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Reggio Calabria, fondi pubblici per il canile dirottati sui conti personali

AGGIORNAMENTO DEL 6 GIUGNO 2018 IN CODA – LA “VERITA'” DI LNDC

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POST ORIGINALE

Avrebbe utilizzato fondi pubblici destinati alla cura e alla custodia dei cani per rimpinguare conti personali suoi e di suoi congiunti. Beni per un valore di oltre 100mila euro sono stati sequestrati dai carabinieri forestali all’ex presidente della Lega nazionale per la difesa del Cane di Reggio Calabria, R.R.M., di 71 anni, accusata di malversazione, alla quale è stata notificata la misura cautelare dell’obbligo di dimora. Coinvolti anche i suoi tre figli di 36, 46 e 47 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura. Dalle indagini è emerso un ingiustificato esborso di denaro a favore dei figli della donna per l’apparente acquisto di beni e servizi da utilizzare per il mantenimento di un canile a Campo Calabro, di cui invece non vi era traccia fiscale. Già due anni addietro erano stati posti i sigilli al canile per le gravi carenze strutturali ed igienico sanitarie riscontrare, tali da fa scattare il reato di maltrattamento animali. (Ansa)

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AGGIORNAMENTO DEL 6 GIUGNO 2018 – LA “VERITA'” DI LNDC SUL CANILE DI CAMPO CALABRO

Ricevo e volentieri pubblico una nota di Lndc sulle vicende del canile di Campo Calabro:

Bufale, proclami e illazioni la fanno da padrone sui social network ma quello che conta sono i fatti. Gli obiettivi di LNDC sono la tutela degli animali, la trasparenza e la legalità e non c’è spazio al suo interno per chi non rispetta questi principi chiave. Il caso del Canile di Campo Calabro (RC) ha rappresentato una pagina molto difficile e dolorosa per LNDC che, senza se e senza ma, ha portato avanti la propria battaglia per il ripristino della legalità e per la tutela degli animali, intraprendendo talvolta difficili provvedimenti anche contro le proprie articolazioni territoriali. La Sezione locale infatti è stata chiusa e tutti i responsabili della situazione disastrosa sono stati denunciati. Il tutto ha avuto origine da una serie di irregolarità statutarie e da alcune segnalazioni allarmanti relative ai cani tenuti in condizioni assolutamente non idonee al loro benessere, malnutriti e con evidenti carenze igienico-sanitarie. Questo ha portato a dei sopralluoghi in collaborazione con le forze dell’ordine, che hanno purtroppo confermato le informazioni che erano arrivate al Consiglio Direttivo nazionale. Davanti a queste circostanze LNDC non ha esitato a fare di tutto per tutelare gli animali, mettendo da parte la rabbia e il dolore causati dal vero e proprio tradimento attuato da parte di persone in cui si era riposta fiducia. Tradimento perché la cura e il benessere degli animali dovrebbero essere lo scopo principale – se non unico – di chi dice di amarli e quando ciò viene meno è davvero un colpo al cuore, ma questo non deve impedirci di andare avanti e continuare a perseguire i nostri obiettivi e tutelare al massimo gli animali denunciando chiunque si renda responsabile di comportamenti sbagliati nei loro confronti, indipendentemente dall’appartenenza. In quest’ottica, dopo aver chiuso la Sezione e sporto denuncia, LNDC ha provveduto a sistemare i cani più bisognosi presso strutture idonee gestite dai propri volontari e ha continuato a mandare aiuti sotto forma di cibo per gli animali in attesa di essere trasferiti. Inoltre, l’Associazione veglierà e cercherà un’idonea sistemazione anche per i cani dei comuni che sono stati trasferiti negli altri canili convenzionati a seguito dell’ordinanza di sgombero della struttura di Campo Calabro. Nonostante il muro di omertà eretto intorno al canile, LNDC non si è data per vinta e ha continuato a ricercare documentazione e indagare e l’inchiesta, avviata da Lega Nazionale per la Difesa del Cane con un esposto del 22 marzo 2018, ha trovato fondamento e conferma anche nelle azioni portate avanti dalle forze dell’ordine e dall’autorità giudiziaria, come riportato dagli organi di stampa. Le azioni contano molto più delle parole e, indipendentemente dai proclami e dalle polemiche sui social network, ognuno sarà giudicato per ciò che ha fatto o non ha fatto. Il nostro patrimonio è fatto di risorse umane oneste e infaticabili e, per rispetto a loro e mantenere la credibilità conquistata in tanti anni di dedizione, non possiamo rimanere impassibili davanti a chi non rispetta i principi chiave della nostra Associazione e della legalità. Noi con tenacia, caparbietà e coerenza affrontiamo le sfide e le difficoltà, mettendoci la nostra faccia. Se qualcuno avesse informazioni sul canile di Campo Calabro che ritiene possano essere utili alle indagini, è pregato di mettersi in contatto con Lega Nazionale per la Difesa del Cane indirizzando una mail a info@legadelcane.org.

  • Nelli Meneghetti De Cian |

    Ma in galera devono andare! E secuestrar tutti i beni che devono essere destinati a favore di questi poveri animali indifesi e maltrattati. Vergogna! Che schifo di gente! Più controllo ci vuole.

  • Barbara del Gaiso |

    La vergogna dei canili è nota. Come tante altre irregolarita’ che si compiono in un paese corrotto. Chi non cambia le leggi è complice. NO AI CANILI. NO AGLI ZOO. NO ALLA CACCIA.

  • Tatiana |

    Con i soldi megliorate le co edizioni del cane

  • Vittorio |

    Questi sono escrementi umani non persone.

  • Christine von Lindenau |

    Queste persone vanno mandate in galera. Non facciamo come al solito che dopo un po’ di arresti domiciliari possono riprendere l attività magari con altri contributi

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