea una deroga alla Direttiva Habitat, una direttiva europea del 1992, che traccia le linee guida per la tutela della flora e della fauna.

LE REGIONI E I DANNI DELLA FAUNA SELVATICA ALL’AGRICOLTURA

Quanto alla richiesta di autonomia, non si tratta in realtà di una prima volta per Regioni e Province autonome in cui si trovano ad affrontare gravi danni causati all’agricoltura da animali selvatici. La questione è stata posta nella Conferenza delle Regioni anche lo scorso anno, per quanto riguarda pure ungulati e cinghiali. Per lupi e orsi la vicenda è già stata trattata in Trentino con un ddl proposto dalla Giunta e approvato dal Consiglio a inizio luglio. Ricalca quanto ora si chiede alla Ue. Gli animalisti sono insorti, così come per i proiettili di gomma del Veneto. Fatto è che i tre assessori, Michele Dallapiccola per il Trentino, Arnold Schuler per l’Alto Adige e Marco Remaschi per la Toscana ora scriveranno alla Commissione politiche agricole, affinché convochi un incontro col governo, per sollecitare una rapida approvazione del Piano Lupo. Il prossimo 4 settembre Dallapiccola e Schuler saranno intanto a Bruxelles per incontrare la Commissione Agricoltura dell’Europarlamento. A questa chiederanno una specifica deroga alla Direttiva Habitat, da potere applicare su base regionale. Quella di Remaschi è “un’iniziativa che condividiamo”, scrive Cia Agricoltura Toscana: “Vogliamo risposte concrete”.

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AGGIORNAMENTI DEL 9 AGOSTO 2018

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WWF

“E’ curioso che a chiedere di intervenire sui lupi tramite abbattimenti per limitare i danni all’allevamento sia proprio la Regione Toscana, visto che quest’anno non ha stanziato un solo euro per la prevenzione. Questo somma al danno la beffa per gli allevatori”. E’ quanto afferma in una nota il Wwf, osservando che in Toscana “gli indennizzi li possono ricevere solo gli allevatori che hanno già messo in atto adeguate misure di prevenzione, che purtroppo rappresentano ancora una minima parte”.

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LEGAMBIENTE

“Il ministro dell’Ambiente e l’Unione Europea fermino la scellerata alleanza anti-lupi siglata tra gli assessori all’agricoltura della Regione Toscana, Marco Remaschi, e delle province autonome del Trentino, Michele Dallapiccola, e di Bolzano, Arnold Schuler. Si tratta di una preoccupante trovata elettorale, che non affronta affatto il problema, ma sembra un favore unicamente all’ala più oltranzista dei cacciatori”.  Lo afferma il responsabile Aree protette e biodiversità di Legambiente Antonio Nicoletti in merito alla possibilità di abbattimenti selettivi dei lupi.

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ENPA

“Le Regioni, soprattutto quelle ‘ammazzalupi’, forniscano tutti i documenti scientifici (a partire dai censimenti) relativi alla presenza dei lupi sui territori da esse amministrate e forniscano altresì gli esiti delle analisi genetiche da cui risulta incontrovertibilmente che le presunte predazioni sono state condotte dai lupi e non da altri animali”. E’ la richiesta avanzata da Enpa “all’indomani dell’offensiva antilupo lanciata da alcuni sottosegretari e da un manipolo di amministrazioni regionali che aspirano ad avere mano libera sulle uccisioni”.

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LAV

“Dopo Trento, Bolzano e Veneto, ora anche la Toscana, per bocca del suo assessore Remaschi, annuncia l’approvazione di una legge ‘ammazzalupi’. Consapevole che anche questa andrà a infrangersi sul muro dell’incostituzionalità a seguito dell’impugnazione governativa già dichiarata dal Ministro Costa”. Lo afferma Massimo Vitturi, responsabile Lav area animali selvatici.

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LUCA ZAIA, GOVERNATORE DEL VENETO

Sulla questione dell’utilizzo o meno di proiettili di gomma contro un esemplare di lupo particolarmente aggressivo in Veneto, “nulla si potrà fare finché il ministero non scioglie il dubbio”, ma “in questo momento c’è un disequilibrio e la catena biologica è saltata”. Lo ha sottolineato oggi il presidente del Veneto, Luca Zaia, a margine di una cerimonia di inaugurazione a San Donà di Piave (Venezia).

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