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Enpa in 140 piazze d’Italia contro l’abbandono degli animali

Oltre 140 piazze di tutta Italia mobilitate oggi e domani, primo luglio, contro l’abbandono degli animali, nella giornata nazionale organizzata dall’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa). L’iniziativa è anche l’occasione per fare un bilancio di abbandoni e altri reati contro cani e gatti e dei relativi procedimenti giudiziari, in aumento negli ultimi anni. Ad oggi, rende noto l’Enpa, l’associazione è parte civile in 69 processi (57 pendenti, 9 in appello e 3 in Cassazione), ai quali si aggiungono oltre duecento denunce ed esposti attualmente pendenti nelle Procure di tutta Italia. “Un sistema di monitoraggio non esiste, tuttavia abbiamo fatto passi avanti rispetto al passato”, rileva in una nota Marco Bravi, presidente del Consiglio Nazionale Enpa. Le stime attualmente disponibili sugli abbandoni indicano che nel 2016 i cani randagi censiti dal ministero della Salute (non tutti i trovatelli, ma solo quelli recuperati e affidati a un canile sanitario) hanno sfiorato quota 89mila. Nello stesso anno le strutture Enpa ne hanno accolti ben 33.800 tra cani (11.234), gatti (14.119) e animali di altre specie (8.454). Nello stesso anno gli animali adottati sono stati 19.783 (il 10% in più rispetto al 2015). In crescita soprattutto le adozioni dei cani (2mila in più), mentre quelle dei gatti sono stabili intorno a quota 9.500. Tra il 2015 e il 2016 è diminuito del 7% anche il numero di animali accolti da Enpa: “Ciò – rileva l’ente – fa pensare a una diminuzione complessiva degli abbandoni”. In controtendenza, invece, il dato relativo alle altre specie, soprattutto criceti, rettili, conigli, fermo a quota 8.500 nel 2015 e 2016. I dati preliminari dell’Enpa, relativi al 2017 indicano 15.700 adozioni totali a fronte di oltre 27mila animali ospitati. Nel triennio 2015-2017, infine, l’Enpa ha accolto 97mila animali, facendone adottare ben 52.650. (Ansa)

  • Carmen Palombino |

    E’ un reato che prevede una pena cosi bassa per la quale nessuno finirà mai in galera, risultando quindi una delle tante minacce senza effetto del sistema penale italiano che sempre più assomiglia ad una lancia spuntata.

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